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Ci muoviamo su Sestri Expired aprile 20, 2009

Posted by 2012sos in 2012, Alieni, Area 51, Autorità, Eventi, John Titor, Planet X, Profezie, Scienza, Sopravvivenza, Teorie, Uncategorized.
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sexplogo2Scusate la lunga assenza! Da ormai troppi mesi non trovo il tempo per aggiornare questo blog.

Se volete rimanere aggiornati sul 2012 e dintorni potete seguirmi su Sestri Expired.

Sestri Expired viene aggiornato costantemente.

Terrò aperto questo blog solo a scopo di reindirizzamento.

Un Saluto Onta (2012sos)

2012 CONFERME DAL PARLAMENTO EUROPEO agosto 11, 2008

Posted by 2012sos in 2012, Autorità, Profezie, Teorie.
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DAL PORTALE NIBIRU 2012

Lunedì 19 Maggio abbiamo ricevuto una mail riguardante il 2012 ed il parlamento europeo.

Abbiamo cercato di verificare le fonti e la tracciabilità del messaggio per non pubblicare notizie infondate o bufale.

Purtroppo non siamo riusciti a verificarne l’attendibilità, per dovere di cronaca abbiamo deciso di pubblicarne il testo. Lo Staff di Nibiru2012 non intende prendere la paternità della notizia, ognugno si faccia le proprie idee e le proprie ricerche.

Alleghiamo anche l’immagine (sono 2 identiche, una con didascalia e l’altra no), riguardante un presunto bunker in costruzione nell’europa dell’est.

“Buonasera redazione di Nibiru2012, scrivo a voi come scrivo ad altri siti che trattano questo argomento per  confidarvi una notizia appresa qualche giorno fa da un mio parente parlamentare europeo. Egli ha avvisato la sua famiglia in via confidenziale ed ha fornito come prova le immagini che vi allego nella mail.

Alcuni giorni fa negli ambienti del parlamento europeo  è circolata della documentazione riguardante il 2012 dove vi sono riportate importanti informazioni circa una onda galattica che ciclicamente viene emanata dal nostro centro galattico. Questa esplosione causerà l’aumento dell’attività solare che innescherà un cambiamento climatico globale, gli effetti si stanno già facendo sentire da qualche tempo. Antichi popoli che hanno vissuto questi cataclismi ci narrano nei loro miti di quei tempi.

Molti bunker, come quello che vi allego, sono in costruzione nell’est europeo per cercare di mettere in salvo le persone che sono a conoscenza dell’imminente catastrofe. Se avrò altre informazioni non esiterò a contattarvi”

Che dire, questa notizia si lega in qualche modo a quella del politico norvegese, l’onda galattica emanata dal supermassiveblackhole al centro della nostra galassia era conosciuta dai maya che lo chiamavano Hanub Ku….

Continuiamo la nostra ricerca in attesa di smentire o confermare questo genere di notizia.

Nibiru2012.IT –  Staff

http://www.segnidalcielo.it/2012_conferme_UE.html

Grano, la nuova arma segreta della Russia? agosto 11, 2008

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Il Giornale Online di Astrit Dakli

Allarme rosso nel mondo del liberismo economico internazionale: il governo russo ha deciso di creare una nuova Agenzia di stato che da qui al 2011 assumerà il controllo di almeno metà delle esportazioni di grano e cereali.

L’agenzia prenderà in mano i grandi depositi di granaglie nel porto di Novorossijsk, sul Mar Nero, e radunerà nelle sue mani le quote azionarie che diversi enti pubblici hanno attualmente nelle maggiori società che producono e commerciano cereali. In pratica – grida allarmato il Financial Times – lo stato tornerà come ai tempi sovietici a controllare l’export di grano: solo che ai tempi sovietici l’export era modesto, perché i raccolti bastavano a fatica a soddisfare il mercato interno e l’Urss quasi ogni anno doveva ricorrere a massicce importazioni (da Usa, Canada, Argentina…) mentre oggi la Russia è diventata il quinto esportatore mondiale e potrebbe presto guadagnare altre posizioni.

Le previsioni per quest’anno parlano di un raccolto di almeno 95 milioni di tonnellate, con un surplus esportabile di 22-23 milioni.

Ma perché allarme?

Perché in questo modo il Cremlino andrà a interferire con il libero mercato mondiale, regolando quantità e prezzi delle esportazioni sulla base delle sue convenienze politiche e non, come doveroso, sulla base della legge della domanda e dell’offerta. In altre parole, afferma sempre il Financial Times, Mosca non solo lavora a smontare il pensiero unico mondiale ed è quindi colpevole di eresia, ma si sta anche dotando di una nuova «arma» internazionale, dopo il gas. E se domani il grano russo venisse venduto ai paesi amici e non a quelli ostili? Oppure, se Mosca decidesse di tenere i prezzi interni del pane più bassi di quelli internazionali? O se, addirittura, decidesse di vendere grano sottocosto a paesi affamati, per comprarsene i favori?

Certo, nel denunciare questo «tremendo passo indietro» del Cremlino, il prestigioso quotidiano economico dimentica gli enormi sussidi statali agli agricoltori europei e americani, che alterano le «leggi della domanda e dell’offerta» ben più di quanto non possa fare la nuova agenzia russa; ma una cosa è pur vera e cioè che nel più vitale mercato del mondo, quello del cibo, si sta aggiungendo una nuova variabile, a rendere ancora più complicata una crisi che già minaccia di aver conseguenze devastanti sugli equilibri planetari.

http://www.altrogiornale.org/news.php?default.0.40

Secretum Omega e il Pianeta Nibiru luglio 13, 2008

Posted by 2012sos in 2012, Alieni, Autorità, Scienza, Teorie.
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Premessa

a cura del Dott. Daniele Cataldi

Per gentile concessione del Sig. Cristoforo Barbato (http://www.secretum-omega.com), sono lieto di proporre a tutti i lettori di Ufologia.net un articolo di Luca Scantamburlo (© Luca Scantamburlo, 31/10/2006 http://www.angelismarriti.it ), basato sulle ricerche effettuate da Cristoforo Barbato, che mette in luce strane ed inquietanti rapporti tra Chiesa e fenomeno UFO. Con l’augurio che tale articolo sia da monito ai seri ricercatori del settore.
Secretum Omega e il Pianeta Nibiru

Il “Jesuit Footage”, classificato Secretum Omega, sembra un’attendibile prova dell’esistenza del Pianeta X, il Nibiru sumero.

