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Ci muoviamo su Sestri Expired aprile 20, 2009

Posted by 2012sos in 2012, Alieni, Area 51, Autorità, Eventi, John Titor, Planet X, Profezie, Scienza, Sopravvivenza, Teorie, Uncategorized.
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sexplogo2Scusate la lunga assenza! Da ormai troppi mesi non trovo il tempo per aggiornare questo blog.

Se volete rimanere aggiornati sul 2012 e dintorni potete seguirmi su Sestri Expired.

Sestri Expired viene aggiornato costantemente.

Terrò aperto questo blog solo a scopo di reindirizzamento.

Un Saluto Onta (2012sos)

Pangeamedia.it – Sito interessante aprile 21, 2008

Posted by 2012sos in 2012, Profezie, Sopravvivenza, Teorie.
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PREFAZIONE


Questo sito  e’ stato creato per condividere con tutti voi, le ultime rivelazioni delle Profezie del 2012.

21.12.2012 La troviamo come data della cosiddetta fine del mondo o Sistema di cose attuale.

Il calendario della civiltà Maya, un calendario che ha saputo darci molti previsioni o anche dette Profezie, azzeccate con qualche secondo di ritardo.

Questo calendario non descrive i giorni e gli anni come gli attuali calendari, ma descrive le cose accadute e che devono ancora accadere.

Un altro Profeta che andremo ad analizzare in questo sito, e’ Nostradamus, un personaggio che non ha sicuramente bisogno di presentazioni. Questo profeta ha descritto nei suoi libri, scritti in quartine questo  perche nella sua epoca poteva venire dichiarato Eretico e quindi ucciso.

Nostradamus ha previsto la prima e seconda guerra mondiale, e l’ avvento di un dittatore chiamato Hister, che e’ molto simile ad Hitler.

Sempre questo profeta ha previsto anche il disastro del 11 Settembre 2001, come descritto nel libro di Nostradamus 2000 e dintorni.

In questi giorni e’ stato ritrovato il libro perduto di Nostradamus, ritrovato in Italia, questo libro fatto completamente di disegni  acquarello, con questi simboli riusciamo ad arrivare alla fatidica data del 2012.

Visto che mancano solamente 4 anni al 2012, ho deciso di realizzare un sito Internet, dedicato a questa Profezia e nello stesso tempo aspettare in vostra compagnia gli avvenimenti che da ora in avanti, verranno ad svolgersi. E saranno molto molto sconvolgenti.

Inserirò nel sito ogni avvenimento inerente alla profezia del 2012 che man mano verranno ad adempiersi.

Visto che le cose che andranno ad avvenire nel periodo precedente e successivo a quella data, saranno di portata globale, ho deciso io e altre persone che hanno studiato gli avvenimenti del 2012, reperibili sul nostro sito o su altri siti, vorremmo essere pronti per fronteggiare un emergenza molto grave, di portata globale.

Da nostri studi effettuati da vari siti Internet in lingua Inglese  e siti di scienziati, abbiamo visto che gli sconvolgimenti derivanti da queste profezie, sono confermati anche da illustri scienziati, l’ Inversione dei poli Magnetici evento confermato per il 2012 sono di portata mondiale, e saranno eventi Meteorologici, Sismici, e di altro tipo.

Io e altre persone, che hanno letto tutti gli eventi di quella data 2012, abbiamo deciso di fondare un sito per la sopravvivenza di persone a quei catastrofici eventi.

Per realizzare dei progetti reali ho deciso di attendere, l’avverarsi di determinati fenomeni che darebbero inizio a catastrofi che raggiungeranno il culmine nella data, 21 Dicembre 2012.

I primi segni del inversione magnetica dovrebbero incominciare verso il 2010.

Per salvare più gente possibile, vi invito ad iscriverti cosi potremmo sapere quanta gente dovremmo salvare, e quanta attrezzatura dovremmo avere per dare a tutti la possibilità di sopravvivere.

Altri siti in tutto il Mondo stanno già facendo dei Progetti di sopravvivenza, e in Italia solo un sito lo sta facendo realmente il nostro.

Potrai scegliere di iscriverti come Collaboratore oppure come Persona da Salvare, vai a vedere le sezioni per maggiori informazioni.

In questa introduzione ho solo accennato a quello che abbiamo intenzione di fare per la nostra sopravvivenza, se sei anche tu capitato in questo sito, vuole dire che hai già sentito parlare del 2012, quindi sai già di cosa si parla e probabilmente sei d’accordo con noi sugli avvenimenti che ci aspettano in futuro, allora cosa aspetti collabora con noi, qui non ci sono ne capi, ne guru di alcun genere, siamo solo delle persone che vogliono fare qualcosa in caso che si verifichi le profezie Maya.

Non dimenticate che le profezie Maya hanno azzeccato molti avvenimenti della storia. Ora arriva anche il nuovo Libro perduto di Nostradamus, un libro diverso da gli altri infatti e’ solo disegnato. Questo libro e’ stato attribuito propio a Nostradamus, confermato da Scienziati illustri, e anche questo libro si conclude con una profezia che si avvicina a quella Maya, infatti anche questo libro dice di catastrofi che si fermeranno con un culmine nel 2012.

Ora non ci resta che aspettare , vi invito ad iscrivervi, ovviamente gratuitamente e non vi sarà mai chiesto denaro in alcun modo. vogliamo solo idee, e persone pronte in caso di necessità e che sappiano cosa fare, ovvero essere organizzati, solo ed esclusivamente in caso che questa inversione del campo magnetico terrestre vada a compiersi.

Come ho già detto, siamo persone comuni, che hanno letto e si sono documentati sulle previsioni riguardanti il 2012, ti invito a documentarti, sia sul sito nostro, oppure ancora meglio per evitare facili illusioni vai su un motore di ricerca e digita 2012, vedrai quanti siti, giornali, ecc…… parlano di questa catastrofe che aimè arriverà. Puoi anche vedere su Internet che altre persone si stanno preparando come noi per gli eventi del 2012 un esempio ecco un sito: www.survive2012.com che come noi anzi loro prima di noi, stanno facendo qualcosa di concreto per la sopravvivenza a quel giorno e anche dopo. Loro sono il principale sito di sopravvivenza mondiale, situato negli Stati  Uniti.

Ora dopo questa nota Introduttiva ti invito a visionare gli altri menu’ del nostro sito per capire ancora meglio quello che intendiamo fare.

Collabora anche tu, sei il ben venuto e come mio nonno diceva, più siamo meglio stiamo, l’unione fa la forza, ti aspettiamo…………..

Un altra cosa molto IMPORTANTE  il sito sarà il punto di partenza, in caso di emergenza sarete avvisati, in tempo reale……………

www.pangeamedia.it

PROGETTO 2012 aprile 13, 2008

Posted by 2012sos in 2012, Sopravvivenza.
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Sito italiano dedicato alla sopravvivenza

riguardo agli eventi dell’anno 2012.

NOTA INTRODUTTIVA: Visto il verificarsi di lievi malintesi da parte di alcune persone che ci hanno contattato, sentiamo la necessità di precisare che questo nostro sito NON è un’associazione di alcun tipo né un ufficio preposto a dare informazioni di alcun genere riguardo ai temi sotto riportati, ma è semplicemente l’esposizione chiara e dettagliata degli intenti di un gruppo di persone. Pertanto, per non incorrere in errori dovuti ad incomprensioni preghiamo, chi ne abbia l’intenzione, di leggere il testo riportato di seguito con la massima attenzione.

1Grazie.

DI COSA SI TRATTA

Secondo studi da noi effettuati ed informazioni pervenuteci da svariate fonti, il 21 dicembre del 2012 la rotazione della nostra Terra sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. Questa fermata darà probabilmente luogo a eventi climatici e sismici anomali di grandi proporzioni e l’umanità subirà molte perdite.

Detta così è sicuramente brutale ma, senza affidarci ad inutili giri di parole, i fatti dovrebbero proprio essere questi.

Molti di coloro che sono approdati su questo sito avranno già sentito parlare dei probabili eventi legati all’anno 2012. Un anno che vanta numerosi appellativi tra cui: “La fine del mondo”; “L’epoca dei cataclismi”; “L’anno del cambiamento materiale e spirituale”; “La fine di un’era ipotizzata dal popolo Maya”; e così via. Ed è appunto a queste persone che principalmente ci rivolgiamo.

Gli altri che, per mezzo di qualche motore di ricerca, ci sono invece capitati per caso e per la prima volta si trovano di fronte a questo argomento, sono invitati a continuare a leggere. Non è del tutto escluso che questo “caso” (visto che il caso non esiste) possa servire per conoscere una realtà da troppo tempo tenuta nascosta.

Infatti, uno dei principali motivi che ci ha spinti a fondare il primo sito internet italiano dedicato alla sopravvivenza del 2012 – e quindi a divulgare questa nostra importante decisione – è che da troppo tempo ormai si sta parlando ovunque di questo possibile evento, ma qui da noi in Italia si sa ben poco e si fa ancora meno.

Sono ormai tante le persone che si stanno interessando a tutto quello che viene scritto sull’argomento, sia su carta che su internet (dove molto è scritto in lingua inglese penalizzando purtroppo ancora tante persone).  Basta digitare “2012” o qualcosa riguardante “l’inversione magnetica” su un qualunque motore di ricerca per vedere apparire una moltitudine impressionante di articoli al riguardo. Dai più allarmistici dove vengono enumerate dettagliatamente le varie catastrofi ambientali previste per i prossimi anni; a quelli di tendenza New Age dove si parla di un cambiamento prettamente spirituale; o ancora a quelli che noi abbiamo già inserito tra i “siti spazzatura” che è meglio neppure citare. Insomma di legna al fuoco ce ne è anche troppa, ma con pazienza, buon senso, perseveranza, e a nostro avviso lasciandosi guidare soprattutto dall’istinto, bisogna saper discernere e prendere da parte solo il buono.

Pare che il fenomeno legato al 2012 sia del tutto naturale per la nostra Terra e che, stando al computo del tempo del calendario Maya basato sulla “precessione degli equinozi”, si manifesti con regolarità ogni 12.960 anni  (a seconda dell’attendibilità delle fonti questa cifra risulta diversa, anche se poi tutte le interpretazioni sono concordi riguardo alla data del 2012, inizio dell’era dell’Acquario). E anche se a tutto oggi ci viene taciuto, sembrerebbe noto anche alla scienza ufficiale che sfrutterebbe, tra i numerosi metodi di datazione, proprio l’inversione magnetica terrestre.