di Luca Scantamburlo

© Copyright 2000-2006 Cristoforo Barbato

Riproduzione, autorizzata da Cristoforo Barbato, di alcuni fotogrammi del “Jesuit Footage” realizzato dalla presunta sonda spaziale Siloe oltre l’orbita di Nettuno – Per la pubblicazione contattare l’autore.
Che cos’è il cosiddetto “Jesuit Footage”? Chi scrive ha battezzato con tale espressione un breve e controverso filmato di circa due minuti (un montaggio di due riprese) proveniente dal materiale video realizzato da una presunta sonda spaziale segreta denominata “Siloe”, che sarebbe stata spedita dal Vaticano nello spazio remoto all’inizio degli anni ’90 con l’obiettivo di riprendere alcune immagini del fantomatico Nibiru, decimo pianeta del Sistema Solare conosciuto ed adorato dalle antiche genti mesopotamiche. Il filmato, recapitato per posta nel 2001 a Cristoforo Barbato (un ricercatore indipendente membro della comunità ufologica italiana ed ex caporedattore di alcune riviste di settore), si tratterebbe di una copia di una copia, non del master. La fonte di questo materiale? Un padre Gesuita operante a Roma presso la Santa Sede all’interno di una struttura d’intelligence denominata Servizio Informazioni del Vaticano, in breve SIV. Questo religioso ha incaricato Barbato di fungere da apripista all’interno dei mass media per il rilascio d’informazioni cruciali per le prossime decadi della storia umana. Una scelta insolita, ma comprensibile se si riflette per un attimo sul fatto che nell’affrontare una vexata quaestio potenzialmente destabilizzante come quella del “Pianeta X”, è certamente da preferirsi un giovane considerato coraggioso ed onesto, ma poco noto, ad un giornalista affermato e legato ad affetti familiari, questioni d’immagine ed interessi di varia natura.
Il SIV (Servizio Informazioni del Vaticano) e la sua quinta colonna
La decisione di rompere il vincolo di segretezza, stando alle dichiarazioni della gola profonda vaticana, sarebbe scaturita da drammatiche consultazioni avvenute all’interno di una minoranza del SIV (Servizio Informazioni del Vaticano), una segreta struttura d’intelligence che il Vaticano annovererebbe almeno dagli anni ’50 del secolo scorso. Questa minoranza, costituita da teologi appartenenti all’Ordine dei Gesuiti, si sarebbe costituita come una sorta di Quinta Colonna non per tornaconto personale, ma perché dilaniata da una questione vicina alla morale di Antigone. La decisione di rilasciare del materiale classificato, attraverso una fuga controllata di notizie, sarebbe scaturita allora dalla volontà di rispettare al meglio il messaggio cristico, aiutando l’umanità ad affrontare determinati eventi climatici e politici che paiono profilarsi all’orizzonte e che sembrano destinati a coinvolgere tutte le creature del pianeta. In tal caso, il discutibile operato di questo manipolo di religiosi della Chiesa Cattolica Apostolica Romana a mio avviso onorerebbe il sangue versato sulla croce dall’ebreo Yeshū’a, crocifisso da uomini convinti d’agire nel nome della giustizia di Dio e di Cesare. In questi ultimi anni, soprattutto a causa di dubbie notizie non verificate e poco sottoposte al vaglio del pensiero critico, la querelle sorta attorno al Pianeta X ha determinato confusione ed anche, talvolta, una certa stanchezza presso l’opinione pubblica. Invece le informazioni rilasciate da questo sedicente membro dell’intelligence vaticana sembrano essere attendibili. Esse si situano in un contesto storico-scientifico già presente (quello della ricerca teorica ed osservativa di uno sconosciuto corpo planetario a lungo periodo e responsabile delle anomalie orbitali di Urano, Nettuno e della cometa di Halley), e spiegherebbero per esempio la presenza di una struttura d’osservazione di prim’ordine che il Vaticano ha allestito in Arizona alcuni anni fa (il VATT, un telescopio di classe mondiale); per non parlare delle sibilline dichiarazioni pubbliche di dotti ed accademici religiosi come Malachi Martin (crf. l’intervista radiofonica del 1997 all’americano Art Bell). L’esistenza del SIV è inoltre coerente con alcune riflessioni storiografiche già emerse a partire dagli anni ’90 su un paio di testi di storia moderna e contemporanea (cfr. i saggi Ratlines, pag. 26, di M. Aarons e J. Loftus, Newton Compton Editori, 1993, e L’atlante delle spie, pag. 89, di U. Rapetto e R. Di Nunzio, RCS BUR, 2002). Di certo c’è l’autorevolezza della fonte: Barbato ha potuto verificare con i propri occhi le credenziali di tale personaggio, che all’epoca operava effettivamente all’interno della Santa Sede come religioso dell’ordine dei Gesuiti. Nondimeno per deontologia professionale egli ne protegge l’identità (in gergo giornalistico si dice che salvaguarda la fonte), rispondendo alla richiesta d’anonimato rivoltagli dal padre Gesuita, ma soprattutto consapevole degli enormi rischi al quale il religioso s’è esposto bruciandosi (anche se in minima parte) e compromettendo del materiale classificato ai più alti livelli.
Il lavoro giornalistico-investigativo di Barbato, quando minuziosamente esaminato, costituisce un’indubbia garanzia e dovrebbe da solo catalizzare almeno l’interesse, scevro da pregiudizi ideologici, degli addetti ai lavori del mondo ufologico ed anche del giornalismo investigativo. Se Barbato ha atteso ben quattro anni prima di divulgare il “Jesuit Footage” e le informazioni ad esso inerenti, lo si deve all’estrema prudenza del ricercatore partenopeo, il quale nel corso di tale periodo ha effettuato tutta una serie di controlli incrociati e verifiche per capire se questa inquietante storia avesse un fondamento di verità. Mi chiedo se l’onestà intellettuale diffusa presso la stampa italiana ed il mondo intellettuale d’oggi sarà sufficiente a gettare un’occhiata più seria agli studi dell’orientalista russo Zecharia Sichin ed al lavoro giornalistico di Cristoforo Barbato.
Conferme indirette del Secretum Omega, la più alta classificazione di segretezza vaticana
Ora procederemo ad un’analisi, il più esaustiva possibile, degli elementi in nostro possesso che possano indicare la fondatezza del “Jesuit Footage” classificato “Secretum Omega” e della testimonianza del padre Gesuita che contattò Barbato sei anni fa. Cercheremo dunque, se esistono, ricerche scientifiche al riguardo e se si sono verificati recentemente eventi che potrebbero costituire ulteriori conferme indirette della struttura d’intelligence che il Vaticano annovererebbe (il SIV, Servizio Informazioni del Vaticano), e degli sforzi scientifico-tecnologici che sarebbero stati compiuti per approntare la presunta missione spaziale classificata “Secretum Omega” e denominata “Siloe”. Secondo le parole del Gesuita romano che nel 2001 rilasciò a Barbato un inedito video VHS contenente le presunte immagini raccolte dalla sonda interplanetaria Siloe concepita per monitorare il Decimo pianeta in avvicinamento al Sistema Solare, la propulsione spaziale della suddetta sonda sarebbe “non convenzionale” ed il motore funzionerebbe ad “impulsi elettromagnetici”.
SILOE: una sonda interplanetaria segreta a magnetoplasma?
Detto così sembra il plot fantascientifico di un film hollywoodiano, ma per chi ha la pazienza di documentarsi ecco che emerge qualche elemento di consistenza che può provarne l’autenticità: io, per esempio, mi sono imbattuto in alcuni dati molto pregnanti i quali non farebbero altro che avvalorare la testimonianza della fonte di Barbato. Nel settembre 1996 il numero 16 della rivista bimestrale I Misteri (Edizioni Cioè, Roma) pubblicava una lettera nella rubrica della posta a firma di un certo Ingegner Angelo Genovese, di Ospedaletto (la città toscana in provincia di Pisa). Genovese, “ingegnere aeronautico specializzato in propulsione spaziale”, ricordava gli studi redatti per l’Astronautic Laboratory della base statunitense di Edwards da uno scienziato di nome P.L. Cravens, e raccolti in un rapporto intitolato “Electric Propulsion Study”. In tale rapporto Cravens si diceva interessato ai “forti campi elettrici pulsanti e non statici”, utilizzabili per la propulsione spaziale. Genovese concludeva la sua lettera sostenendo che studi in materia venivano, all’epoca, portati avanti dal laboratorio di Los Alamos e da quello di Lawrence Livermore, studi che tuttavia erano ancora secretati. Ho trovato un’altra indiretta conferma in un testo di divulgazione scientifica firmato da autori davvero autorevoli ed insospettabili: Alessandro Braccesi, Giovanni Caprara e Margherita Hack. Alle pagine 250-251 del loro testo Alla scoperta del sistema solare (ediz. riveduta ed aggiornata nel 2000 del volume del 1993 uscito per la Mondadori) si discute di propulsione elettrica: “sono in corso da diversi anni ricerche su tre diversi tipi di propulsori elettrici noti rispettivamente come arcogetti, propulsori ionici e a magnetoplasma”. Discutendo del terzo tipo gli autori parlano proprio di “interazioni fra correnti elettriche e campo magnetico” e del propellente usato in tale innovativa, anche se teorica, propulsione: del teflon potrebbe venire “vaporizzato e scaricato a impulsi che si ripetono diverse volte in un secondo” (pag.251). Se queste ricerche fossero state portate avanti e testate da équipe scientifiche operanti in strutture militari, naturalmente sarebbero ancora coperte dal massimo riserbo. Qualcuno presente ad un mio recente intervento come relatore ad un convegno ufologico (Melara, Ottobre 2006) mi ha fatto privatamente osservare che secondo lui tali studi non possono essere di molto più avanzati rispetto alla tecnologia a disposizione della NASA. Altrimenti, egli si chiede, perché l’ente spaziale americano userebbe ancora la gravity assist per le sue sonde interplanetarie (la cosiddetta fionda gravitazionale, un sistema di viaggio non molto veloce ma a costo zero)?
Si tratta di un’obiezione legittima ed intelligente ma è mia opinione che la risposta sia semplice: se esiste un nemico terribile, o esistono uno o più interlocutori di natura sconosciuta e dalle potenzialità belliche ignote, la migliore risposta militare è conservare il più possibile il fattore sorpresa. Nel mondo dell’intelligence militare una potenziale minaccia al sistema va isolata ed identificata. A tal fine è necessario che gli studi tecnici in campo bellico siano il più possibile riservati. Inoltre, se una tale tecnologia (propulsione ad impulsi elettromagnetici, o “a magnetoplasma”) fosse resa pubblica e disponibile a tutti, nel breve volgere di pochi anni altre agenzie spaziali sarebbero in grado di raggiungere in breve tempo i confini del Sistema Solare, ponendo fine alla supremazia spaziale di un’unica potenza. A quel punto, un’eventuale presenza aliena sarebbe identificabile e fronteggiabile anche da Paesi che spendono pochi punti percentuali del loro prodotto interno lordo sulla ricerca spaziale; senza poi considerare che una simile propulsione potrebbe rivoluzionare il sistema di trasporti, ridimensionando il peso dell’industria del motore basato sulla combustione dei propellenti chimici, con inevitabili ripercussioni sull’economia mondiale. In ogni caso, anche se le mie considerazioni non vengono ritenute valide, ricordo a tutti che la missilistica moderna è nata durante il secondo conflitto mondiale ad opera del genio di W. Von Braun, che si mise al servizio delle Forze Armate tedesche soltanto perché furono le uniche ad avere la lungimiranza di credere nei suoi progetti, investendo ingenti somme di denaro.
Le ricerche militari e le nuove generazioni

Dov’è allora la punta di diamante della ricerca scientifico-tecnologica? Quasi sempre sotto l’ala protettrice dei ministeri della Difesa, che non esita a secretarla se lo ritiene necessario per motivi di sicurezza nazionale. Non è una novità. Forse è una verità amara, ma lapalissiana, che non può essere misconosciuta. Sarebbe certamente più auspicabile una maggiore trasparenza pubblica ed un equilibrio di stanziamenti sulla ricerca, oggi assente: civile e militare dovrebbero procedere di pari passo, cooperando fra di loro. Questo forse eviterebbe il clima di sospetto e l’ossessione per la segretezza che tante conseguenze nefaste ha comportato nella storia umana. Non sarebbe la fine dell’intelligence, necessaria e fondamentale per il mantenimento di una struttura statale, ma un suo uso diverso e capace di responsabilizzare la gente. Spetta soprattutto ai politici tracciare vie diverse, inaugurare nuovi corsi. Ma siamo davvero pronti a tutto ciò? Ad una rivoluzione copernicana?
A volte mi chiedo se la responsabilità del cover up, della congiura del silenzio e della confusione che sembra averne preso il posto, non sia in parte anche nostra, del pubblico e del giornalismo in senso lato. Leggiamo ancora il mondo con l’errata convinzione che la verità del mondo scientifico sia epistème, quando invece è anch’essa doxa, come è stato dimostrato ampiamente dall’epistemologia contemporanea. E chi prende decisioni cruciali, non sono forse uomini e donne? I politici, i religiosi, i militari, e gli scienziati che lavorano per i ministeri della Difesa, sono tutti in massima parte esseri umani, fallaci, con le loro paure e speranze. Come noi. Se davvero vogliamo un’umanità pronta ad accogliere l’alterità massima, dobbiamo stimolare l’allargamento delle coscienze dal basso, a partire dalle scuole dell’obbligo. A mio avviso dobbiamo aiutare le nuove generazioni a crescere consci della difficile storia umana, dei fallimenti e dei successi che l’hanno costellata, ridimensionando l’antropocentrismo ancora molto forte e riducendo le ideologie politiche e religiose a meri strumenti dell’uomo, purtroppo considerati ancora fari infallibili sul cammino del progresso. Dobbiamo riscoprire quel senso del divino che è mistero, e che affonda le proprie radici sia nell’intimo dell’uomo sia nello spazio infinito.

Il “Brookings Report”
Il “Brookings Report” del Novembre 1960, redatto dal Brookings Institute di Washington ed intitolato “Proposed Studies on the Implications of Peaceful Activities for Human Affairs”, è un’ analisi sugli aspetti sociologici ed antropologici di un possibile evento di “contatto” con una realtà aliena. Tale rapporto, preparato per la NASA e presentato dal Committe on Science and Astronautics alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America il 18 Aprile 1961, raccomandava di effettuare ricerche nell’area sociologica ed antropologica che si occupa di studiare “il comportamento delle persone e dei loro leaders quando si confrontano con eventi drammatici e non familiari, o con pressioni sociali”: il testo focalizzava inoltre l’attenzione anche sull’eventualità di preparare studi ed incontri ad hoc per comunicare la scoperta di una presenza aliena, discutere degli scopi che invece potrebbero muovere all’insabbiamento delle informazioni sulla scoperta della vita extraterrestre (“withheld from the public”, letteralmente nascosto al pubblico), e su quale potrebbe essere il ruolo che gli scienziati della scoperta ed altre personalità dal potere decisionale rivestirebbero nell’annuncio della scoperta che non siamo soli nell’Universo; leggiamo a pag. 216 cosa si raccomanda:“
[…] Historical and empirical studies of the behavior of peoples and their leaders when confronted with dramatic and unfamiliar events or social pressures. Such studies might help to provide programs for meeting and adjusting to the implications of such a discovery. Questions one might wish to answer by such studies would include: How might such information, under what cirucumstances, be presented or withheld from the public for what ends? What might be the role of the discovering scientists and other decisionmakers regarding release of the fact of discovery?” Ma il passo più significativo è senz’altro quello che si riferisce al clash culturale e sociale, a pag. 215, ove si dice: “[…] Anthropological files contain many examples of societies, sure of their place in the universe, which have disintegrated when they had to associate with previously unfamiliar societies expousing different ideas and different life ways; others that survived such an experience usually did so by paying the price of changes in values and attitudes and behavior.”Traducendo – [la traduzione dei brani in inglese è mia]: “Studi antropologici, archiviati, contengono diversi esempi di società, sicure del loro posto nell’universo, che si sono disintegrate quando dovettero venire a confronto con società a loro non familiari ed a loro anteriori, mostranti idee differenti e stili di vita differenti; altre sopravvissero ad una tale esperienza generalmente pagando il prezzo di cambiamenti nei valori, nelle attitudini e nei comportamenti.”
L’orientalista russo Zecharia Sitchin ed il Vaticano
Ora veniamo all’orientalista Zecharia Sitchin. Tempo addietro (in concomitanza con l’uscita dell’intervista pubblicata su UFO Notiziario nr.62 di Aprile-Maggio 2006), Cristoforo Barbato mi fece una confidenza telefonica che rivelai per la prima volta sulle pagine del bimestrale UFO Notiziario (nr.64, agosto-settembre 2006, pagg.42-43), per dimostrare come anche i più scettici dovessero prestare molta attenzione al contenuto delle sue rivelazioni: egli mi disse che il Gesuita di Roma gli aveva riferito che Sitchin nel 2000 era stato ricevuto in Vaticano, ai massimi livelli s’intende. Io rimasi un po’ perplesso, allora, ma considerando la serietà di Barbato presi atto e considerai l’informazione attendibile. Del resto, Barbato aveva avuto la fortuna d’interloquire con un insider della Santa Sede. Chi meglio di lui poteva conoscere i retroscena dei palazzi vaticani di Roma? Non ci pensai più per alcuni mesi, oberato com’ero da problemi di lavoro e dalla preparazione della mia tesi di laurea in bioetica, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Ca’Foscari di Venezia. Tuttavia nel cuore dell’estate scorsa tornai a pensarci su e mi chiesi: il noto sumerologo russo era mai stato in visita in Italia? Sì, a Bellaria (in Romagna, in provincia di Rimini) proprio nel 2000, per partecipare ad un congresso, e fu proprio allora ch’egli incontrò Monsignor Corrado Balducci. è possibile che Sitchin, prima o dopo, si sia recato a Roma per ricevere udienza in Santa Sede? E se sì, fu una sua iniziativa od egli fu invitato ufficialmente? Fui molto fortunato allora nelle mie ricerche perché per caso, navigando nella Rete, m’imbattei in una notizia che confermerebbe sorprendentemente la confidenza di Barbato, altrimenti difficilmente dimostrabile: il sito SkySpyTV del canale televisivo TVAmsterdam (www.skyspy.tv/sitchin.html) riporta ancora oggi sulla sua homepage la notizia dell’intervista concessa da Sitchin alla locale televisione olandese in occasione del Millennium UFO Congress tenutosi ad Amsterdam alla fine di marzo 2000. Si dice espressamente: “Zecharia Sitchin visited the Millennium UFO Congres in Amsterdam in March 2000, TVA was able to interview mr. Sitchin, Stanton Friedman and Jaime Maussan. Sitchin announced that he was invited by the Vatican later that month.”. Se questo non bastasse, trovai un’ulteriore conferma: presso il sito http://www.planetwork.org/planetwork.org.recent.html si riporta la testimonianza di uno spettatore del congresso di Amsterdam. Nel raccontare la sua esperienza dice: ““Only a few days later, a meeting with the Pope in the Vatican in Rome was scheduled! –“. Le parole non lasciano adito a dubbi: “scheduled” in lingua inglese significa “messo in programma”, ed il riferimento a Roma ed al Papa è esplicito. Dunque l’incontro con Monsignor Balducci e la discussione storica e teologica che ne seguì a Bellaria forse sono stati propedeutici ad un successivo incontro privato con i vertici della Chiesa Apostolica Romana. Sitchin, si evince dalle dichiarazioni fatte in terra olandese sei anni fa, quasi certamente aveva in programma di fare tappa a Roma per incontrare Giovanni Paolo II, e pare su espresso invito della Santa Sede. Il fatto che prima il sumerologo lo dichiarò pubblicamente di fronte agli olandesi e poi non ne parlò più, si potrebbe spiegare o con una forte richiesta espressa da parte di certi ambienti del Vaticano desiderosi di mantenere la riservatezza in proposito, oppure con una decisione autonoma presa da Sitchin in seguito ad altre circostanze ed eventi della sua vita privata a noi non noti.
COSMIC TOP SECRET: Il più alto livello di classificazione di segretezza in ambito NATO
E riguardo alla espressione inglese COSMIC TOP SECRET che compare nel “Jesuit Footage”? Si tratta di una trovata da film (una bella spy story) oppure ha una sua realtà? Basta avere la pazienza di documentarsi: presso la Rete esistono diversi siti ufficiali delle Forze Armate. Prendiamo per esempio http://www.navysecurity.navy.mil/, uno dei siti ufficiali della Marina Militare degli Stati Uniti d’America (la U.S. Navy) e scarichiamoci il documento di estensione .pdf dal seguente indirizzo: http://www.navysecurity.navy.mil/documents/information/intro-natosecuritybrief.pdf.
Il nome del file è intro-natosecuritybrief.pdf, ed il documento ivi contenuto riassume brevemente il significato della struttura politico-militare della NATO nata dall’omonima alleanza fra diversi Stati; spiega poi in cosa consistono le informazioni della NATO, i relativi marchi di classificazione (classification markings) e le categorie delle informazioni NATO. C’è inoltre un paragrafo intitolato Classification Markings and Categories of NATO Information. In esso si illustrano i quattro livelli di classificazione di segretezza in uso presso la NATO; essi sono: il COSMIC TOP SECRET (CTS), il NATO SECRET (NS), il NATO CONFIDENTIAL (NC), il NATO RESTRICTED (NR).
Ulteriori indizi sul coinvolgimento del Vaticano nella questione del contatto extraterrestre: Jimmy Carter, il Congressional Research Group ed il Vaticano
Jimmy Carter (Plains, Georgia 1924), ufficiale dell’Accademia Navale Americana ch’egli lasciò ben presto alla morte del padre, è stato un leader politico moderato e molto attento ai diritti umani.
Eletto Presidente degli Stati Uniti d’America (1977-1981) non solo fece da mediatore per la pace in Medio Oriente ma sottoscrisse a Vienna nel 1979, con il premier sovietico Leonid Brežnev, gli storici accordi SALT II sulla limitazione delle armi nucleari strategiche. Unica macchia del suo mandato presidenziale: la crisi politico-diplomatica degli ostaggi americani in Iran, conclusasi con un fallimento totale (e la morte di 8 militari delle forze speciali americane) nel tentativo di liberare con un blitz i 66 cittadini membri del personale diplomatico sequestrati da un gruppo di sostenitori della rivoluzione islamica. Nel 2002, per il suo impegno diplomatico nelle aree più insanguinate del mondo, Carter è stato inoltre insignito del Premio Nobel per la Pace. Ma molti non sanno che Jimmy Carter durante la sua campagna elettorale come candidato democratico alla Casa Bianca promise pubblicamente che se fosse stato eletto avrebbe cercato di fare luce sul fenomeno UFO. Questa promessa nasceva proprio da un avvistamento UFO di cui Carter fu testimone nella sua Georgia, ove fu Governatore dal 1970 al 1975. I più maligni insinuano ch’egli vide il pianeta Venere particolarmente brillante in cielo, scambiandolo così per un UFO. Ricordiamo nuovamente come Carter fu un ufficiale dell’Accademia Navale Americana, e dunque perfettamente addestrato a riconoscere la fenomenologia celeste. Ed una volta eletto Carter si adoperò in tutti i modi per mantenere la sua promessa. Infatti quasi subito il Congressional Research Group (CRG) della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti s’attivò in tal senso. Il CRG è un gruppo di ricerca di più di 400 persone che compie ricerche per il Congresso degli Stati Uniti. Esso è organizzato in cinque diverse sezioni di ricerca interdisciplinari: American Law; Domestic Social Policy; Foreign Affairs, Defense and Trade; Government and Finance; and Resources, Science and Industry. Entro ciascuna di esse lo staff è suddiviso in sezioni più piccole che si occupano di problematiche specifiche. Il CRG dispone di un sito web ufficiale; per chi cercasse ulteriori informazioni ecco dove reperirle:

http://www.loc.gov/crsinfo/whatscrs.html.