La Terra avrebbe iniziato la sua fase di rallentamento già intorno agli anni ’60 del novecento (primi rilevamenti effettuati), un rallentamento iniziale di portata sicuramente infinitesimale, ma che comunque è stato taciuto. Questa lenta frenata avrebbe un andamento esponenziale e non lineare, perciò si avrebbe una fase iniziale del rallentamento quasi “nulla” ed una finale molto accentuata. In pratica, se disegnassimo su un piano cartesiano gli anni sull’asse x e la velocità di rotazione sull’asse y, otterremmo una linea appena inclinata che va dall’anno 1960 fino al 2002 circa, cioè pari ad un lievissimo rallentamento, mentre dal 2003 al 2012 vedremmo la linea incurvarsi velocemente fino a orientarsi verticalmente, cioè fino alla totale fermata. Questo giustificherebbe l’ignoranza di quasi tutta l’umanità in proposito. Per chi non è munito dei giusti mezzi di misurazione, un minuto in più o in meno nell’arco di un anno fa poca differenza. Nell’epoca attuale, però, ci troviamo a perdere ormai alcuni minuti ogni anno, ovvero i giorni si stanno allungando, ma la disattenzione umana unita al sofisticato sistema di occultazione, ne rendono difficile il rilevamento. Abbiamo provato a misurare con metodo empirico, non avendone altri a disposizione, il rallentamento della rotazione terrestre.  Dal luglio dell’anno 2004 al luglio dell’anno 2005, secondo le nostre osservazioni, la Terra ha rallentato di circa 3 minuti. E dal luglio dell’anno 2005 al luglio dell’anno 2006 di circa 5 minuti.

Si prevede che le conseguenze più importanti nei due/tre anni che precederanno e seguiranno l’anno 2012, saranno soprattutto di carattere meteorologico e sismico. Per via dell’anomalo riscaldamento e raffreddamento della crosta terrestre, dovuto ai giorni e alle notti più lunghe, il clima subirà un temporaneo stravolgimento a causa del quale potremo avere piogge e venti di grande entità (cosa che in piccola parte si sta già verificando). I mari e gli oceani potrebbero straripare dai loro attuali confini in conseguenza alla repentina frenata della rotazione e all’assestamento della crosta terrestre, cosa quest’ultima che darà origine inoltre a eventi tellurici di grandi proporzioni. Per il genere umano sarà un duro colpo, ma come è già avvenuto a cadenze regolari nelle epoche del passato, gran parte dell’umanità sopravvivrà.

Per quanto ci risulta le uniche notizie attendibili straordinariamente concordanti tra loro, e alle quali noi ci sentiamo di dare credito, ci vengono dagli antichi popoli e da tutti i messaggi che ci hanno lasciato. Da ogni civiltà progredita del passato, lontane tra loro anche migliaia di chilometri, ci arriva un preciso monito a metterci in guardia sul nostro destino legato a questo importante passaggio epocale.

“… Il secondo scenario, che la logica può aiutarci a ricostruire, è molto più cupo e forse meno accettabile, soprattutto da coloro i quali vedono nella nostra civiltà l’unica che abbia raggiunto un certo grado di sviluppo intellettuale e tecnologico. La mitologia e la tradizione sono stati il veicolo di trasmissione per un messaggio di avvertimento, una specie di S.O.S per la nostra civiltà, per metterci in guardia da qualcosa di ciclico, che a ritmi lontani, ma precisi, deve tornare a colpire la nostra cara Terra. L’antica civiltà umana, che abitò la terra ben 13.000 anni or sono, venne sconvolta da una serie di terrificanti e devastanti cataclismi, che colpirono il nostro pianeta in maniera repentina ed istantanea… da: “Il codice degli dei” di Giorgio Terzoli.

Ma qui ci  fermiamo. Le informazioni che abbiamo riportato fino ad ora sono solo una piccola parte delle nostre personali ricerche, e oltretutto sono incomplete dal momento che questo complesso argomento non prevede soltanto avvenimenti di tipo puramente materiale. Probabilmente ci troveremo di fronte a qualcosa di cui tutta l’umanità ne conosce inconsciamente i risvolti spirituali e che sta ormai da tempo attendendo. Ci siamo documentati al massimo delle nostre possibilità e continuiamo a farlo, abbiamo anche interpellato alcuni esperti di varie materie legate all’evento e le opinioni sono molte e molto controverse. Non essendo noi scienziati o veggenti, non sappiamo né intendiamo dare spiegazioni a questioni storiche, spirituali, scientifiche o parascientifiche legate all’anno 2012. Rischieremmo di creare facili o falsi allarmismi, e poi il fine primario di questo sito è un altro. Inoltre siamo dell’idea che il percorso conoscitivo, giusto o sbagliato, debba essere personale, di conseguenza ogni informazione data da noi in proposito potrebbe essere fuorviante o lontana dal vero. Speriamo che questo nostro atteggiamento venga compreso, il tema in questione è molto delicato e va preso con il dovuto rispetto. Invitiamo dunque chiunque sia desideroso di approfondire l’argomento a informarsi per proprio conto attraverso gli innumerevoli e più autorevoli scritti e siti-web preposti a tale scopo.

CHI SIAMO

Il tutto è iniziato da un piccolo gruppo di persone caparbie e volenterose (le cui occupazioni, tanto per metterci un’etichetta agli occhi di questa sociètà, sono: medico chirurgo, sociologo, cuoco, giornalista e regista, gli ultimi due sono anche piloti di aereo), tutti con la propria famiglia, compreso chi sta scrivendo che ha cinque figli. Ma il gruppo sta già aumentando di numero grazie a coloro che attraverso questo sito hanno deciso di aderire alla nostra iniziativa unendosi a noi.

Da alcuni anni leggiamo e ci documentiamo il più possibile sugli eventi del 2012 e vi possiamo assicurare che se in passato qualcuno di noi avesse ascoltato discorsi riguardanti spiritualità, profezie, cataclismi o cose di questo genere, avrebbe pensato che a farli erano dei fanatici, illusi, creduloni, “gente pericolosa”. Oggi, dopo aver letto molto, studiato, osservato attentamente le persone e la società in cui viviamo, ma soprattutto dopo esserci liberati dai pesanti fardelli del moralismo, della facile indignazione e del senso di colpa, il nostro pensiero è cambiato. Anzi, per ironia della sorte, oggi siamo noi che rischiamo di essere additati come illusi e fanatici. Questo, però, non ci spaventa. La sola consapevolezza di lavorare per una causa così nobile e comune a tutti, ci ha donato una forza straordinaria che siamo pronti a condividere con chiunque si senta pronto.
Non apparteniamo a nessuna setta e non siamo legati a nessun credo religioso, anche se ognuno di noi ha già da tempo intrapreso il proprio percorso spirituale. Siamo esseri spirituali liberi in quanto riteniamo che ogni religione (= legare, vincolare dal latino religio, religare) sia limitante per la giusta visione della completezza spirituale e materiale di un essere umano e di tutto ciò che lo circonda, e siamo dell’idea che unendo le energie con coloro che si sentono simili a noi possa portare alla giusta elevazione.

Crediamo inoltre che gli avvertimenti prospettati da molte profezie inviateci dal passato siano veri e in procinto di avverarsi. Il 2012 sarà con molta probabilità la “fine di un’epoca”, ma non la “fine del mondo” come invece alcuni sostengono. Ci saranno momenti difficili per tutta l’umanità, lunghi periodi di stravolgimenti ambientali, ma alla fine ci sarà un premio per tutti coloro che avranno seguito l’unica strada possibile: la strada del buon senso e dell’amore.

Eccoci dunque arrivati al nostro compito.

GLI INTENTI DEL “PROGETTO SOPRAVVIVENZA 2012”

Ammettendo che tutte le notizie a cui ci siamo riferiti  a proposito dell’anno 2012 siano fondate sulla verità, il nostro progetto vuole essere una sorta di “Arca di Noe” per gli uomini e per il bagaglio di conoscenza che si porteranno appresso. Sappiamo benissimo che questa definizione potrebbe suonare patetica, retorica, e che possa far sorridere, ma non ne abbiamo trovata una migliore che renda bene l’idea.

Lo scopo è di riunire tutte quelle persone che abbiano affinità di pensiero e che abbiano soprattutto lo stesso metro di misura verso i valori fondamentali della vita e del nostro futuro.

La storia ci insegna che riunire gruppi di persone in comunità, e in modo particolare per gli individui che abbiano sempre vissuto in società moderne come la nostra, non è cosa di facile impresa. E poi c’è la parola “comunità” che da sempre suscita le più disparate polemiche, e a volte non a torto.  In un luogo come il nostro, dove più che accomunarsi il genere umano tende sempre di più al malsano isolamento, parlare di comunità fa quasi venire i brividi.

L’immagine che la civiltà moderna è riuscita a inculcare nelle menti degli uomini è quella di una famiglia vista come un nucleo assolutamente staccato dal resto del mondo, barricato dietro le quattro mura di casa e plagiato dalle mille distrazioni tecnologiche e prodotti di consumo. Ecco che questo atteggiamento ha portato lentamente la persona ad essere mal disposta verso una genuina comunicazione con l’esterno, che anche quando si riesce ad instaurare è comunque filtrata da così tante infrastrutture e falsità da risultare addirittura dannosa.
E poi, anche la letteratura e il cinema non danno certo un aiuto con le loro rappresentazioni di comunità di confine fallimentari ridotte a nuclei disorganizzati di persone in balia della peggiore sorte.

A dispetto di tutto questo, crediamo fermamente che l’essere umano, per sua natura, sia invece in grado di convivere piacevolmente e soprattutto intelligentemente con altri membri della sua stessa specie. Anzi, questa è la sua più vera e più profonda natura, che poi nei millenni è stata (o ci è stata) talmente soffocata da essere dimenticata. Cito come banale esempio le tribù africane, amazzoniche, australiane e altre ancora (purtroppo quasi tutte ormai sterminate dalla società moderna), fondate sui principi della grande famiglia. Comunità per nulla retrograde, come invece ci hanno sempre fatto credere o insegnato fin da piccoli a scuola, ma progredite sia sotto l’aspetto spirituale che materiale. Società organizzate intelligentemente che vivevano senza farsi mancare le materie prime per la sopravvivenza ma senza per questo danneggiare l’ambiente circostante o peggio i loro simili. Probabilmente non conoscevano le comodità così come le intendiamo noi oggi, ma non dovevano neppure pagare il duro tributo che ci ha mutilato le parti migliori.