Grant Cameron, ricercatore canadese indesiderato ospite: troppo scomodo?
Ora guardiamo da vicino l’attività del CRG in merito alla questione extraterrestre. Le informazioni che seguono sono state raccolte dal ricercatore canadese Grant Cameron. Le sue indagini si sono concentrate sulle azioni compiute dai Presidenti americani in merito alla questione UFO. Stando alla biografia reperibile in rete sul suo sito (www.presidentialufo.com), sono il frutto soprattutto di 20 visite ai National Archives che conservano documentazione storica. Fra l’altro l’anno scorso Cameron è stato protagonista di uno spiacevole episodio, commentato dalla celebre ricercatrice statunitense Linda Moulton Howe: Cameron, ricorda la Howe, era atteso negli Stati Uniti il 4 Settembre 2005 come relatore presso una conferenza organizzata dal NUFOC al Renaissance Hollywood Hotel, Hollywood, California. Inspiegabilmente, tuttavia, egli non si presentò. Inoltre, quando gli organizzatori provarono a contattarlo, il suo cellulare risultava essere disconnesso ed il suo indirizzo di posta elettronica non funzionava. Davvero sospetto. Solo pochi giorni dopo la Howe seppe da Grant al telefono ch’egli, la mattina del 2 Settembre, fu bloccato al Vancouver International Airport: non gli fu consentito di entrare negli Stati Uniti d’America dal U.S. Department of Homeland Security. La motivazione del rifiuto all’ingresso fu la seguente: “Notice of Inelegibility for Pre-Flight Clearance”, punto 212 (a) 5 (A) il quale dice: “You appear to seek to engage in skilled or unskilled labor in the United States without having received a U.S. Department of Labor certification”. In sostanza egli era sprovvisto di un’autorizzazione al lavoro, in quanto il suo intervento alla conferenza era considerato un’attività lavorativa. Un provvedimento davvero fiscale ma apparentemente ineccepibile. La domanda che mi sorge spontanea è la seguente: questa severità, nei confronti di un cittadino nordamericano, viene applicata con lo stesso zelo a tutti coloro che entrano negli Stati Uniti dal Canada? Il titolo del suo mancato intervento al convegno? Era il seguente: “64 Reasons Why The U. S. Government Can’t Tell the Truth About UFOs.”
Marcia Smith
Veniamo ora al CRG: racconta Grant Cameron sul suo sito Web che nel 1977 Marcia Smith, all’epoca esperta analista politica al Congressional Research Group ed in seguito direttrice della Library of Congress’ Science and Technology Division del CRG dal 1984 al 1985, avvicinò Daniel Sheehan, allora General Counsel (cioè Avvocato Generale) presso lo United States Jesuit National Headquarters. A quanto pare a Sheehan fu chiesto di partecipare “ad un’importante ed altamente classificata valutazione dei fenomeni UFO, e dell’intelligenza extraterrestre” (in proposito si consulti il sito: http://www.presidentialufo.com/marcia_smith_story.htm).
Sheehan accettò e divenne così a tutti gli effetti “a special consultant to the Congressional Research Group”, cioè uno “speciale consulente per il Gruppo di Ricerca Congressuale”.
Marcia Smith contattò Sheehan perché venne a sapere da una comune amica, Rosemary Chalk (che all’epoca ricopriva la carica di Segretario del National Science Foundation), che in gioventù Sheehan aveva spesso sognato di diventare un astronauta ed incontrare altre civiltà nello Spazio.
Ma era soprattutto la sua posizione all’interno della comunità Gesuitica americana ad interessare il CRG. Le informazioni che il lettore apprenderà fra breve non farebbero altro che corroborare la testimonianza resa da Cristoforo Barbato, arricchendola ulteriormente: il sito estero già menzionato sopra (www.presidentialufo.com/marcia_smith_story.htm) racconta che a Sheehan fu chiesto di usare la sua influenza per “ottenere i documenti UFO tenuti alla Biblioteca Vaticana. Sheehan approcciò il suo contatto al Vaticano”. L’espressione inglese usata non lascia adito a dubbi: “to obtain the UFO documents held in the Vatican library. Sheehan made an approach to his contact at the Vatican”. Leggiamo ora in una mia traduzione le parole pronunciate da Sheehan (e riportate sul sito) nel ricordare gli avvenimenti di allora: “Lei chiamò […] e mi chiese se come Avvocato Legale per la Direzione dei Gesuiti (Jesuit Headquarters) potessi avere accesso per la Biblioteca del Congresso alla Biblioteca Vaticana. La Biblioteca Vaticana ha una sezione abbastanza grande che concerne il problema dell’intelligenza extraterrestre, e gli UFOs. M’impegnai a contattare il Gesuita che attualmente dirige la Biblioteca Vaticana, e con mio grande stupore, mi dissero che non potevamo avervi accesso… Informai di questo Marcia Smith.”
Successivamente, dopo un colloquio con Marcia Smith e Bill Davis (Director of the National Office), Sheehan fece un secondo tentativo con la Biblioteca Vaticana:
“Mandai una seconda lettera al Gesuita che era a capo della Biblioteca Vaticana, e gli spiegai che era un’ufficiale richiesta che era venuta dal Congressional Research Group della Biblioteca del Congresso – e che era venuta dal Congresso degli Stati Uniti, e che il Presidente stesso aveva espresso il desiderio di ottenere queste informazioni. Così pensai che ci avrebbe dato accesso alle informazioni, ma ricevetti una seconda risposta negativa dalla Biblioteca del Vaticano – Il Jesuit National Headquarters non sarebbe stato messo nelle condizioni di accedervi. Così dovetti con grande rammarico riportare il tutto a Marcia Smith comunicandole che non ero stato capace di riuscire.”
La documentazione fornita ed il ragionamento da me condotto dovrebbero ora far riflettere quanti hanno denigrato gratuitamente, sulle pagine della Rete, il lavoro di ricerca giornalistica di Barbato. C’è chi ha frettolosamente liquidato il “Secretum Omega” come “cose esecrabili”. Se avrà la pazienza di leggere con attenzione il nostro servizio dovrebbe ricredersi e, almeno privatamente, porgergli le sue scuse. Concludo dicendo che l’orientalista russo Zecharia Sitchin (da me intervistato per UFO Notiziario, nr.64 Agosto/Settembre 2006), nel corso di un’intervista concessa nel 1997 a Jordan Maxwell[1] (uno studioso e ricercatore statunitense attivo nei campi dell’occulto, della religione e della filosofia), intervista che ho avuto la fortuna di vedere, nel rispondere ad una domanda di Jordan fa una sibillina affermazione che questa volta conferma clamorosamente (senza timore di smentite) quanto riferitomi da Cristoforo Barbato in via confidenziale e da noi discusso sulle pagine dello scorso numero: Sitchin saprebbe molto di più di quanto emerge dalle sue pubblicazioni e, presumo probabilmente a causa di forze più grandi di lui oltre che per via del suo senso di responsabilità, è costretto di volta in volta a calibrare con grande attenzione le sue risposte nel corso dei colloqui e dei congressi, e ad agire con prudenza quando scrive i suoi articoli e saggi venduti in più di venti lingue. Io sinceramente non mi sento di biasimarlo. Vista anche la prematura scomparsa del coraggioso Dr. R.S. Harrington, morte che ha lasciato sgomento il noto sumerologo residente a New York. Del resto Sitchin sta già facendo molto, da diversi anni, per raccontare alla gente la verità sul nostro passato. Quando allora i nostri giornalisti ed intellettuali s’interesseranno in modo serio delle sue ricerche e la smetteranno di considerarle pseudoscienza? Qualcosa si muove già, fortunatamente.
Un’enciclopedia italiana per adolescenti menziona Nibiru e gli Anunnaki
Volume Enciclopedico – “Il Cielo”
Il 25 settembre scorso il prestigioso giornale milanese Corriere della Sera distribuiva in edicola, a 12,90 Euro più il prezzo del quotidiano, il volume enciclopedico della Rizzoli Junior intitolato “Il Cielo”, realizzato dall’Istituto Geografico De Agostini ma in parte tratto dall’opera Enciclopedia of Discovery, della Weldon Owen Inc. Il volume della Rizzoli Junior, cartonato e composto da 317 pagine a colori, si presenta ben rilegato ed è suddiviso in sette sezioni che sono: il “Grande dizionario del Cielo e dell’Universo”, “Conoscere il Cielo”, “Il volo”, “Stelle e pianeti”, “Date e dati”, “Percorsi fotografici” e “Da leggere e vedere”. Il linguaggio chiaro e semplice, visto il target adolescenziale, non rinuncia tuttavia al rigore terminologico e concettuale. Pertanto ne consiglio vivamente l’acquisto non solo alle ragazze ed ai ragazzi ma anche al pubblico adulto che ama la divulgazione astronomica. La cosa degna di rilievo è il paragrafo presente a pagina 233 ed intitolato “Il decimo pianeta non è una novità”. Inoltre nella stessa pagina campeggia l’illustrazione di una ziqqurat (si può scrivere anche ziggurat), antica piramide mesopotamica a terrazze di dimensioni decrescenti verso la cima. Nel trattare la conoscenza antica del Sistema Solare gli autori del testo si riferiscono alla cosmogonia sumera ed arrivano a scrivere: “[…] il sistema solare contava tutti i pianeti a noi noti oltre a Tiamat e Nibiru. Quest’ultimo sarebbe il pianeta più lontano del Sistema […]”. Sorprendentemente si parla anche dei presunti abitanti di tale lontano mondo (gli Anunnaki), spiegandone l’etimologia del termine e definendoli “una stirpe di giganti semidivini”. Il paragrafo si conclude spiegando l’origine del sistema Terra-Luna e della cintura di asteroidi secondo i miti sumeri: la cintura dei pianetini sarebbe il risultato dello scontro di Nibiru con l’originario pianeta presente fra Marte e Giove (Tiamat), andato distrutto a seguito della collisione. Peccato che in realtà secondo i Sumeri ed i Babilonesi non fu Nibiru ma furono uno o più dei suoi satelliti a cozzare contro Tiamat. Gli autori (certamente italiani perché è a partire dal pag. 234 fino a pag. 253 che i testi sono tradotti dall’opera straniera sopra menzionata) omettono la principale fonte del racconto cosmogonico: l’Enuma Elish, l’Epica della Creazione (discussa da Zecharia Sitchin, storico orientalista residente a New York) ed è forse anche a causa di questo che essi commettono l’errore da me segnalato, che potrebbe anche essere interpretato come una voluta semplificazione. Per chi volesse approfondire rimando direttamente al celebre primo testo di Sitchin uscito negli Stati Uniti nel 1976: “[…] furono i satelliti di Marduk a colpire Tiamat, non Marduk stesso” (Il pianeta degli dei, di Z. Sitchin, Ed. Piemme, 1998, pag.217). Ricordo inoltre che Marduk è il nome dato dai Babilonesi al dio-pianeta Nibiru degli antichi Sumeri. Va comunque dato il merito ai redattori italiani della Rizzoli di aver rotto gli indugi: finalmente si ha l’audacia di osare con il grande pubblico, ed in particolare con le nuove generazioni. E l’accenno a Nibiru ed ai suoi abitanti (gli Anunnaki), nonostante sia costruito sul modo verbale condizionale, è un segnale forte e che fa ben sperare per il futuro. Se esso sia una coraggiosa iniziativa individuale o di pochi intellettuali, oppure il frutto di una qualche indicazione venuta da ambienti istituzionali, beh, questo proprio non lo so dire, ma quello che conta è l’onestà intellettuale; in questo caso discretamente onorata seppur con una comprensibile prudenza. Invece il passaggio dell’intervista a Sitchin realizzata da Maxwell e di cui parlavo precedentemente, per via delle pregnanti parole che fanno riferimento al ritorno di Nibiru non verrà discusso in questa sede ma all’interno del mio saggio attualmente in fase di stesura: The American Armageddon. Dal segreto di Eisenhower alla scoperta del Pianeta X.
[1] Pare che questa intervista sia stata rilasciata a Jordan Maxwell in occasione della World Conference of Planetary Violence in Human History, tenutasi nel Gennaio 1997 negli Stati Uniti.
Alcune foto Tratte dal Jesuit Footage:
© Copyright 2000-2006 Cristoforo Barbato

Riproduzione, autorizzata da Cristoforo Barbato, tutti i diritti sono riservati all’autore. Per la pubblicazione dell’articolo e delle foto contattare direttamente Cristoforo Barbato al seguente indirizzo: c.barbato@secretum-omega.com; Sito Web: http://www.secretum-omega.com. Il materiale è coperto da © Copyright sui diritti d’autore.
Chi è Cristoforo Barbato?
Cristoforo Barbato è un ricercatore indipendente che si occupa da anni dello studio del fenomeno UFO (in passato ha anche fatto parte, come socio, del C.U.N Centro Ufologico Nazionale) di Misteri, nuove frontiere della scienza e di tematiche legate al Cover-up in generale, cospirazionismo e all’intelligence. Ha partecipato in questi anni come relatore a diversi simposi e conferenze nazionali sulla tematica UFO-Alieni o connesse al Cover-up. A partire dal 1997 fino al 2003 è stato redattore o caporedattore delle riviste Notiziario UFO, Dossier Alieni, Extra Terrestre – Nuova Scienza e Nuova Coscienza, Stargate e Stargate Magazine – Il mondo dell’Altra informazione. Inoltre ha collaborato alla realizzazione dell’enciclopedia UFO, Dossier X per la Fabbri Editori e dell’enciclopedia Stargate – Enigmi dal cosmo per la Curcio Editori. Dal 2005 è impegnato, attraverso conferenze e col sito www.secretum-omega.com, in una mirata opera di divulgazione delle sue ricerche sul Secretum Omega, il coinvolgimento Vaticano nel fenomeno UFO-Alieni, il Decimo Pianeta e di tematiche correlate. Dal 2006 è anche socio del Free Lance Iternationl Press (F.L.I.P).
Ringraziamenti
Si ringrazia il Sig. Cristoforo Barbato, per aver concesso la pubblicazione di questo testo sul sito di Ufologia.net, per eventuali problemi relativi all’articolo contattare il Dott. Daniele Cataldi al seguente indirizzo di posta elettronica: daniele77c@hotmail.it Grazie.