QUALI SONO LE PERSONE ADATTE AL PROGETTO

Nessuno di noi è o si sente all’altezza di un simile giudizio. Ma nonostante la domanda possa sembrare apparentemente difficile, dà invece adito a risposte ovvie: la persona che vuole avvicinarsi a questo progetto deve avere innanzitutto l’animo pulito, non deve avere doppi fini, e deve saper affrontare qualunque problema con fermezza e allo stesso tempo con umiltà e buon senso (questo termine lo usiamo spesso perché crediamo che il “buon senso” sia la risorsa più importante della vita); una persona pronta al continuo raffronto con gli altri, ma scevra dalla brama di supremazia; spinta sì dal desiderio di salvare se stessa e i suoi cari, ma senza mai perdere di vista che solo con un grande amore verso il prossimo e la vita ci si potrà elevare verso la giusta direzione.
Potrà avere capacità pratiche e teoriche in qualche specifica materia, ma non importa che abbia o meno titoli di studio. Il più semplice bracciante o l’ingegnere sono i benvenuti se accompagnati da onestà, buona volontà e grande animo. Chi avrà conoscenze specifiche farà da méntore a chi non le ha, tramandando ai più giovani e ai meno esperti il proprio sapere.

Sono queste le persone di cui ci sarà bisogno per sopravvivere ad un evento così immane, persone in grado di essere vicine tra loro ancor più che fratelli.

I MEZZI

Come un’arca che si rispetti, dovremo prepararci ad avere tutto il necessario per la sopravvivenza del nostro nucleo di persone e di tutti coloro che strada facendo si uniranno a noi. Dovremo avere animali da latte, da uova, da lana. Alcuni ettari di terra fertile da coltivare. Macchine e attrezzi agricoli per la semina, il raccolto e i trattamenti dopo il raccolto. A questo proposito alcuni di noi stanno già studiando agronomia con particolare attenzione agli insegnamenti di Rudolf Steiner sulla Agricoltura Biodinamica. Ci serviranno pompe sommerse eoliche, generatori di corrente fotovoltaici ed eolici (se ci sarà consentito vorremmo riuscire ad avvicinarci alle scoperte e agli studi di Nikola Tesla per poter avere energia libera e pulita), impianti termici a biomassa (combustibile biologico prodotto dallo scarto ad esempio del mais) e altro ancora. Abitazioni semplice e modeste costruite in modo robusto economico e nel pieno rispetto dell’ambiente circostante.

Sembrerebbe una meta ambiziosa dispendiosa e di difficile attuazione, ma non è così! Abbiamo già messo insieme un piccolo fondo comune che ci permetterà di iniziare con le prime strutture abitative e agricole. Ricordiamoci che l’unione fa la forza (un motto andato purtroppo perduto nei meandri di una società che ci vuole tutti divisi) e se ognuno metterà quello che può non mancherà niente a nessuno.

IL LUOGO

Basandoci su letture, pareri e sul nostro naturale istinto, abbiamo individuato il luogo che ci sembra adatto alla realizzazione di questo nostro progetto. Abbiamo però deciso di non darne ancora ubicazione in questo sito almeno fino a quando non saremo in grado di poter gestire appieno la nostra nuova comunità. Il luogo è comunque molto antico e geologicamente stabile, almeno fino ad oggi. È ospitale sotto gli aspetti climatico e  geografico e, con tutta sincerità, siamo tutti molto impazienti di trasferirci. Prevediamo che i primi di noi partiranno intorno all’estate del 2007, poi mano a mano tutti gli altri a seguire.

CONCLUSIONE

Speriamo di avere detto tutto quello che si può dire in così poche righe. Per desiderio di tutti noi abbiamo preferito in questa sede mantenere l’anonimato. Chiunque desideri conoscerci e saperne di più è invitato a scriverci attraverso l’indirizzo e-mail presente a fondo pagina. Garantiamo che la corrispondenza sarà controllata due volte al giorno (mattina e sera) e letta con molta attenzione, promettiamo di rispondere nei tempi più brevi possibili e comunque nel giro di qualche giorno. Se lo riterremo opportuno, a coloro che ci sembreranno veramente interessati e mossi da sinceri intenti, forniremo il nostro numero di telefono per una conoscenza più approfondita.

Facciamo anticipatamente le nostre scuse per questa sorta di cernita che abbiamo deciso di attuare, ma come abbiamo già detto l’argomento trattato è molto particolare e noi tutti preferiamo andarci cauti. Chiunque lo comprenderebbe.

In tutti i modi noi siamo determinati a proseguire il nostro cammino, già in parte descritto in queste righe, e se tutto ciò che si è detto o scritto sul 2012 non fosse poi corrispondente alla realtà (cioè se nel 2012 non accadrà proprio un bel niente di nuovo), continueremo per la strada intrapresa perché, sia spiritualmente che materialmente, sarà comunque migliore di quella offertaci da questa società agonizzante fondata su valori inesistenti e soprattutto sulla paura.

Grazie.

www.progetto2012.it

Fuoco aprile 11, 2008

Posted by 2012sos in Sopravvivenza.
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Di primaria importanza, in condizioni di sopravvivenza, è il fuoco, quale fonte di calore, di luce, insostituibile per conservare e cucinare i cibi, per depurare l’acqua, per asciugare gli abiti, per fare segnalazioni, per tenere lontani gli animali. Accendere un fuoco può sembrare di estrema facilità. Chi è costretto a sopravvivere, però, non sempre disporrà dei moderni mezzi di accensione e sarà quindi costretto a provocare il fuoco in altri modi. Prendiamo pertanto in esame il materiale occorrente ed i metodi per l’accensione di un fuoco.

Esca

È composta principalmente da materiale asciutto, facilmente infiammabile, adatto ad innescate la combustione. Sono buone esche paglia, rami sottili, pigne, polvere di legno, nidi, felci, carta, cotone, ecc.. Se su questi materiali avremo la possibilità di versare liquido infiammabile (alcool, benzina, nafta, kerosene, ecc.) o polvere da sparo il risultato, in termini di facilità e rapidità d’accensione, sarà decisamente migliore.

Accensione

Per legna da accensione si intendono rami, tronchi, assi o tavole di limitate dimensioni che, per la loro elevata infiammabilità, favoriscano lo svilupparsi della fiamma.

Mantenimento

Il materiale di mantenimento è costituito da tronchi o rami di generose dimensioni, più adatti alla produzione di braci. Quando si necessiti di un fuoco dalla fiamma alta (per friggere cibi o far bollire dell’acqua), sarà opportuno utilizzare materiali il più possibile secchi. Se, invece, si avesse bisogno di un fuoco lento e duraturo (per arrostire della carne o scaldare il ricovero), si dovrà utilizzare come legna di mantenimento anche quella bagnata o umida. Per far sviluppare correttamente il fuoco e mantenerlo, si ponga attenzione a non soffocarlo, evitando di deporre sull’esca o sul materiale d’accensione legna troppo pesante che limiterebbe l’apporto di ossigeno necessario. Il fuoco deve essere alimentato costantemente e senza sprechi, evitando l’uso di liquidi infiammabili (se non per la sola accensione, come già detto), e tenuto sempre sotto controllo per evitare che si propaghi alla vegetazione circostante. Se si dispone di fiammiferi, cercare di economizzarne l’uso e, quando possibile, è bene allestire un riflettore di tronchi o sassi, con il duplice scopo di proteggere la fiamma dal vento e di permettere che il calore venga riflesso verso la persona con il minimo grado possibile di dispersione. E preferibile, anziché un gran fuoco, allestirne alcuni di piccole dimensioni, al fine di ottenere una migliore propagazione del calore, un risparmio del combustibile ed una maggiore facilita di controllo. Il luogo dove si intende accendere il fuoco deve essere accuratamente preparato, eliminando la sterpaglia e circondandolo con grossi sassi, quando il terreno sia secco, per evitare incontrollate accensioni, oppure, se possibile, disponendo il fuoco stesso su una roccia (o su un piano di pietre o di metallo), quando il terreno sia coperto di neve o di ghiaccio. E sconsigliabile accendere i fuochi sotto gli alberi per il pericolo di incendi improvvisi e perché, se questi sono innevati, il calore potrebbe provocare la caduta della neve con conseguente spegnimento della fiamma.

Metodi per l’accensione del fuoco

Per accendere un fuoco e bene preparare una piccola catasta con l’esca, aggiungere della legna da accensione per permettere lo sviluppo della fiamma e, solo dopo che questa si sia ben sviluppata, aggiungere la legna di mantenimento. Quando possibile, è conveniente rialzare il fuoco da terra, per mezzo di sassi, per permettere all’ossigeno di circolare meglio e facilità re così l’accensione.

Fiammiferi

Al fine di preservarli dall’umidità, vanno custoditi in contenitori stagni e possono essere impermeabilizzati con una colata di cera, con smalto per unghie o con paraffina. Se già umidi possono essere utilizzati dopo averli ripetutamente passati tra i capelli (che dovranno ovviamente essere asciutti). I fiammiferi non devono essere sprecati per altri usi.

Archetto

È il più romantico, ma anche il più complicato, metodo per accendere un fuoco, consistente nel far ruotare velocemente la punta di un ramo, secco e duro, nell’incavo ricavato in un pezzo di legno dello spessore di alcuni centimetri. Per permettere la stabilità del ramo bisogna effettuare una pressione, superiormente, con una pietra conca va (o una conchiglia) mentre con l’archetto vero e proprio (un ramo flessibile ai cui estremi si lega una funicella) si impone al ramo appuntito una velocissima rotazione. L’attrito, così procurato, da luogo ad un pulviscolo incandescente che, radendo sull’esca precedentemente disposta, ne provoca l’accensione. E un metodo, questo, che ha bisogno di tanta volontà e pazienza e i cui risultati sono fortunosi, specie nelle stagioni umide. Per accendere ,l fuoco con il Sistema dell?archetto sì deve far ruotare velocemente la punta dì un ramo secco e duro nell?incavo in un pezzo dì legno di un certo spessore Per mantenere stabile il ramo sì effettua superiormente una pressione con una piccola pietra concava mentre con l’archetto t, impone al ramo stesso una velocissima rotazione.

Sfregamento

Si utilizza un ramo secco con la punta sollevata da terra, mediante uno spessore, sotto la quale viene posta l’esca. Tenendo fermo il ramo con un piede si aziona velocemente un cordino di canapa (o striscia di cuoio o cavetto) che sfregando contro la parte inferiore del ramo provoca la formazione di pulviscolo incandescente che incendia l’esca. Inadatti sono funi o cordini di nylon che, per effetto del calore prodotto, si fonderebbero.

Quarzo

Nel caso fosse possibile reperire un cristallo di quarzo, si può fissarlo a due rami mediante un cordino e dopo aver preparato l’esca, si deve battere, per esempio con il pugnale, contro il quarzo, dal quale si staccheranno le scintille che provocheranno la combustione dell’esca stessa. In alternativa si possono usare pirite di ferro, pietra focaia o pietre dure. Questo metodo ha bisogno di esca asciutta e di molta, molta fortuna.

Accumulatori di corrente

Se chi è costretto a sopravvivere deve il suo stato ad un incidente aereo, o comunque, ad un veicolo semovente, e dispone quindi di un accumulatore, potrà, con i due poli della batteria, creare un arco voltaico le cui scintille, facilmente, provocheranno la combustione del l’esca.

Polvere da sparo e simili

Il disporre di munizioni o razzi da segnalazione, semplificherà le operazioni. Infatti, disponendo di munizioni, si potrà asportare la pallottola (o i pallini), spargere un po? della carica sull’esca, mentre il resto si lascia nella cartuccia bloccandolo con un pezzo di carta (o paglia o altro), introdurre la cartuccia nel l’arma e fare fuoco sull’esca impregnata di polvere da sparo, da una distanza di 5 10 cm, provocandone così la combustione. Se, invece, si ha a disposizione una pistola da segnalazione, si estrae l’artifizio dalla cartuccia e, dopo aver estratto anche la borra e aver depositato il tutto sull’esca, si libera lo stoppino e vi sì spara contro con la pistola (nella quale si è provveduto ad inserire la cartuccia) ottenendo così una fiamma assai viva.

Lenti

In una bella giornata di sole, con una lente d’ingrandimento o con un pezzo di vetro di opportuna forma (tipo il fondo di una bottiglia), si possono concentrare i raggi solari verso l’esca provocandone, dopo alcuni secondi, la combustione.

Tipi di Fuochi

Ci sono fuochi che scaldano e fuochi che illuminano. Si ha bisogno di tutti e due i tipi: il calore del fuoco della cucina per nutrirsi e la luce viva del fuoco da campo per la sera. Fare un fuoco più adatto a scaldare o uno più adatto a illuminare dipende dal tipo di legna che si usa e dalla forma del focolare.

Per cucinare occorrono due tipi di fuochi: uno rapido e ardente per far bollire l’acqua, l’altro che bruci lentamente e senza fumo, mantenendo un calore costante, per cucinare le vivande.

Scegli bene la legna adatta:

  • I legni duri ( quercia, frassino, olmo, faggio, ecc. ) hanno un grande potere calorifico e combustione lenta. Buoni per la cucina e per il riscaldamento.

  • I legni teneri ( pioppo, tiglio, acero, platano, ecc. ) hanno un potere calorifico medio e combustione rapida. Buoni per il fuoco da campo e per la legna di accensione.

  • I legni resinosi ( pino, abete, larice, ecc.) hanno un potere calorifico medio e combustione molto rapida. Buoni per il fuoco da campo e per la legna di accensione.

Fuoco a piramide

Si accende con ogni tempo, fornisce calore e luce, però disperde calore e consuma legna. Riscalda in maniera irregolare. Va alimentato costantemente. È adatto per il fuoco da campo. È la base per l’accensione di ogni fuoco.

Fuoco a trincea

Ha un ottimo tiraggio e può essere alimentato regolarmente con rami lunghi. È stabile per mettervi pentole grosse e consente anche di metterne due o più, una accanto all’altra. Va orientarlo esattamente secondo il vento perché diventa poco efficace se il vento cambia direzione. Inoltre richiede un terreno sufficientemente compatto, altrimenti, se la trincea È poco solida, non sostiene bene la pentola.

Fuoco a croce

È una variante del fuoco in trincea, puoi utilizzarlo se il vento cambia frequentemente direzione. Consuma legna e non è facile né da regolare, né da alimentare, né per disporvi sopra le pentole.

Fuoco polinesiano

È un fuoco tipico dei popoli della Polinesia. Si fa un buco nel terreno e si ricopre sul fondo e sui lati con pietre piatte. In caso di pioggia, si può copre con uno strato di terra. Il fuoco polinesiano riscalda bene, mantiene il calore, non risente assolutamente del vento ma è poco pratico da alimentare.

Fuoco del boscaiolo

Si accende facilmente e dà molta luce. Brucia bene e con ogni tempo. È ottimo per il fuoco da campo e per riscaldare. Richiede una preparazione accurata, ha bisogno di molta legna e deve essere alimentato costantemente.

Fuoco a riflettore

Alcune pietre servono a formare il focolare e a sorreggere le barre di ferro, mentre alcuni tronchetti, disposti l’uno sopra l’altro, fanno da riflettore per il calore. È adatto per la cucina individuale e per scaldarsi.

Fuoco in scarpata

Fuoco in scarpataUnisce i vantaggi del fuoco a riflettore a quello sopraelevato.

Fuoco del pastore

È facile da costruire e cuoce rapidamente perché mantiene abbastanza il calore. Bisogna fare attenzione al tipo di pietra utilizzata perché alcune pietre, con il calore, possono spaccarsi e lanciare schegge.

Fuoco alla “trapper”

Ha un buon tiraggio, ma risente molto dei cambiamenti del vento. È adatto per la cucina individuale. Si scava una trincea larga 30 cm e lunga 50, orientata in modo che il vento vi soffi dentro.

Fuoco a capanna

Consente di sfruttare il vento ed è possibile accenderlo anche in condizioni meteorologiche avverse.

Fuoco al calore di pietra


Serve per cucinare con più pentole contemporaneamente.

Fuoco del pioniere


È orientabile secondo il vento. È pulito e rapido, però produce fumo, perchè i due tronchetti laterali devono essere di legno verde, per evitare che brucino troppo velocemente.

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Acqua aprile 11, 2008

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Ai fini della sopravvivenza, l’acqua è un elemento estremamente importante, considerando che il 60% circa del peso di un individuo è composto d’acqua. Quanto più sale la temperatura esterna e cresce l’impegno fisico, tanto più il corpo ha bisogno d’acqua.

In mancanza di cibo, a condizione però di disporre di acqua a sufficienza, è possibile vivere e muoversi per tempi relativamente lunghi. La mancanza di acqua, al contrario, provoca una serie di disturbi di crescente entità:

  • Una perdita di acqua corrispondente al 5% del peso corporeo provoca nausea e sonnolenza.

  • Una perdita del 10% infligge al corpo umano un grave deterioramento delle condizioni psico-fisiche, con vertigini, difficoltà di parola e grande spossatezza.

  • Una perdita del 25% provoca sicura morte alle basse temperature, mentre per giungere alla morte in climi temperati se ne deve perdere il 20% ed in presenza di clima torrido è sufficiente perderne il 15%.

Assodato il principio che senz’acqua e impossibile vivere, si tenga presente che quando si hanno a disposizione piccole quantità d’acqua bisogna consumarle con grande parsimonia e mai in un’unica soluzione.

E’ preferibile, infatti, berne poca e spesso, piuttosto che assumerne in quantità eccessiva ed unica, per consentire all’organismo migliori possibilità di assorbimento e per reintegrare quantità ottimali di liquidi.

Va evitato, inoltre, di bere acqua molto fredda, specie in climi torridi, o, almeno, è bene usare l’accuratezza di trattenerla in bocca per consentirne un leggero innalzamento della temperatura prima di deglutire.

Come conservare i liquidi

Per ridurre al minimo la perdita di liquidi, bisogna prendere le seguenti precauzioni:

  • Evitate gli sforzi. Restate fermi e riposate.

  • Non fumate.

  • Restate al fresco, all’ombra. Se non c’è ombra, procuratevela costruendovi un riparo.

  • Non stendetevi su una superficie troppo calda.

  • Mangiate il meno possibile. Se non avete l’acqua, l’organismo utilizzerà i propri liquidi per la digestione, aggravando la disidratazione. I grassi sono i più difficili da digerire e richiedono molta acqua per la loro scomposizione.

  • Non bevete mai alcolici. Anche l’alcol richiede molti liquidi degli organi vitali per la sua scomposizione.

  • Non parlate troppo; respirate con il naso, non con la bocca.

Come trovare l’acqua

Il primo posto è nei fondovalle, dove si raccoglie di norma l’acqua. Se non ci sono corsi o stagni visibili, provate a scavare dove la vegetazione è più verde. Può esserci acqua subito sotto la superficie, e potrà riempire la buca. Scavate anche nelle gole e nei letti asciutti dei torrenti; può darsi che scopriate una sorgente, soprattutto nei tratti ghiaiosi. In montagna cercate l’acqua negli anfratti delle rocce.

Lungo le coste, scavate al di sopra del livello dell’alta marea, soprattutto dove ci sono dune di sabbia: ci sono buone probabilità di trovare uno strato di cinque centimetri d’acqua dolce che filtra e che galleggia sopra l’acqua salata, che è più pesante. Potrà essere salmastra, ma pur sempre bevibile. E, dove la costa è rocciosa, cercate i punti più coperti di vegetazione, anche di felci e muschio e, probabilmente, in una fessura della roccia troverete acqua raccolta oppure una sorgente.

Se non trovate acqua dolce, è possibile di stilare l’acqua di mare. (vedi più avanti)

ATTENZIONE

Diffidate di tutti gli stagni senza vegetazione o con ossa di animali intorno. Probabilmente l’acqua sarà inquinata da sostanze chimiche presenti nel terreno. Controllate la sponda alla ricerca di tracce di minerali alcalini. fate sempre bollire l’acqua stagnante. Non bevete mai né l’urina né l’acqua di mare. Mai! Però, se le distillate, potete ottenere acqua potabile, e l’acqua di mare, per di più, vi darà il sale.

Una sufficiente depurazione dell’acqua potrà essere ottenuta:

  • Con l’ebollizione per alcuni minuti.

  • Con pasticche potabilizzanti.

  • Con tintura di iodio (3-10 gocce per litro).

  • Con pochi grani per litro di permanganato di potassio.

  • Per filtrazione attraverso un panno pieno di sabbia.

  • Per decantazione quando l’acqua e torbida.