Dott. Daniele Cataldi
http://www.ufologia.net/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=2711

Il governo invisibile giugno 6, 2008

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TESCHI E OSSA

L’estate del Duemila ha visto arrivare, nelle sale cinematografiche italiane, una curiosa pellicola americana del regista Rob Cohen, intitolata “I teschi – The skulls”. Essa denunziava l’esistenza di una setta segreta, attiva negli Stati Uniti, che reclutava ragazzi nei campus per formarli come nuove leve di un’aristocrazia economico-politica il cui scopo era il mantenimento del potere ad ogni costo, e con qualsiasi mezzo. Simbolo della setta, che assicurava immediatamente ai propri adepti soldi sesso e successo, un teschio poggiato su due tibie incrociate, come nello stemma dei pirati. Nella pellicola si affermava altresì che la CIA, il servizio segreto americano, era nato all’interno della setta dei “Teschi” e che ben tre presidenti statunitensi ne avevano fatto parte. La fedeltà al club, si riferiva nella pellicola, funzionava come una sorta di feroce massoneria: apriva le porte al potere, assegnava denaro, chiedeva scambi di favore, oltre ogni limite. Ciò che non veniva detto, e di cui solo una parte del pubblico era forse al corrente, è che la setta dei “Teschi” esiste veramente (anche se il suo vero nome è “Teschi e ossa”). Come esiste effettivamente negli Stati Uniti (e non solo) un “governo ombra” il cui fine ultimo è la distruzione dell’ordine costituito per la costruzione di una “Sinarchia”, un governo unico mondiale retto da un’aristocrazia di potenti, che instaurerà un “Nuovo Ordine Mondiale”. Per giungere a questo scopo ogni mezzo è lecito, dall’omicidio politico allo sterminio di massa, dal controllo della stampa alla nascita del Grande Fratello telematico che tutto vede e tutto spia; in questa disperata lotta al predominio del mondo entrano in ballo le moderne tecnologie informatiche, i satelliti spia e le guerre batteriologiche; ma hanno un ruolo fondamentale anche le credenze esoteriche, le sette e certe filosofie New Age. E così il governo ombra pesca aderenti nei movimenti ufologici messianici come pure nel più bieco satanismo. Solo fantasie? Sfortunatamente no; i primi ad ammetterlo sono gli stessi protagonisti di questa incredibile congiura a livello planetario.

GLI ILLUMINATI

“Un Nuovo Ordine Mondiale? Sì, esiste. C’è un coordinamento segreto fra le sette sataniche, sia americane che europee, per la conquista del mondo e per la sua riorganizzazione. La religione verrà abbattuta e sostituita dal culto di Satana. E i politici saranno rimpiazzati dai sacerdoti del Maligno. Le razze inferiori verranno eliminate e la popolazione drasticamente ridotta”. A dipingere questo apocalittico scenario è stato il giovane e biondissimo “Angel”, pseudonimo di un satanista californiano pentito che, nell’ottobre 1989, ha confessato al giornalista televisivo Giorgio Medail l’esistenza di un’antichissima e pericolosa setta infernale, gli Illuminati. “La sede di questo movimento sotterraneo”, ha precisato “Angel”, “è in Scozia, dove vive il capo supremo di tutti i satanisti, il Maestro del Mondo, di cui nessuno conosce la vera identità…”.

Dell’esistenza di un gruppo esoterico di destabilizzatori sociali è convinto anche il fisico slovacco Vladimir Terzinsky. “Si fanno chiamare Gli Illuminati”, ha detto Terzinsky in una conferenza negli Stati Uniti, “e hanno già influenzato segretamente molti politici durante l’ultima guerra mondiale. Le loro idee sono state fatte proprie nientemeno che da Hitler… La setta sarebbe composta da individui eterogenei per classe sociale, credo e razza, tutti accomunati da una fortissima propensione per l’esoterismo e per il complotto politico. Il loro scopo è di sovvertire il mondo, portandolo sull’orlo della catastrofe sia politica che economica per poi, con un colpo di stato planetario, prenderne il controllo”.

Quella che sembra la trama di un thriller fantapolitico è in realtà la versione moderna in chiave catastrofica della cosiddetta “teoria del complotto esoterico”. Essa sottintende la possibilità che le sorti dell’umanità siano decise da un ristretto gruppo di personaggi, appartenenti a società segrete, che si sarebbero infiltrati nei centri del potere politico, economico e militare di ogni paese. Che non si tratti però soltanto di una teoria è sfortunatamente dimostrato. Certo, le notizie che occasionalmente fuoriescono da queste sette (in buona parte sataniche) sono molto stringate: il segreto è la prima regola, e chi tradisce paga molto duramente. Dai frammenti di informazioni recuperati dagli investigatori (l’FBI, ad esempio, è spesso sulle tracce di questi sovvertitori dell’ordine pubblico) sappiamo dell’esistenza di una “base”, spesso un vero e proprio braccio armato, composto da gruppi di estremisti (satanisti, neonazisti e a volte anche fanatici religiosi di vari credo) che, pur professando filosofie, religioni e culti diversi fra loro, hanno un obiettivo comune molto chiaro: conquistare il mondo e sovvertire l’ordine sociale, sostituendolo con qualcosa di nuovo e di diverso. Alcuni di essi provengono dall’estrema destra neonazista, altri dal satanismo, altri ancora sono apolitici, ma tutti sono comunque manovrati dai vertici del governo ombra.

Ufficialmente quella del Nuovo Ordine Mondiale è stata per lungo tempo, secondo alcuni politologi, una teoria socio-economica, propugnata dai presidenti Reagan e Bush negli Stati Uniti e da Margareth Thatcher in Gran Bretagna, che prevedeva l’abbattimento delle frontiere doganali e la creazione di un’unica grande nazione euro-americana, diretta da un solo organismo. Un progetto abbandonato, si dice, a causa dell’intransigente opposizione di vari gruppi religiosi e laici caratterizzati da un forte nazionalismo, e sostituita nel Vecchio Continente dalla nascita dell’Europa Unita. Ma la Sinarchia è invece una realtà. Vi aderiscono alcune delle principali famiglie economico-finanziarie internazionali, raggruppate in centri di potere quali la Trilateral Commission, il gruppo Bildeberg, il CFR americano. Vi sono industriali e magnati del petrolio che, entrati in politica o nei servizi segreti, hanno spesso trasformato il governo americano in un docile fantoccio nelle loro mani. Questo è l’incredibile quadro che emerge dalla rilettura dei documenti più scottanti e dalle testimonianze più esplosive. Grazie ad essi si scopre che la Sinarchia non disdegna, per il raggiungimento dei propri fini, utilizzare le tattiche più disparate, da quelle scientificamente riconosciute (come il controllo delle telecomunicazioni attraverso i satelliti e la rete spia Echelon) a quelle considerate più esotiche, come la guerra psichica, la magia nera, la retroingegneria UFO. Combattono la religione, sebbene molti sinarchici si dichiarino apparentemente buoni cristiani, e questo perché il cristianesimo tende ad abbattere le distinzioni tra classi sociali; la Sinarchia invece le esaspera. Non meraviglia dunque che al suo interno vi siano elementi legati al satanismo o al neonazismo (la stessa CIA, braccio armato del Governo Invisibile, nacque con elementi provenienti dalla Gestapo).

LA CACCIA ALL’ANTICRISTO

La presa di coscienza dell’esistenza di questa terrificante realtà ha portato in America, come era prevedibile, ad una vera e propria caccia alle streghe da parte di quegli ambienti religiosi (alcuni dei quali fondamentalisti, sfortunatamente) che hanno deciso di opporsi alla Sinarchia. E si è giunti a veri e propri eccessi, nella “lotta all’Anticristo” (della quale lo scozzese Re del Mondo sarebbe il vicario), con una serie di attentati alla casa di produzione cinematografica statunitense Warner Bros, che ha l’unico torto di avere la propria sede di New York al civico numero 666 (che nel libro dell’Apocalisse indica il demonio) e che viene accusata di produrre cartoons che incitano alla violenza; con il boicottaggio della Disney, che nei propri film inserirebbe disegni osceni e subliminali (un fallo ne “La sirenetta”, ecc…) e della Procter&Gamble, una multinazionale chimica nota soprattutto per i suoi prodotti per l’igiene personale: accusata ingiustamente da varie sette protestanti di aver stretto un patto con Satana attraverso la chiesa del reverendo Moon e di avere un marchio che ricordava (invero, con molta fantasia) un simbolo satanico, la società ha visto crollare a tal punto le vendite, da dover cambiare il marchio incriminato. La Procter aveva la sfortuna di pubblicizzare i propri prodotti con il disegno di un vecchietto barbuto, i cui riccioli ricordavano tre 6 in fila; fra gli oltre 60 prodotti distribuiti, la Procter aveva anche il sapone chiamato Ariel, che neanche a farlo apposta è uno dei nomi del diavolo. A seguito della campagna di boicottaggio la ditta ha mutato il proprio, antico simbolo sostituendolo con il volto di una ragazza sorridente. Nel mirino è finito anche l’attore David Hasselhoff, già stella di “Supercar” e “Baywatch”, che qualcuno ha stabilito essere… l’Anticristo (ma è stato detto anche di Bill Gates). La lotta contro le ditte seguaci del demonio (dal quale riceverebbero, in cambio di un patto satanico, la ricchezza) ha raggiunto l’apice nel 1988, quando il gruppo svizzero Crusade ha divulgato in Europa (in Italia grazie ad un gruppo di preti bolognesi) una lista di “marchi di fabbrica” (i codici a barre che identificano la casa e il prodotto) attribuiti a ditte sataniche. Al di là della non dimostrata adesione delle ditte al satanismo, l’aspetto più curioso fu che questa caccia alle streghe venne da una parte scatenata dagli ambienti fondamentalisti cristiani, dall’altra da quegli stessi movimenti neonazisti (con il libro “Secret societies” del nazista Jan Udo Holey) legati proprio alla Sinarchia………

I CREDENTI DEL MALE

Sebbene il cervello di questo movimento segreto sia in Scozia (patria storica di un certo tipo di Massoneria), le fila vengono oggi tirate dagli Stati Uniti; là ogni anno scompaiono circa diecimila persone, buona parte delle quali, soprattutto in California, finirebbero nelle grinfie dei satanisti. Tale è la convinzione di un agente dell’FBI confidatosi nel 1986 con il giornalista italiano Giorgio Medail, in America per un reportage sulle messe nere. Proprio la California, a detta degli esperti, è uno degli stati maggiormente a rischio. Sparizioni di persone, da utilizzare per sacrifici umani, avvengono con una certa frequenza lungo l’autostrada Highway A1. E S.Francisco altro non sarebbe che il vertice di un triangolo nero che, con Torino e Praga, rappresenterebbe una delle roccaforti dei seguaci del Maligno.

Se questi dati, indubbiamente esagerati dalla stampa, dovessero avere un minimo di fondamento, allora ci troveremmo di fronte ad una preoccupante mappa della religiosità deviata. Quanti siano i satanisti nessuno lo sa con precisione. Nemmeno essi stessi. Questo perché le loro identità, come pure i loro riti, sono strettamente segreti. Di certo si sa solo che non esiste un rituale satanico ben preciso. E sebbene negli anni Sessanta sia stata pubblicata in California addirittura la Bibbia di Satana, i moderni seguaci del demonio hanno riti e liturgie che differiscono da Paese a Paese. L’avvocato Davide Venturini della Congregazione per la Cause dei Santi stima che siano almeno diecimila i gruppi satanici che si rifanno allo gnostico inglese Aleister (Edward Alexander) Crowley, e quindicimila i gruppi neri italiani; secondo un rapporto del Viminale in occasione del Giubileo del 2000, esisterebbero però solo 9 gruppi per un totale di duecento adepti (secondo una ricerca del novembre 1994, gli adepti di sette erano invece più di 600.000, cui andavano aggiunti altri 400.000 simpatizzanti. In pratica, due italiani su cento facevano parte – a metà degli anni Novanta – di uno dei circa quattrocento movimenti sparsi sul territorio nazionale. E circa tremila aderivano a gruppi satanici). I dati dunque sono confusi. In Francia esistono diverse sette che praticano la magia sessuale ed hanno una forte componente femminile, mentre nei covens (congreghe) inglesi predominano i maschi, molti dei quali si abbandonano a pratiche neopagane o sadomasochiste, talvolta purtroppo con sacrifici di bambini (il 17 marzo 1990 scoppiò nel Regno Unito uno scandalo enorme, quando si seppe di bambini partoriti da sataniste per riti sacrificali). In Italia l’omicidio rituale è invece pressoché sconosciuto, mentre è ammesso e anzi è una pratica obbligatoria nelle conventicole dei narcotrafficanti messicani che si ricollegano al culto azteco di Quetzalcoatl, il Serpente Piumato (a Matamoros, nell’aprile del 1989, vennero arrestati diversi satanisti narcotrafficanti, guidati dal boss Adolfo Costanzo, che credevano di ottenere dal diavolo l’immunità bollendo in un calderone cuori umani e sacrificando bambini).

Strutture e credi variano a seconda delle nazioni, sebbene sia lecito ritenere che dietro le principali sette del male vi sia comunque la Sinarchia. Taluni satanisti non sono altro che una degenerazione dei movimenti hippies; sono dei ribelli insofferenti all’autorità costituita che spettacolarizzano il disprezzo della religione solo per dare scandalo. Alcuni di costoro sono noti cantanti rock, come Dio, i Black Sabbath, Marylin Manson ed Alice Cooper (che prende il nome da una strega del passato che terminò i suoi giorni sul rogo) che si fingono satanisti ma che di fatto non hanno nulla in comune con i veri adoratori del demonio. I veri satanisti, per contro, non si addobbano con tatuaggi, teschi o croci rovesciate, ma si travestono, più subdolamente, da persone rispettabili (tali parevano i supposti partecipanti ai raid satanici del mostro di Firenze, che si dice godesse della copertura di noti esponenti del bel mondo fiorentino). Costoro, a differenza dei seguaci degli antichi culti pre e paleocristiani (come molti gnostici che si rifanno ad Aleister Crowley, o i neopagani) adorano effettivamente il Maligno, il diavolo biblico, il signore del male, convinti che in questo modo non andranno all’inferno ma erediteranno la Terra, e sicuri che il diavolo non sia così brutto come lo dipinge la Chiesa.

I satanisti si radunano periodicamente per cantare le lodi al loro signore generalmente il 1° maggio, festa pagana di Lammas, ed il 2 novembre, Halloween (ma non c’è una regola. Altri satanisti italiani prediligono il 31 ottobre, il 2 febbraio, il 30 aprile, il 21 giugno; in buona sostanza le ricorrenze sono collegate alle stagioni, a solstizi ed equinozi). Questi incontri, chiamati in Gran Bretagna sabba quando vi partecipano molti adepti ed esba se in tono minore, avvengono prevalentemente di notte. Solitamente fra la mezzanotte e (per il sacerdote luciferino romano Efrem Del Gatto) le due e tre quarti, nel momento in cui le influenze lunari sarebbero più forti ed il momento propizio per le evocazioni demoniache e le pratiche magiche. Durante questi incontri si celebra una messa, che è nera in quanto ripete al rovescio quella cristiana. Si evoca il diavolo anziché il Signore, si recita nema anziché amen, si utilizza come altare una donna nuda e ci si scambia un segno di pace congiungendosi carnalmente. Durante queste cerimonie, praticate con diverse varianti a seconda dei vari covens, si è soliti raccogliere in un calice, la “coppa di Babalon”, gli umori sessuali di tutti i presenti e quindi comunicarcisi. Tale liquido, chiamato amrita, servirebbe a conferire maggiore forza psichica durante gli incantesimi con i quali i satanisti cercano di ottenere vantaggi personali, dalla ricchezza alla giovinezza al successo, ma solo e soltanto attraverso il male procurato ad altri, ottenendo benefici solo attraverso le altrui disgrazie. Durante questi riti viene talvolta portata a termine una pratica segretissima, la costruzione del bambino interno, basata sulla credenza che non tutti gli uomini abbiano un’anima immortale e che pertanto sia necessario costruirsela giorno per giorno. Questo avviene, per i satanisti, con la ritenzione del liquido seminale. Che, in questo modo, andrebbe ipoteticamente ad alimentare il bambino interno, che come tale viene nutrito ed allevato; e battezzato satanicamente con un nome segreto che nessuno dovrà mai conoscere, se non si vorrà correre il rischio di diventare schiavi psichici, zombi privi di volontà in balia dello scopritore del nome segreto.

Ma la più aberrante pratica magica dei satanisti è sicuramente l’immolazione di una vittima umana. “Il vero segreto della Scienza occulta”, ha scritto il demonologo francese Georges Demaix, “è il controllo del magnetismo umano e la sua proiezione nello spazio. Coloro che ignorano il magnetismo non possono agire. I fluidi umani sono potenti e di una rara efficacia…” E la caccia a questi fluidi sembra essere una delle occupazioni principali del cultori del male. Dicevamo che nel 1990 i giornali della Gran Bretagna riportarono a titoli cubitali la notizia che decine di bambini sarebbero stati rapiti dai satanisti londinesi e sacrificati (qualche anno dopo si scoprì di riti pedofilo-satanici su di un’isola vicina a Washington, coinvolti politici di alto livello come il deputato Barry Franks e membri del Pentagono e della CIA, come Craig Spence, ex direttore dello staff di George Bush; Kenneth Lanning, dell’FBI Behavioral Science Unit, dopo otto anni di indagini ha liquidato il tutto come falsità). Nel caso della Gran Bretagna molti infanti sarebbero stati figli di coppie sataniche, appositamente allevati per l’olocausto finale. Questa abietta forma di rito verrebbe praticata in quanto, al momento del trapasso, il sacrificato sprigionerebbe potentissime energie psichiche che i satanisti utilizzerebbero, oltreché per propiziarsi le divinità infernali, per ottenere il dominio sulle forze della natura. Essendo, fortunatamente, tale costume non esente da rischi e da procedimenti penali, molti adepti del demonio preferiscono ridurre il pericolo operando su cadaveri trafugati dai cimiteri. Queste profanazioni di tombe avvengono talvolta corrompendo i custodi dei cimiteri. Un caso che destò scalpore si verificò in Italia, a Ioppolo, nel 1984, allorché un necroforo venne colto sul fatto mentre disseppelliva una bimba di cinque anni. Le tombe hanno poi una funzione centrale presso molti gruppi satanici. Angel ha raccontato che la sua setta soleva nascondersi nelle tombe per sfuggire alla polizia; la terra di cimitero sarebbe poi considerata un elemento di prim’ordine per la realizzazione di filtri e pozioni.

Il legame di queste settacce (nel 1988 lo studioso Gianluigi Marianini stimò in 40.000 i satanisti italiani) con la Sinarchia (gli Illuminati) deriva dal fatto che una delle idee fisse di alcuni gruppi settari dediti al male sia la convinzione dell’imminenza della fine del mondo. Fine che deve essere accelerata per permettere al diavolo di sgominare le forze del bene, incarnate dalla società borghese e conservatrice, detentrice del potere. “Alcuni maghi dei secoli passati”, ha scritto l’avvocato Venturini, “hanno affermato che l’Anticristo avrebbe iniziato la sua manifestazione pubblica nel 1996 e che l’avrebbe condotta a compimento nel 1999. Questa idea è stata ripresa dalla maggior parte dei gruppi satanici, che l’hanno poi fatta propria e che tentano di darle corpo”. Per scardinare dalle fondamenta lo status quo molti satanisti anni Ottanta e Novanta hanno cominciato a reclutare tra le loro fila, soprattutto in America, membri dell’esercito ed esponenti della finanza, tutti accomunati dall’idea di un nuovo ordine mondiale. Alcuni di essi hanno effettivamente confessato la loro appartenenza alle milizie nere.

Oggigiorno gli Illuminati, che di fatto si considerano una antichissima setta di risvegliati (cioè di ribelli alla cultura e alla religione ufficiali, giudicate oppressive e massificanti), vantano – vero o falso che sia – affiliati in tutto il mondo. Utilizzano individui psicolabili per destabilizzare periodicamente le basi della società; pilotano i movimenti neonazisti di tutto il mondo (si pensi alla setta giapponese Aum Shinrikyò o ai nazionalisti russi di Zhirinovskij); strumentalizzano e manovrano guru e santoni ed alcune sette New Age per far filtrare nella società le proprie idee rivoluzionarie. A questo proposito diversi scandali ha suscitato, fra il 1985 ed il 1998,

la scoperta che molti moderni Rasputin da anni manovrano i principali capi di stato: in America l’astrologa Joan Quigley indicava a Reagan i giorni fasti e nefasti per firmare i trattati di proliferazione nucleare (e per l’astrologia impazzivano anche Nancy Reagan ed il generale Schwarzkopf, il comandante dell’operazione “Tempesta nel Deserto” contro Saddam Hussein) e la medium inglese Rosemary Altea sosteneva di essere il consigliere di fiducia della famiglia Clinton. E se Bill dormiva con sul comodino una copia del libro de “La profezia di Celestino” (del padre della Next Age James Redfield), Hillary, da parte sua, organizzava sedute spiritiche con la parapsicologa Jean Houston, che l’aveva convinta di essere la reincarnazione della regina Caterina di Russia e grazie alla quale la first lady cerca di evocare lo spirito di… Gesù e del Mahatma Gandhi. In Russia il ruolo della Houston l’ha ricoperto la discussa guaritrice georgiana Djuna Davitashvili, una ciarlatana che ha avuto in cura prima Breznev e poi Eltsin; e c’è anche il teleguaritore Anatoli Kashpirovski, ex consigliere di fiducia del leader ultranazionalista Zhirinovskij e del ministro degli esteri Gennadj Gherassimov all’epoca del mandato di Gorbachov; qualche anno fa si è poi saputo che molti alti papaveri sovietici avevano tutti un astrologo personale e che la CIA intendesse sfruttare la loro credulità intervenendo sui loro operatori dell’occulto. Non è certo migliore la situazione in Gran Bretagna, ove grande scandalo vi è stato quando la cartomante greca Vasso Kortesis ha venduto ai tabloid londinesi le confidenze della sua cliente Sarah Fergusson, l’ex consorte del principe Andrea d’Inghilterra. La Kortesis ha rivelato che l’ex duchessa di York era una grande appassionata di magia ed occultismo, credulona al punto da chiamarla “mamma”. Anche Lady Diana e Dodi Fayed avevano un astrologo personale, Rita Rogers, che aveva previsto per i due un futuro di amore e di felicità. Contro la mania per l’occulto dei reali d’Inghilterra ha tuonano nientemeno che l’arcivescovo di Canterbury (il papa dei protestanti) Lord Runcie, che ha rivelato che Carlo d’Inghilterra è stato manipolato ed allontanato dalla religione dal santone reincarnazionista sudafricano Laurens Van Der Post; infine, il dito è stato puntato in passato dai media anche contro il guru indiano Sri Chinmoy, che addestrava personalmente i funzionari dell’ONU, e contro il santone Sai Baba, che ebbe in passato stretti legami con la famiglia Craxi.