L’acqua piovana è, praticamente, distillata ed è quindi una fonte ottimale di approvvigionamento. E’ quindi opportuno, ogni volta che se ne presenti l’occasione, cercare di raccoglierne il più possibile, con ogni mezzo. Se si dispone di recipienti impermeabili il compito è, ovviamente, facilitato, ma anche indumenti di cotone o di lana possono ben servire allo scopo se esposti alla pioggia e periodicamente strizzati in un recipiente.

In caso di sopravvivenza su un battello di salvataggio si può bere la pioggia che si deposita sul fondo (precedentemente svuotato dell’acqua marina) oppure, con una spugna o con un indumento di cotone, si può raccogliere l’umidità che si deposita sui galleggianti durante la notte.

Nei climi in cui di giorno fa molto caldo di notte fa freddo, si può prevedere la formazione di una densa rugiada. Quando questa si condensa su superfici lisce, potete raccoglierla con una spugna o con del tessuto.

Altro sistema per accogliere la rugiada è legarsi della stoffa pulita attorno alle gambe e alle caviglie, camminare nella vegetazione bagnata, e poi strizzare o succhiare la stoffa umida.

Neve e ghiaccio si possono bere se si dispone di combustibile per scioglierli e, in questo caso, è sempre preferibile sciogliere del ghiaccio perché, a parità di combustibile, si ricava più acqua. Gli strati inferiori di neve sono più granulosi di quelli superficiali e danno più acqua.

Il ghiaccio marino è salato – non serve per bere – finché non è invecchiato. Più giovani più salato. Il ghiaccio nuovo ha forme ruvide e colore bianco lattiginoso. Quello vecchio è azzurrognolo e ha spigoli arrotondati dalle intemperie. Dal ghiaccio azzurro si può tenere buona acqua, più oscuro il liscio meglio è. Attenti, però, al ghiaccio vecchio rimasto esposto alla spuma salina.

L’acqua dei fiumi è sicuramente potabile e di ottima qualità dove non sono visibili tracce di inquinamento. In prossimità delle sorgenti, ma anche nelle pianure solcate dai fiumi, è possibile trovare acqua potabile con scavi di piccola entità da effettuare, qualora si avessero dei dubbi sulla potabilità, all’esterno delle anse formate dal corso d’acqua. Anche dai torrenti e rigagnoli asciutti è possibile ottenere acqua, con piccoli scavi effettuati sempre all’esterno delle anse e nei punti più bassi. L’acqua va comunque (quando la prudenza lo consigli ed i mezzi a disposizione lo consentano) bollita a lungo prima di essere bevuta. In zone tropicali, dove è assai probabile che l’acqua di un fiume contenga germi e batteri di malattie molto pericolose come dissenteria, colera, tifo ed infezioni parassitarie, deve sempre essere bollita a lungo.

Va infine considerato che lo scorrimento stesso dell’acqua, specie in corsi impetuosi, contribuisce, seppur in minima parte, al purificarsi di questo prezioso liquido.

Nei pressi della costa: in situazione di sopravvivenza è sempre utile e conveniente prendere esempio dal comportamento animale. L’elefante, ad esempio, indica un interessante metodo per ricavare acqua dalla sabbia, in vicinanza della riva. A circa un metro e mezzo dalla battigia, l’astuto mammifero scava una buca di poche decine di centimetri di profondità che, dopo alcuni minuti, è piena di acqua potabile, risultato della filtrazione compiuta dalla sabbia. Si tenga inoltre presente che l’acqua piovana defluisce verso il mare mescolandosi ad esso ed è quindi possibile, cercando una depressione ad un centinaio di metri dal bagnasciuga e scavandovi una buca, ottenere acqua potabile in abbondanza.

Laghi e stagni: il metodo migliore per purificare le acque dei laghi di dubbia potabilità, acque stagnanti e acque fangose, è quello di filtrarle più volte con la sabbia, contribuendo così anche ad eliminare il sapore salmastro delle acque di stagni adiacenti al mare. Anche in questo caso il massimo grado di sicurezza è ottenibile attraverso l’ebollizione.

Boschi: nei boschi, nei quali sono presenti vaste aree umide, è decisamente facile procurarsi, con l’ausilio di distillatori, acqua potabile. Dove sono presenti il salice ed il sambuco, inoltre, basterà effettuare piccoli scavi per ottenere l’acqua.

Distillatore: è cosa nota che l’evaporazione venga favoriva dal calore del sole. Questo principio può essere convenientemente sfruttato realizzando un “distillatore” (figura a lato). Si scava una buca con profondità e diametro di circa un metro sulla quale si stende un telo impermeabile. Disposto al centro della buca un recipiente (una lattina, un bicchiere, ecc.), si fissano i bordi del telo con delle pietre e gli si fa assumere una forma concava ponendo al centro un piccolo sasso in corrispondenza del contenitore. In questo modo l’aria imprigionata sotto il telo si satura rapidamente e gocce di vapore condensato si raccolgono sulla parte convessa del telo dal quale cadono poi nel recipiente. E’ così possibile raccogliere circa un litro d’acqua ogni 24 ore. Volendo, si può agevolare la condensazione ricoprendo il fondo della buca con foglie e rami verdi o bagnandolo con acqua non potabile.

Con questo metodo non è raro catturare anche rettili e piccoli animali che, attratti dall’acqua, si introducono nella buca, non riuscendo poi a risalirla. Il distillatore può essere utilizzato, sia pure con capacità produttiva dimezzata, anche di notte, poiché il terreno continua ad avere una temperatura relativamente elevava, mentre il telo si raffredda rapidamente.

Acqua dalle piante: le piante sono formate, per buona parte, di acqua, ed il loro succo, purché non presenti un aspetto lattiginoso o schiumoso, è generalmente potabile. Alcune piante, come la vite, possono fornire acqua intaccandole nella parte alta ed effettuando una seconda incisione vicino al terreno: poco dopo l’acqua comincerà a gocciolare. Quando non si abbia il tempo o il modo di purificare acqua di dubbia potabilità si può agevolmente ricorrere alle piante acquifere, che consentono di ricavare discrete quantità di liquido. L’acqua può inoltre essere sostituita da frutti ricchi di succo come l’uva, le pesche, le arance, ecc..

Nelle zone tropicali le possibilità di ricavare acqua dalle piante sono estremamente più elevate e per i viticci si potrà fare uso degli avessi procedimenti sopra esposti, facendo sempre attenzione che il succo non sia lattiginoso. Le canne di bambù contengono spesso acqua: se agitandole si provoca uno sciacquio sarà sufficiente intaccare lo stelo all’altezza dì ogni nodo per raccogliere il liquido.

Nelle zone desertiche sono le piante grasse in generale, ed i cactus in particolare, ad offrire discrete quantità d’acqua. In qualunque clima, infine, è bene tenere conto del comportamento degli uccelli e delle tracce degli animali che, frequentemente, conducono all’acqua.

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Regole di base per la sopravvivenza aprile 11, 2008

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La sopravvivenza é il sapersi adattare ad ogni luogo e in qualsiasi situazione: il saper vivere senza comodità e con delle difficoltà da superare. L’avventura é la “sopravvivenza volontaria”: un’impresa più o meno pericolosa che attrae con il fascino del rischio che comporta. E’ avventura anche una gita in montagna, ma servirà una maggiore conoscenza delle tecniche se decidiamo di non portare la tenda o di non portare i panini e mangiare erbe, radici o piccoli animali.

Cinque norme per la sopravvivenza

(IN ORDINE DI IMPORTANZA)

1. Volontà

2. Riparo – Fuoco

3. Segnalazione

4. Acqua

5. Cibo

“Le doti necessarie per sopravvivere sono innumerevoli: esse variano dalla capacità di adattamento alla rapidità e sicurezza nella decisione; dall’ostinazione all’autocontrollo; dall’efficienza fisica e psichica all’insaziabile desiderio di continuare a vivere comunque nonostante una situazione di disagio; dall’allenamento ad una vita disagevole alla accettazione di situazioni difficili; dall’abilità manuale nel procurarsi il cibo o costruire un riparo allo spirito di adattamento nell’alimentazione. Tutto questo é importante, ma una sola é la dote indispensabile per sopravvivere: la volontà.” (Palkiewicz).

I quattro mai

1. Mai rinunciare alla lotta.

2. Mai disperare.

3. Mai pensare di aver fatto tutto il possibile.

4. Mai arrendersi, tentare ancora.

Regole base per la sopravvivenza

1. Mai svolgere attività turistico – sportiva da soli (scalate, sci, pesca, campeggio, escursione a piedi, ecc.).

2. Vestirsi in modo appropriato alle condizioni che si devono affrontare.

3. Portare almeno un equipaggiamento base: coltello, fiammiferi e fischietto.

4. Riconoscere i propri limiti fisici e le capacità tecniche nell?affrontare certe imprese.

5. Conoscere, almeno a grandi linee, la zona dove si è diretti.

6. Portare carta e bussola e saperli usare.

7. Comportarsi con prudenza valutando i rischi.

8. Lasciare una specie di programma circa il proprio spostamento.

9. Rafforzare la volontà, aver fiducia in se stessi, non mollare mai.

Testi di Jacek E. Palkiewicz – Scuola di Sopravvivenza – Ed Mursia. informazioni sull’edizione
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Messaggio sui tempi futuri aprile 9, 2008

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La Terra che è un essere, un organismo vivente al

pari di noi uomini (essendo la vita non solo quella

postulata dalla limitata scienza umana),

evolve come lo fa ciascun essere vivente. Quindi, la

Terra è giunta al punto che deve cambiare molte

cose dentro se stessa, deve evolvere;

e questo è un “nascere” a nuova vita, rinascere in

se stessi.

Anche Gesù Cristo nei suoi insegnamenti invitava a

rinascere in se stessi, cioè a evolvere il nostro egoismo.

Questo “rinascere” comporta diverse cose, come lo spostamento

dei poli magnetici e l’arrivo di una nuova glaciazione; ma

l’umanità, che doveva evolvere con la Terra, essendo figlia

della Madre Terra (secondo la tradizione giudaico-cristiana,

noi siamo fatti di un corpo che viene dal fango “plasmato” da

Dio e sul quale ha “alitato” lo Spirito, il divino che è in noi),

invece di seguire i processi naturali, di capire il cambiamento

nei suoi modi e tempi, agisce solo in modo stupido ed egoico ,

venendo meno alle sue facoltà intellettive e cognitive “delle

cose tutte”.La Terra sa cosa è e quando deve cambiare:

la natura lo sa; gli animali, le piante, le pietre lo sanno;

gli esseri di altri dimensioni, qui presenti, lo sanno. Ma

l’uomo comune, che ha perso il suo istinto, l’equilibrio, il

buonsenso, non lo sa. Il 26 dicembre 2004, lo tsunami

del Pacifico ha ucciso molta gente ma nessun animale,

perché la natura lo sapeva e l’uomo no!