In molti si sono domandati quanto possa essere pericolosa l’influenza di alcuni dei sopracitati personaggi sui leader delle due principali superpotenze. E che tanti sospetti non siano ingiustificati è stato dimostrato dall’attentato con il gas nervino al metrò di Tokyo, nel ‘95, di cui parleremo in seguito. L’episodio ha infine spinto i media a domandarsi se non vi sia effettivamente una regia occulta (quella sinarchica) dietro sette e santoni, con scopi destabilizzanti.

Un classico esempio di attacco mascherato alle istituzioni fu la strage a Bel Air del 1969, durante la quale perirono sei persone, compresa Sharon Tate, la bellissima moglie di Roman Polanski. Tale eccidio era stato ordinato da un pazzoide fanatico a nome Charles Manson, un satanista che amava farsi identificarsi alternativamente in Dio e Satana e che aveva raccolto un gruppetto di hippies sbandati in un ranch, l’Old Spahn, ribattezzato Family, la famiglia Manson. Di questa congrega di sbandati Vincent Bugliosi, il procuratore incaricato delle indagini sulla strage di Bel Air, scrisse: “Quasi tutti i membri della Family avevano maturato una profonda e radicata ostilità verso la società”. Lo stesso Bugliosi si convinse che i mansoniani intendevano ordire l’Helter Skelter, un complotto su larga scala “per provocare una gigantesca carneficina e fuggire nel deserto da dove Manson sarebbe stato richiamato un giorno per governare il mondo.”

Molti satanisti credono che per ottenere tale scopo sia necessario stipulare un patto col diavolo, per ottenerne i favori: danaro, protezione o successo dell’impresa. Si ritiene che gli adepti possano stipulare il patto per ottenere un dono, uno e uno soltanto, in cambio dell’anima e in genere per soli venti anni, come è documentato nella tradizione stregonesca sin dal XVI° secolo. Nel tentativo di prolungare questi favori i satanisti cercano di piegare il diavolo ai propri voleri servendosi dell’incantesimo della mano di gloria. Si tratta di una pratica oramai pressoché scomparsa e consistente nel procurarsi la mano mummificata di un impiccato (operazione tutt’altro che agevole) da utilizzare come portacandele per affascinare il diavolo. Nei trattati stregoneschi rinascimentali si dice infatti che il demonio provi un’attrazione irresistibile per questo amuleto e che, pur di potere restarsene a contemplarlo in santa pace, sia disposto a concedere qualsiasi favore al possessore della mano, che, in questo modo, acquista la gloria, cioè i poteri, del demonio (tematica parzialmente ripresa nell’ultimo film di Polanski, “La nona porta”; qui l’amuleto è in realtà un libro magico con le figure dei tarocchi). L’ultima mano di gloria in circolazione si trova nel museo personale dello studioso torinese Lorenzo Alessandri, pittore e grande esperto di satanismo.

Dal 30 aprile 1966 esiste anche una chiesa ufficiale per il culto del male. Si trova a S.Francisco, è una palazzina in legno di tre piani, tutta nera, tappezzata internamente da drappi rossi, maschere diaboliche, fruste e crocefissi rovesciati. La sua frequentazione è libera, come pure il culto è autorizzato, essendo in America ammessa per legge qualsiasi religione. Vicario e fondatore di questa chiesa è l’ungherese Anton Szandor La Vey, un ex domatore di leoni dal fascino mefistofelico, che vanta migliaia di aderenti non solo negli States ma anche in Europa e Canada. La Vey ha scritto nel 1969 una bibbia satanica che in pochi anni è diventata un best seller ed il cui comandamento principale è fa ciò che vuoi; ha inoltre pubblicato “Il rituale satanico” (1972), che codifica i riti. I due libri hanno venduto nel mondo oltre 300.000 copie.

La Vey sostiene che Satana voglia il bene dell’umanità e che sia contrario alla mortificazione della carne e della volontà. Per questo motivo i satanisti si sentono autorizzati a fare tutto ciò che vogliono, soprattutto il male. La Vey ha operato per anni assieme alla biondissima moglie e alla figlia Karla, dispensando sacramenti (ovviamente satanici) e celebrando matrimoni e creando anche una moda. Uno dei più discussi matrimoni satanici, celebratosi a Louisville nel Kentucky fra il locale vescovo nero ed una sacerdotessa di Satana, ha attirato centinaia di curiosi. Inseritosi, con i suoi discepoli, profondamente nell’ambiente hollywoodiano, La Vey ha ispirato film come “Il sosia di Lucifero” e “Invocazione a mio fratello demonio” (nel quale recitò egli stesso). Dopo vari scismi, il suo credo è stato portato avanti dalle figlie.

Contro queste chiese sataniche si sono mossi molti esperti dell’occulto, come il ricercatore Jeremy Kingston, che ha dichiarato: “La setta di La Vey si sta espandendo, ma molti studiosi di occultismo sostengono che è molto rischioso avere a che fare con la magia nera. E un fatto accaduto nel 1967 sembra avvalorare questa ipotesi. La sera del 29 giugno un uomo di mezza età crollò sul pavimento del suo appartamento a S.Francisco, urlando con voce di donna ‘Non voglio morire’. Lui e la sua famiglia, tutti membri della setta di La Vey, riconobbero in quella frase la voce di Jayne Mansfield, la nota attrice erede di Marilyn Monroe, segretamente seguace di La Vey. In quello stesso momento Jayne, che aveva dichiarato di volersi staccare dalla setta, sarebbe morta in un incidente d’auto dopo essere stata maledetta da La Vey…”

La morte dei singoli seguaci, se non addirittura dell’intero coven, non è un evento raro.

Non è difatti infrequente che questi gruppi concludano la propria esistenza in un bagno di sangue. Non potendo mutare la realtà circostante, vari adepti decidono di cambiare il proprio stato di esistenza togliendosi la vita, entrando in questo modo, a loro dire, in un’altra dimensione (lo stesso fecero molte sette New Age ed ufologiche, dalla Higher Source ai Solariani di Luc Jouret). Quest’idea folle è molto antica e risale al 1300. Margareth Murray, nota studiosa di stregoneria e paganesimo, ha scritto nel libro “Le streghe nell’Europa occidentale” (Garzanti, 1978): “Il sacrificio del dio delle streghe era compiuto in Francia, Belgio e Gran Bretagna. Lo studioso James Frazer ha rilevato che la vittima umana, dio o vicario, non soltanto soggiaceva al suo destino, ma spesso lo anticipava dandosi la morte o mettendosi spontaneamente nelle mani del suo sacrificante”. Questa stessa rassegnazione al sacrificio è stata rilevata nei settari del XX° secolo. Susan Atkins, una delle adepte della Family Manson, ha scritto nel suo memoriale “Figlia di Satana figlia di Dio”: “Dovevo morire per tutta la gente. Loro non lo sapevano, non sapevano ma stavo per morire per loro…”

Non tutti gli adepti del demonio adorano la stessa entità. I cosmisti, come la setta francese della Cosa astrale, credono in un’entità spaziale, una forma di energia che permea l’universo. I satanisti venerano invece il diavolo biblico, l’autentico avversario di Cristo, il signore del Male, l’angelo ribelle all’autorità politica e religiosa. I luciferiani e i diabolici, invece, credono in una versione eretica della figura del diavolo. Sono cioè convinti che il dio cristiano fosse un Signore geloso, intenzionato a tenere Adamo come uno schiavo imbelle recluso in Paradiso, e pensano che l’intervento del serpente, che ha regalato all’uomo la conoscenza, ci abbia liberati dalla tirannia di Dio. Per questo i luciferiani venerano un idolo di matrice templare, il baphomet, un demone con una candela accesa tra le corna: la candela della conoscenza che con la sua luce rischiara le tenebre dell’ignoranza voluta da Dio. Gruppi luciferiani in Italia sono i seguaci di Efrem del Gatto (vero nome Sergio Gatti). Da non confondersi con gli adoratori del Maligno sono i neopagani, che recuperano gli antichi culti greco-romani; i seguaci della Wicca, la religione dell’Europa occidentale precristiani; e i draconiani, un gruppo gnostico convinto che divinità aliene abbiano da sempre controllato energeticamente il nostro pianeta.

Decisamente satanici gli yezidi o adoratori del Pavone, un gruppo eretico in campo islamico, convinto che non un serpente ma il sopracitato pennuto abbiano affrancato l’uomo dalla schiavitù, con il compito di distruggere le forze del bene. Bene che, come si sa, è sempre relativo, specie se dietro le quinte operano i sinarchici.

LE PSICOSPIE

Ma la magia nera non è l’unica tecnica “alternativa” praticata dai sinarchici, che hanno un notevole serbatoio anche nell’universo delle facoltà extrasensoriali. La prima delle notizie esplosive uscì nel novembre del 1991: la Psi Tech, una società americana con sede nel Maryland, aveva spiato per conto delle Nazioni Unite gli arsenali segreti di Saddam Hussein servendosi di… un team di veggenti!

Grazie ad una squadra di potenti sensitivi, il direttore della Psi Tech Edward Dames, un ex ufficiale della CIA, aveva così tracciato una mappa precisa delle installazioni segrete del dittatore irakeno. I telepati della Psi Tech avevano individuato due centrali per la costruzione di armi batteriologiche, i cui piani sarebbero stati poi consegnati al Pentagono. La notizia stupiva in quanto il governo americano, già nel 1988, aveva dichiarato di non avere nessuna intenzione di servirsi di medium e sensitivi in quanto “tutti i test effettuati per stabilire l’esistenza di poteri paranormali erano risultati negativi”. Ma evidentemente, dietro le quinte, le cose andavano diversamente. Non solo, nel novembre del 1995 dagli archivi della CIA, il servizio segreto americano con sede a Langley in Virginia, fuoriusciva la notizia che per oltre vent’anni, e per la modica spesa di 32 miliardi di lire, i servizi segreti USA si erano serviti di medium e sensitivi per le loro attività clandestine (o “black projects”). In particolare, per rintracciare il leader libico Gheddafi nel 1986; per liberare il generale Dozier sequestrato in Italia dalle Brigate Rosse; per scoprire, nel 1979, dove fossero i nuovi sommergibili atomici dei sovietici ed infine per individuare le centrali al plutonio dei nordcoreani. I sensitivi, sei potenti telepati la cui identità non veniva rivelata, operavano presso la base di Meaden, Washington, nell’ambito del programma “Stargate” (la porta delle stelle). Il gruppo, per cercare di frugare a distanza nella mente del nemico, si serviva soprattutto della telepatia. Nel 1994 il Congresso degli Stati Uniti aveva posto il veto a questo tipo di esperimenti, giudicati inutili e costosi, ma i servizi della Difesa avevano protestato sostenendo che “le facoltà extrasensoriali esistono e vanno sfruttate”. I sei veggenti, in particolare, avrebbero individuato, nel corso degli anni, sommergibili sovietici e campi di addestramento libici per terroristi. Quanto ai fiaschi, come la mancata individuazione di Gheddafi, i portavoce della Difesa rispondevano: “Erano, sono e saranno inevitabili. Quando i nostri i top gun bombardarono Tripoli nella speranza di uccidere Gheddafi i nostri sensitivi indicarono con precisione il bersaglio: ma quella notte il colonnello non dormì sul posto e scampò alla morte. La colpa, dunque, non è dei sensitivi…”.. L’inchiesta sui veggenti di Meaden è stata condotta, per conto del Congresso, dalla professoressa Jessica Utts dell’Università della California e da Ray Hayman dell’Università dell’Oregon. Mentre la prima ha dichiarato che le ricerche meritavano di proseguire, Hayman si è detto totalmente scettico, visto che i sensitivi ci avevano azzeccato solo nel 15% dei casi. Da allora il Governo avrebbe sospeso i finanziamenti; ma sappiamo invece che lo spionaggio mentale continua ugualmente, grazie ai fondi in nero della CIA.