Quale futuro certo è stato determinato dall’uomo con la prosopopea del suo egoismo?

  • Crisi economica mondiale con il crac finale del 70% delle

banche, entro la fine del 2008, che porterà all’aumento

del costo del petrolio ad oltre 100 dollari al barile;

  • A causa dell’impossibilità di pagare l’enorme aumento

delle rate dei mutui a tasso variabile, la gente verrà

sfrattata e obbligata a vivere in case di fortuna;

  • Verranno create “quartieri” per gli sfollati;
  • Aumento vertiginoso dei prezzi dei generi di prima

necessità, delle utenze e di quant’altro è diventato

“indispensabile” nella nostra vita;

  • L’impossibilità di sostenere simili cambiamenti,

vedrà l’inizio di guerre civili che porteranno a

governi militari, città paralizzate, a continui

scioperi generali nella maggior parte dei paesi,

nonché all’inizio di un conflitto mondiale che

porta al confronto delle grandi superpotenze

che tendono a spartirsi le risorse energetiche.

Tutto questo entro l’estate del 2009;

  • Incidenti nucleari presso centrali nucleari

non protette, entro novembre 2009

  • La rottura delle “cerniere” della “Cintura di

Fuoco” nel Pacifico, a cavallo fra il 2009-2010;

Incremento delle eruzioni vulcaniche, aumento

della temperatura fino a c.a 70°C verso l’Equatore

e verso il Pacifico Orientale ed Occidentale, che

porterà, dall’autunno del 2009, a incendi a non finire;

  • Spostamento dell’asse magnetico della Terra, da 3 a 5°,

in direzione della Siberia, che diverrà così il nuovo Polo

Nord, a cavallo fra il 2009 e il 2010. Questo comporta che

l’Europa andrà più a Nord, nonché ad un vento irresistibile;

Cambiamento del clima con l’inizio di una nuova glaciazione

subito dopo lo spostamento dell’asse magnetico

  • Fame nel mondo ed anche nell’Europa. Diminuzione

delle riserve di acqua potabile;

  • Stop al petrolio e calo, con progressivo esaurirsi,

della tensione nella rete elettrica;

  • Aumento vertiginoso dell’attività solare mai

registrate, con comparsa di macchie solari

invertite, preludio a una Tempesta Geomagnetica

che inibiranno ogni campo elettromagnetico

per diversi anni

  • 2014: l’anno del contatto, dopo 4 anni di prove

“al limite” della sopravvivenza, per testare la

nostra capacità a ritornare ad assaporare la vita

nella sua interezza e a vivere in simbiosi con la

Madre Terra.

Che cosa fare e come affrontare gli eventi futuri?

  • Se non si ha, cercarsi un posto sicuro a oltre

200 piedi, c.a 70-80 metri sopra il livello del mare

e possibilmente in zone prive o a bassa sismicità;

diventare autosufficienti in tutto per c.a 4 anni,

tra 2009/10 – 2014;

  • Avere un posto sotto terra, dove essere protetti

da uragani e tornado forza 7 (F7), poiché la

velocità del vento supererà gli 800 km/h

  • Fare scorte di Cibo (soprattutto miele e

frutta secca) ed acqua per almeno 2 anni,

calcolando il rapporto tra l’ambiente che ci

siamo trovati, il numero delle persone da

gestire, e le necessità personali;

  • Munirsi utensili, attrezzi e quant’altro possa

servire per riprendere la vita e a produrre

cibo, nonché di vestiti e coperte per affrontare

il freddo della nuova glaciazione. Essere

disponibili e lungimiranti;

  • Se possibile, mettersi insieme ad altri per

aiutarsi a vicenda;

  • Mettersi a posto con la propria coscienza,

rivedendo noi stessi, i nostri egoismi e

la nostra vita; questo ci permetterà di

ritrovare il proprio centro, così non

cederemo più il nostro potere a nessuno,

ma rimarremo sempre vigili e artefici

della nostra realtà. Quel che è stato è

stato; quelli che verranno saranno

giorni nuovi e dovremo sforzarci, ogni

oltre nostro limite, a divenire “Uomini

Nuovi”. Dentro di noi tutto è possibile,

basta recedere da ciò che porta tensioni

e sofferenze dentro di noi, da ciò che non

è semplice, da ciò che produce un gusto

amaro, disarmonico, innaturale, dell’esistenza;

  1. Esercitarsi quotidianamente nella pazienza
  2. e nel creare “un futuro” a dimensione
  3. d’UOMO, dimenticando il passato, il vecchio
  4. modo di vivere e pensare, per attingere al buon
  5. senso, alla saggezza.

Nagualexplorers.org

Project Camelot : Norway update aprile 8, 2008

Posted by 2012sos in 2012, Planet X, Profezie, Sopravvivenza.
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Scritto da Vurdalak
Dalla nostra recente pubblicazione della lettera ricevuta da un politico norvegese riguardante basi sotterranee e la preparazione di quel paese ad un futuro disastro, la nostra casella postale è stata riempita di messaggi da tutto il mondo.
Dopo settimane di silenzio, abbiamo risentito la nostra fonte qualche giorno fa. Lui sta bene, ma si sta tenendo nascosto per ragioni comprensibili. Ci ha invitati ad inviargli ogni corrispondenza rilevante giunta da altri e noi lo faremo su basi selettive. Ha anche promesso di disegnare i simboli alieni che ha visto e di mandarceli via FAX.
A quelli che hanno fatto domande comprensibili su questa verità : abbiamo fatto tutto il possibile per confermare la sua identità ed autenticità e siamo certi che è esattamente chi dice di essere.

CONFERMA INDIPENDENTE

Molti amici e corrispondenti in Norvegia e in Svezia, sono stati in contatto, alcuni offrendo dettagli intriganti.
Per molti di loro, questa informazione non era nuova e hanno confermato ciò che avevano saputo da altre fonti.
Abbiamo ricevuto informazioni specifiche da due scienziati e una fonte ex-intelligence, che queste strutture esistono (e che entrambe, Svezia e Svizzera hanno le strutture sotterranee per poter accogliere le loro intere popolazioni in caso di bisogno).
Certi di loro hanno chiesto di essere messi in contatto con il politico che ci ha scritto. Un corrispondente ha confermato molti dettagli.
Il suo messaggio è così importante che lo abbiamo pubblicato qui per intero ( avendo editato le informazioni personali che potrebbero farlo identificare dalle autorità).
La sua famiglia ha esperienza di prima mano sulle strutture che la nostra fonte ha riportato.

Caro Project Camelot Team,

Ho appena letto l’articolo sul politico norvegese, la lettera e le informazioni a voi inviate riguardanti le basi sotterranee, 2012, ecc.
Devo dire di aver trovato tutto molto affascinante. Sono già a conoscenza del deposito di Svalbard il quale, quando venne annunciato, ha fatto scattare qualcosa in me facendomi pensare che doveva esserci una ragione specifica per questo, perchè qualcosa che loro sapevano accadrà presto.
Riguardo al resto, anch’io sono Norvegese, provengo da una famiglia militare, e mi è stato detto da mia madre, la quale ha servito per lungo tempo nell’ambiente militare e altre istituzioni governative, di queste basi sotterranee.
Conosco la località di una di queste basi e l’ho vista io stesso. E’ all’interno di una grande montagna della vecchia città dove vivevo e sono cresciuto prima di trasferirmi dalla Norvegia un paio di anni fa.
Il posto di chiama Baneheia.
Mia madre si è rifiutata di darmi tutti i dettagli eccetto che è stata creata per un’emergenza. Solo personale specifico è ammesso come lei e altri militari, altra gente importante, politici, scienziati e altri civili che considerano importanti.
Lei è stata anche in un’altra base in un’area chiamata Evje e questa struttura sotterranea è molto vasta, ha detto, molto più grande della struttura di Baneheia. Ha anche detto che c’è una base nel’area di Stavanger che lei sappia.
Mi ha anche fornito la foto di una base a Sørreisa, e ha detto che questa è un’altra base sotterranea ma che non è sicura delle sue dimensioni.
Allego qui la foto.

Sørreisa

Questa è la cima della base, e mi ha detto che queste “sfere” sono probabilmente potenti sistemi radar che monitorizzano una vasta area.
Mi ha detto altre cose interessanti, come che le grandi corporazioni elettroniche del mondo sono in realtà guidate dalla stessa gente al massimo livello. Ma loro hanno appena inventato differenti nomi e marche e “imballi” degli stessi prodotti, o piuttosto prodotti che sono stati sviluppati e appartenuti a persone dell’alta società che avevano controllo totale su questi produttori.
Riguardo Baneheia mia madre ha detto che al resto della nostra famiglia non sarà permesso di entrarci in caso di emergenza.
Ha anche detto di non poter dire più niente di quello che ha visto all’interno o come sembrava, e ha giurato e promesso ai suoi ufficiali di non farlo, lei è una donna di parola e mantiene le sue promesse.
In un’altra occasione, ho parlato brevemente con un’altra persona dell’ambito militare che era stata lì. Mi ha dato un po’ più di dettagli. Mi ha detto che la struttura è vasta e ha molte stanze separate per differenti scopi, ma a lui non era permesso di entrare in queste stanze ed era confinato ad una stanza specifica dove lavorava con sistemi computerizzati per militari. Ma ha detto, che per quanto ha potuto vedere, questa struttura poteva ospitare diverse migliaia di persone, ed era estremamente vasta e altamente tecnologica.
E’stato anche riportato che di sette uomini che lavoravano insieme ad un progetto in questa struttura, quattro morirono di cancro. Questo fu pubblicato sul Fedrelandsvennen, un quotidiano norvegese della città di Kristiansand nel 2001. Sfortunatamente, l’articolo non è più online.
Uno dei miei amici, che ha lavorato alla NSA per diversi anni, mi ha anche passato alcune grandi e sbalorditive informazioni riguardanti basi sotterranee ed altre attività governative.
Ha confermato che ci sono un’abbondanza di queste basi in giro e che in alcune di esse stanno facendo ricerche ed esperimenti molto strani, relazionate ai viaggi nel tempo, tecnologia aliena, ecc , e lui stesso stava lavorando ad un metodo per ricreare una nave spaziale tramite simulazioni al computer, e mi mostrò materiale complesso generato dal computer relativo a questo come anche illustrazioni di questa nave.
Improvvisamente sparì e gli ultimi due anni non sono stato in grado di localizzarlo o contattarlo.
Posso menzionare comunque, che luie era stato adottato e secondo quanto diceva cresciuto e preparato per lavorare per i governi fin dalla sua infanzia a causa della sua enorme intelligenza e altre “abilità”. Era infatti un individuo estremamente brillante, personalmente direi un genio, e fu coinvolto in materiale matematico e scientifico che mi mostrò e discusse con me in molte occasioni.
Prima di tutto vi presenterò alcune mappe e fotografie dell’area dove questa struttura principale che ho menzionato è localizzata.

base entrance

mappa
La foto in alto a destra dell’immagine composita sotto è ciò che è chiamato Gimlemoen, che apparteneva ai militari ed era interdetto a personale non autorizzato.
Io ero stato lì diverse volte perchè mia madre lavorava per loro.
Recentemente hanno ufficialmente chiuso le operazioni militari a Gimlemoen, e l’hanno trasformato in un campus universitario.
Comunque, alcuni dei vecchi bunker e sistemi sotterranei sono ancora presenti in quell’area. Ho personalmente visitato alcuni di questi molto in profondità. A un certo punto sono finito in un’ampia stanza che aveva un’enorme porta di ferro con una grande ruota di metallo su di essa e diversi catenacci.
Non riuscivo ad aprire questa porta quindi non so neanche cosa ci fosse dietro.
C’è anche una foto aerea di Baneheia, dove è localizzata la corrente base sotterranea nella montagna.
Questa è in alto a sinistra dell’immagine sottostante.
Ho fatto un cerchio viola dove è localizzata l’entrata.
Questa struttura rettangolare è l’entrata che conduce nella montagna. La struttura bianca a destra di essa è qualche altro edificio che credo sia relazionato dato che ci sono tonnellate di antenne sul tetto e parabole satellitari, ecc, a altri strani apparecchi.
Come vedete è una montagna molto estesa, con laghi sulla cima, quindi quanto profondo possa essere l’interno può essere solo teorizzato.
Notate anche che Gimlemoen e la montagna Baneheia sono molto vicine, separate solo da un fiume.
Se mai un collegamento sotterraneo fu mai fatto tra le due strutture sotto il fiume non ne ho idea, ma come ho menzionato ho trovato un “bunker” che andava in profondità e conduceva a quella stanza con un’enorme porta di ferro impossibile da aprire. Questo era a Gimlemoen, e la stanza era ricoperta da mezzo metro d’acqua sul pavimento.
Ho scoperto qualcosa che sembra una bocca di ventilazione nel centro dei boschi sulla cima di questa montagna, il quale credo fornisca aria nella base sotterranea.
Queste bocche di ventilazione sono posizionate in aree piuttosto inaccessibili e molto lontane da ogni sentiero.
Sono come questa, ma più moderne.
In diverse occasioni ho visto personale militare pesantemente armato all’esterno dell’entrata della struttura menzionata.
E questo è strano, dato che la Norvegia non è un paese dove i militari o la polizia normalmente camminano armati. Infatti, non è a loro permesso portare armi a meno che non sia una situazione di emergenza.
In effetti è l’unica situazione dove ho visto i militari portare le armi in pubblico quando vivevo in Norvegia.
Le cose devono essere essere piuttosto sicure qui, intendo dire la Norvegia non è proprio come l’Iraq che ha uno specifico bisogno di simili basi e lavoro militare a meno che non ci sia veramente qualcosa che loro sanno stia per arrivare ma che il resto di noi non sa.

fonte : http://www.projectcamelot.org/norway_update.html

Nibiru 2012

Stà per arrivare aprile 8, 2008

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IL PIANETA X

STA PER ARRIVARE

tratto da Project Camelot

Il seguente messaggio è stato ricevuto dopo la nostra pubblicazione di tributo a Benazir Bhutto

Anche se non possiamo confermare le informazioni pervenuteci, ci sentiamo in coscienza che non possiamo e non dobbiamo sottrarci dal pubblicarlo. La persona che ci ha scritto si è firmata col suo proprio nome ( che abbiamo controllato ) ed ha allegato varie fotografie di sé stesso col Primo Ministro norvegese e, separatamente con Benazir Bhutto. Noi siamo certi della sua buona fede, ma capirete che non possiamo rivelare il vero nome o pubblicare le foto senza consenso. Se vero, il messaggio potrebbe essere veramente molto importante.

Sono un politico norvegese..

Vorrei parlare delle cose difficili che accadranno dal 2008 al 2012.

Il governo norvegese sta costruendo basi sotterranee e bunker in numero sempre maggiore.

Israele e molti altri paesi stanno facendo la stessa cosa. Quando ho chiesto spiegazioni, hanno semplicemente risposto “per proteggere il popolo norvegese”. Ho chiesto anche quando avrebbero pensato di terminare il lavoro e la risposta è stata “prima del 2011”.

La prova di quello che sto dicendo è nelle fotografie che ho mandato di me stesso e di tutti i Primi Ministri che ho avuto cura di incontrare mettendomi al corrente della questione. Loro sanno tutto di ciò che sta per accadere, ma non vogliono assolutamente fare allarmismi o creare panico di massa.

Il pianeta X*, sta arrivando

Il pianeta X sta arrivando e la Norvegia ha cominciato con l’approvvigionamento di cibo e sementi nella zona di Svalbard e nel Nord artico con l’aiuto degli US e UE e di tutto il paese.

Salveranno solamente chi fa parte dell’elite di potere e coloro che potranno ancora creare o costruire: dottori, scienziati e così via.

Quanto a me, già so che partirò prima del 2012 per l’area di Mosjoen, dove si trova un’agevole base militare sotterranea.

Lì saremo divisi in settori rossi, blu e verdi. I distintivi dell’esercito norvegese sono già stati dati loro, e gli alloggi costruiti già molto tempo fa.

La gente che sarà lasciata sulla superficie e morirà insieme a tutti gli altri, non riceverà nessun tipo di aiuto. Il piano è che 2 milioni di Norvegesi si salverà e gli altri moriranno, questo significa che 2.6oo.ooo persone periranno nella notte senza sapere cosa fare.

Tutti i settori e le arche sono collegate tra loro attraverso tunnel e un sistema di comunicazione di binari per macchine che ti possono portare da un arca a un’altra. Solo grandi portoni separano i settori così che non siano compromessi in nessun modo.

Sono molto triste, spesso mi ritrovo a piangere insieme ad altri che sanno che così tanti sapranno troppo tardi la verità e che tutto finirà per loro.

E’ fin dal 1983 che i governanti raccontano bugie, tutti loro sono a conoscenza di ciò che succede in Norvegia, ma pochi lo diranno apertamente, hanno troppa paura di perdere il NOAH 12 railcar* che li porterà alle arche mettendosi in salvo. Dicendolo a qualcuno moriranno sicuramente. Io non sono preoccupato per me, il genere umano deve sopravvivere, la specie deve sopravvivere.

La gente deve sapere. Tutti i governanti sono consapevoli della situazione e di ciò che sta per accadere. Per le persone che potranno salvarsi, consiglio di spostarsi in posti alti, e trovare grotte o caverne dove poter stipare riserve di cibo per almeno 5 anni, scatolame e acqua che duri per un po’. Per chi se lo può permettere suggerisco anche pillole antiradiazioni e tute spaziali*. Possa Dio aiutare tutti noi… ma so che Dio non ci aiuterà.

Ogni singola persona può fare la differenza. SVEGLIATEVI, per favore!

Avrei potuto scrivere usando un altro nome, ma non ho più paura di nulla.

Quando sai certe cose, diventi invincibile e nessun danno ti può arrivare quando sai che la fine è vicina. Assicuro al 100% che tutto ciò accadrà.

Abbiamo 4 anni per prepararci alla fine dei giochi. Armatevi, create gruppi di sopravvivenza, e trovate un luogo per potervi salvare con cibo a sufficienza.

Chiedetemi qualsiasi cosa sul coinvolgimento norvegese alla questione e cercherò di rispondervi al meglio delle mie possibilità e con tutte le informazioni a mia disposizione.

Ma guardatevi intorno: Stanno costruendo basi e bunker sotto terra ovunque.

Aprite gli occhi gente! Chiedete ai governanti cosa stanno costruendo, vi risponderanno che è solo immagazzinamento di cibo, vi renderanno ciechi con tutte le loro bugie.

I segni della presenza aliena sono anche qui e spesso vedo la classe politica norvegese non è come dice di essere. E’ come se fossero controllati in ogni pensiero, per me è chiaro chi sono e chi non sono. Lo puoi vedere nei loro occhi e nelle loro menti.

Ricordate che chi si troverà nelle aree delle città nel 2012 saranno colpiti per primi e per primi moriranno. Più tardi l’esercito si libererà* del resto dei sopravissuti, avranno fucili per ristabilire l’ordine nel caso ci fosse la benché minima resistenza che impedirà loro di raggiungere gli accampamenti dove ognuno sarà registrato con un numero e una targhetta.

Ho visto che hai parlato di Benazir Bhutto sul tuo sito.

La sua morte è stata tragica. Come puoi vedere dalle foto l’ho incontrato come ho avuto modo di incontrare molti altri politici noti e leader del mondo..

La gente comune non saprà nulla fino alla fine, perché il governo non vuole creare panico di massa.

Tutto accadrà silenziosamente e i governanti semplicemente spariranno.

Vi dico questo: non girate tranquilli di notte, prendete precauzioni per salvarvi con la vostra famiglia. Unitevi agli altri, lavorate insieme per trovare soluzioni a tutti i problemi che dovrete fronteggiare.

Gentili saluti

freeforumzone.leonardo.it

Sestri Expired

Il piano di sopravvivenza: aprile 8, 2008

Posted by 2012sos in 2012, Profezie, Sopravvivenza.
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Procuratevi un mezzo come un furgoncino dove poi posizionerete al suo interno un materasso e tutti gli utensili segnati qui di seguito

E una scialuppa di salvataggio in gomma autogonfiabile piú grossa é meglio é!
E non dimenticatevi i giubbotti di salvataggio

1 Trovare un luogo sicuro sulle montagne come grotte naturali perché credo che le case verranno spazzate via dai venti e dalle forti burrasche, cercate grotte in zone rocciose a media altitudine

2 le scorte di cibo vanno fatte solo all’ultimo momento (i cibi in scatola hanno una scadenza fino a tre anni, iniziare da adesso è inutile) e non vanno sotteratte (il peso del terreno può deformare le scatole facendo fuoriuscire il contenuto) cercate invece in nicchia naturale che potete nasconderle facilmente con un telo o delle assi). Acquistate molti legumi secchi li potete conservare in una semplice anfora per vari anni e sono una grande risorsa di proteine e vitamine. Alle bottigliette d’acqua preferite un depuratore d’acqua di quelli solari, per garantirvi sempre acqua pulita. Portate anche dei contenitori stile bacinelle e lastre di plexiglass, scavando una buca nel terreno mettete il contenitore e coprite l’ingresso del foro con il plexiglass in modo che sia esposto al sole, in tal modo potete raccogliere fino a mezzo litro d’acqua al giorno per foro sfruttando la condensa dell’umidità del terreno.

3 Fate una grande scorta di medicinali, cerotti, stringhe, ago per sutura, alcol ecc e di manuali di come curarsi con le piante in modo naturale e sopratutto di manuali di primo intervento.

4 Portate con voi attrezzi di vario tipo come martelli, chiodi, seghe ecc..

5 Procuratevi alcuni coltelli da pesca, ciotole di plastica, ami, corde, pietre focaie e forni solari e imparate ad usarli, grande scorta di fiammiferi, accendini, coperte, sacchi a pelo, tesuto di vario tipo ecc..

6 Nel vostro equipaggiamento inserite torcie a led e radio alimentate da manovelle, delle pale-ascie russe, coltellini multiuso, pietre per affilare, insomma le cose che possono tornarti utili in più casi possibili

7 Fate tutto questo in tempo prima del 2012 e al primo segnale strano scappate al rifugio con tutta la vostra famiglia.

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Fiammiferi
i fiammiferi impermeabili sono utili, ma più ingombranti di quelli normali, del tipo Zolfanelli, che si accendono strofinandoli ovunque, e potete renderle impermeabili immergendone le capocchie nella cera fusa. Per risparmiare spazio, potete tagliarli a metà. È molto più facile usare i fiammiferi per accendere il fuoco, ma non sprecateli, usateli soltanto quando con gli altri metodi non ci riuscite. Toglieteli uno alla volta dalla scatola e richiudete subito il coperchio. Non lasciate mai la scatola aperta né per terra.

Torcia a dinamo non servono le pile, per farla funzionare basta premere ripetutamente sull`apposita manovella.
Costa pochissimo ed é utilissima!
Guardate il video

Candela
senza pari per accendere un fuoco, e per far luce. Tagliatela in forma squadrata perché occupi meno spazio, o procuratevene una con tale forma. Se è di sego può servire, in caso d’emergenza, come alimento o per friggere, ma accertatevi che sia proprio di sego: quella di cera o di altro materiale non sono commestibili. Il sego non si conserva bene, soprattutto col caldo.

Pietra focaia
funziona anche se bagnata e continuerà a funzionare molto tempo dopo che avrete esaurito tutti i fiammiferi. Procuratevene una già pronta, con acciarino a denti di sega.

Lente
può accendere un fuoco, focalizzando i raggi del sole, ed è utile per cercare schegge, spine o pungiglioni.

Aghi e filo
parecchi aghi, compreso almeno uno con la cruna molto larga, che si possa infilare con filo grosso o con un tendine. Avvolgete il mazzetto di aghi con filo grosso e robusto. Aggiungete una o due spille da balia.

Ami e lenza
una serie di ami, in una scatolina o in un pacchetto, insieme con un po’ di piombini spaccati. Ricordatevi che un amo piccolo può anche prendere pesci grossi, mentre un amo grosso ne pescherà soltanto, se mai, di grossi. Portate molta lenza, sarà utile anche per catturare uccelli.

Bussola
una bussola a bottone, fosforescente, ma ricordatevi che dovete saperla usare, perché alcune sono di difficile lettura. Ideale è un modello a liquido, ma controllate che non perda, che non contenga bollicine e che funzioni. L’ago tende ad arrugginirsi in fretta: controllate che sia sul perno e che si muova facilmente.

Filo per trappole
preferibilmente filo di rame: 60-90 cm basteranno. Tenetelo per trappole a cappio, ma può risolvere molti problemi.

Sega a filo
di solito è venduta con grossi anelli per maniglie, che però occupano troppo posto: toglieteli, li sostituirete con bastoni di legno quando la userete. Ungetela con grasso per evitare che si arrugginisca e che si spezzi. Una sega di questo genere può essere usata anche per tagliare alberi abbastanza grossi.

Bisturi sterile
almeno due lame di dimensioni diverse. Il manico potete fabbricarvelo di legno se e quando necessario.

Suture a farfalla
si usano per ravvicinare i lembi di una ferita.

Cerotti
di formati assortiti, preferibilmente impermeabili, per abrasioni e per tenere puliti i tagli.

Palloncino gonfiabile
è un buon recipiente per acqua, ne tiene almeno un litro.

Fischietto a pallina
per segnalazione, di plastica è molto leggero.

Pronto soccorso
I farmaci vanno in recipienti impermeabili, con un batuffolo d’ovatta per evitare che le pastiglie si muovano. Si indicano i farmaci necessari per tutti i disturbi, ma sono soltanto una guida e si consiglia comunque il parere di un medico.

Analgesici: per togliere un dolore leggero o moderato. Il fosfato di codeina è ideale per dolori auricolari, mal di denti e di testa. Dose: una pastiglia ogni sei ore, all’occorrenza, può causare costipazione come effetto collaterale, per cui sono utili anche in caso di diarrea. Sconsigliati ai bambini, agli asmatici e a chi soffre di fegato.

Calmante intestinale: contro diarrea acuta e cronica. Di solito è consigliabile l’Imodium. Dose: due capsule subito, poi una dopo ogni nuova scarica.

Antibiotici: Per infezioni in generale. La tetraciclina può essere usata anche da chi ha ipersensibilità alla penicillina. Dose: una compressa da 250 gr, quattro volte al giorno, per cinque-sette giorni. Portarne una provvista generosa. Evitare, durante la cura, latte, calcio e preparati a base di calcio e ferro, o altri farmaci contenenti idrossido di alluminio.

Antistaminici: per allergie, punture d’insetti (può anche servire in caso di reazione negativa a un farmaco). Si può usare il Piriton o il Benadryl. Il primo provoca sonnolenza, per cui, in caso di necessità si può utilizzare anche come sonnifero leggero. Non superare le dosi indicate e non bere alcolici.

Compresse potabilizzanti: da usare quando l’acqua è sospetta e non potete bollirla. Seguire le istruzioni d’uso.

Pastiglie antimalariche: essenziali nelle zone malariche. Esistono tipi che richiedono l’assunzione di una sola pastiglia al mese.

Permanganato di potassio: Parecchi impieghi. Sciogliere in acqua e mescolare. La soluzione rosa la sterilizza, rosa più scuro serve da antisettico e rossa nel trattamento di micosi, come per esempio il piede d’atleta.

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Esistono particolari cibi a lunga conservazione (nel campo militare si chiamano M.R.E., Meals Ready to Eat) e sono dei prodotti appositamente preparati che hanno una durata, media di conservazione, di circa 5 – 7 anni. Questi prodotti non sono facilmente reperibili in Italia ma si possono trovare in quei negozi che trattano materiale militare o da campeggio (indicativamente una razione costa sui 10/12 euro) e sono, decisamente, migliori delle cosiddette razioni “K” italiane (se avete fatto il militare molto probabilmente vi ricorderete a cosa mi riferisco), nel settore civile, in particolar modo nel mercato Americano, sono state anche ideate particolari confezioni che dovrebbero permettere la conservazione sino a vent’anni (per chi volesse comprare in rete usi un motore di ricerca con la parola chiave “emergency food”, oppure “dehydrated foods” oppure “emergency preparedness”)

Trovate qualcosa a questo link QUA

Queste sono le cose che mi sono venute in mente se avete altre idee scrivetele…

Se ci prepariamo per tempo abbiamo piú possibilitá di sopravvivere.

Alcune immagini tratte dal documentario Vojager dove il futurologo Gordon Mikael Skalyon basandosi su scenari apocalittici ha realizzato una possibile mappa nuova del mondo, i continenti non avrebbero piú gli stessi contorni di oggi, nuove isole emergerebbero dagli oceani, mentre intere zone verrebbero cancellate. Quasi tutta l`europa verrebbe coperta dalle acque, in Italia rimarrebbero solo alcune zone alpine e appenniniche, la Sardegna e la Corsica invece formerebbero un unica grande isola del mediterraneo. Il continente africano potrebbe essere diviso in 3 parti, mentre dovrebbe emergere una vasta area dell`oceano atlantico la leggendaria Atlantide. La costa a Ovest del Nord America verrebbe completamente sommersa, il Sud America cambierebbe vistosamente i suoi contorni, i Asia Cina, Jappone e Sudest asiatico sparirebbero del tutto. Le attuali coste dell`australia risulterebbero innondate.

Guardate le immagini:



L’Italia subirà parecchi colpi durante il prossimo slittamento polare, che sarà più traumatico rispetto alle decine di cicli di slittamenti polari avvenuti nel passato. L’Italia infatti è situata sopra o in prossimità di molte faglie sismiche, e sul suo territorio vi sono grandi vulcani che sicuramente esploderanno con estrema violenza durante il prossimo slittamento polare. E’una stretta penisola circondata da un mare che si agiterà paurosamente, e ripetutamente, durante lo spostamento. Quindi, a meno che uno non si trovi sulle montagne della parte continentale, le probabilità di sopravvivenza sono quasi nulle e più una questione di fortuna che frutto di una vera pianificazione. Bisogna attendersi infatti che le acque del mar Mediterraneo inondino l’intera penisola da entrambi i lati, che la pioggia di cenere incandescente arrivi a cadere anche a centinaia di miglia di distanza dai grandi vulcani e che si formino nuovi vulcani in zone non considerate vulcaniche. Ma anche nel Nord dell’Italia, occorre spostarsi all’interno per almeno 100 miglia o più (circa 160 km) di distanza dalle coste e ben oltre 200 piedi (70 metri) d’altezza, per evitare le ondate di marea (tsunami) che travolgeranno le coste risalendo lungo le vallate e arrampicandosi anche sulle colline. L’Italia è un paese destinato a soffrire durante i prossimi cataclismi e si raccomanda a coloro che intendono sopravvivere di trasferirsi altrove, e di ritornare solo qualche tempo dopo lo slittamento polare.

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