I russi, del resto, fanno altrettanto, e da più tempo rispetto agli americani. Già nel 1940 girava per il Cremlino Wolf Messing, un ebreo polacco ricercato dai nazisti non solo per le sue origini ma per la sua profezia della fine di Hitler qualora questi avesse attaccato la Russia. Intimo di Stalin, Messing non lesinava dare mostra dei propri poteri di controllo mentale. In un occasione il polacco riuscì a penetrare nella casa di campagna del leader sovietico, in barba alla rigidissima sorveglianza armata, suggestionando mentalmente le guardie del corpo e facendo credere loro di essere Lavrenti Beria, l’onnipotente capo della polizia segreta sovietica. Ma la possibilità di boicottare i nemici psichicamente grazie all’uso di sensitivi Stalin l’avrebbe messa in pratica, a detta del parapsicologo Massimo Inardi, “nel 1953, quando la scoperta di soggetti dotati di facoltà telecinetiche fece balenare, presso le Forze Armate, l’idea di un loro utilizzo a scopo pratico, come l’intercettazione telepatica di piani strategici, il disturbo di strumentazioni tattiche (missili, aerei, radio…), fino alla neutralizzazione a distanza degli armamenti nucleari”. In quell’anno è nata la psicotronica, o “scienza delle reali energie umane“, così è stata ribattezzata la parapsicologia nella CSI.

La ricerca ha fatto passi da gigante da quando il governo ha messo le mani su medium e sensitivi dalle capacità a dir poco eccezionali. Come nel caso dei telepati Karl Nikolaev e Yurij Kamenskij che dal 1965 hanno eseguito difficili esperimenti di comunicazione mentale anche a centinaia di chilometri di distanza, con risultati ritenuti talmente sbalorditivi da spingere il Cremlino ad istituire differenti istituti di ricerca sui fenomeni ESP non solo nella capitale, ma anche a Novosibirsk, Odessa, Zhaporozhje, Taganrog e Alma Ata. E questi studi si sarebbero spinti così avanti al punto che, nel dicembre del 1992, la stampa mondiale ha riportato la notizia – quanto seria non si sa – che i sovietici possiedono una macchina psicotronica in grado di amplificare a comando i desideri, permettendo a sensitivi opportunamente manovrati di uccidere a distanza! I dettagli di quest’arma provengono ovviamente da fughe di notizie, raccolte in un documento top secret intitolato “Inventario delle informazioni di cui è proibita la pubblicazione”, un misterioso volume di quattrocento pagine, aggiornato annualmente dagli organi di censura nazionali. In un paragrafo di questo testo militare c’è una sezione dedicata proprio alle armi extrasensoriali. E si citano quattrocento cittadini sovietici che hanno denunciato insoliti dolori o vere e proprie alterazioni psichiche, provocate dalle psicospie. Fra le vittime, ci sarebbe anche un ex colonnello del KGB, pronto a testimoniare che tali apparecchiature vennero usate per favorire colpi di stato e per eliminare oppositori politici, spingendoli al suicidio. Quest’arma sarebbe stata utilizzata per ridurre a miti consigli i sei golpisti rivoluzionari che, nell’estate del 1991, sequestrarono Mikhail Gorbachov. Costoro, pur avendo in mano i codici segreti per lanciare tutte le testate nucleari sovietiche e disponendo dunque in quel momento di un potere immenso, tutt’a un tratto si arresero docilmente ed inspiegabilmente alla Guardia Rossa, lasciandosi arrestare come in trance…

Dell’esistenza di simili armi è convinto anche il colonnello dell’Esercito americano Thomas E. Bearden, un ingegnere nucleare il cui nome è legato a diversi esperimenti top secret per il Pentagono. “Esiste un’operazione segreta dei sovietici battezzata fer-de-lance “, ha raccontato il militare nel volume “Excalibur briefing”, “tesa alla conquista del mondo. L’operazione, ideata durante la guerra fredda, e ad appena pochi anni dalla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, è stata ordinata nientemeno che da Stalin, ma i primi risultati vennero raggiunti solo verso la fine degli anni ’50. Io credo che la catastrofe nucleare che sconvolse gli Urali nel 1958 fu dovuta ad un esperimento sfuggito di mano, il tentativo di trasmettere a distanza un’esplosione nucleare attraverso l’iperspazio…”. In altre parole, un team di sensitivi avrebbe tentato di smaterializzare gli effetti di un’esplosione atomica per rimaterializzarli su un obiettivo nemico. “Ritengo che abbiano usato un cannone nucleare iperspaziale, basato sullo sviluppo del raggio della morte in fase di studio in quel tempo”, ha concluso Bearden, al quale l’informazione sarebbe arrivata a Bearden da fonti riservate.

Fantascienza? É probabile; curiosamente però, due anni dopo l’incidente, il presidente Krushev, parlando dinanzi al Presidium, confermava le supposizioni dell’americano annunciando lo sviluppo di una nuova arma “così potente da poter cancellare ogni forma di vita sulla Terra”. Armi psicotroniche o deterrenti psicologici abilmente propagandati?

Sempre Bearden cita un attacco all’ambasciata americana a Mosca, cominciato fra il 1959 ed il 1960, per mezzo di radiazioni. “I sovietici erano interessati a scoprire se avessimo dei soggetti psicotronici. In questo modo hanno irradiato l’ambasciata con radiazioni psichiche ad alto livello, causando vari disturbi ai diplomatici: aritmia cardiaca, infezioni del sangue, cancro. Questi esperimenti continuano tuttora”, ha scritto Bearden nel 1988. In quello stesso anno l’agenzia di stampa Agi/Ap dichiarava che “il Dipartimento di Stato di Washington ha accusato i sovietici di continuare a bombardare con fasci di microonde l’ambasciata americana a Mosca. L’Ufficio per la sicurezza diplomatica ha detto trattarsi di segnali a microonde di potenza 5-11 gigahertz. I segnali continuano ad essere rilevati nei locali della cancelleria dell’ambasciata”. Il fenomeno, denunciato nel marzo dell’ ’88, era già noto al governo americano da almeno cinque anni, dopo che l’ambasciatore USA in URSS aveva protestato contro queste interferenze mentali, subite dai diplomatici per un periodo di quattro mesi, “dal 4 luglio al 19 ottobre”. Anche in questo caso tali onde mentali sarebbero state prodotte da sensitivi molto dotati psicocineticamente.

La guerra psichica era foraggiata direttamente dal KGB, il servizio segreto russo, una volta appurato che in America la CIA stava facendo la stessa cosa. Ma fortunatamente l’omicidio a distanza era l’ultima delle risorse. I combattenti psicotronici delle due nazioni in lotta si limitavano, in genere, a spiarsi telepaticamente.

Nell’agosto del 1962 nei palazzi del Cremlino si verificava un episodio curioso. Il presidente Krushev veniva preso da una crisi di nervi leggendo sulla stampa che Kennedy aveva dichiarato: “L’URSS ha firmato un trattato militare ed economico con Cuba. Per la Repubblica cubana il trattato è stato ratificato da Che Guevara…”. L’esistenza di questo accordo era segretissima e non si riusciva a spiegare in che modo l’Intelligence Department americano ne fosse venuto a conoscenza. L’unica spiegazione era lo spionaggio telepatico. Di questa ipotesi si sono detti convinti due ricercatori del mistero, l’italiano Peter Kolosimo ed il francese Robert Charroux. “Gli americani hanno usato un sensitivo opportunamente stimolato con sostanze stupefacenti”, hanno dichiarato.

Molti di questi esperimenti sarebbero stati attuati dai sovietici in una sezione riservatissima adiacente la tristemente nota centrale nucleare di Chernobyl, in mano alla Sinarchia russa (che ovviamente si oppone a quella americana). Ne è sicuro lo studioso polacco Michal Kaszowski che, nella rivista “Nie z tej ziemi”, ha dichiarato:”Molte ricerche insolite sono state portate avanti in Russia. Un test di conquista della materia attraverso lo psi fu sperimentato parecchi anni fa. Lo ha svelato una mia collega di cui debbo tacere il nome. Si tratta di una pubblicista che lavorava per il giornale ‘Kijevskie Novosti’, e che ha scoperto che a Chernobyl, nella celebre e famigerata centrale nucleare esplosa nell’ ’86, le installazioni erano rimaste contaminate da parecchi pericolosissimi isotopi di plutonio, chiamati americio 241 e 242. Questi isotopi ufficialmente non esistono, e la scienza ufficiale ne prevede la messa a punto ed il controllo solo fra 50 anni. La giornalista ottenne altresì materiale su certi laboratori segreti, conosciuti come Chernobyl 2, dove si conducevano varie ricerche sull’influenza del cervello e della mente umana con tecniche super e subsoniche, o con campi magnetici. Queste tecniche di controllo mentale, con supporto di strumenti e generatori atomici, venivano condotti non da militari o da agenti del KGB ma da un gruppo di satanisti, noti come Bialego Bractwa, o setta dei Fratelli Bianchi… Questi esperimenti psicotronici sarebbero attualmente ancora in corso”.

Anche un altro ricercatore polacco mio buon amico, il militare Robert Lesniakiewicz, ha svolto delle indagini che lo hanno portato ad affermare: “Sono sicuro che dietro la catastrofe di Chernobyl si celino esperimenti segreti delle Forze Armate o di altri gruppi. Non è vero che il reattore è esploso per un semplice e banale riscaldamento di un motore, c’è qualcosa di più. Si tentava di mescolare psicocinesi ed energia atomica, si voleva dominare paranormalmente la materia..”.

Inutile dire che, trattandosi di esperimenti segretissimi, non esistono prove a sostegno di queste tesi e che tutte le testimonianze si riducono a dei sentito dire. Ma se la veridicità di queste storie è molto dubbia e contestata, esperimenti di condizionamento mentale per programmare ad uccidere sotto ipnosi sono stati comunque condotti durante la guerra fredda. Lo ha potuto stabilire il giornalista tedesco Joachim Ward, che ha dichiarato:”Gli scienziati sovietici avevano sviluppato per conto del KGB un sistema di condizionamento mentale che trasformava in robot alcuni soldati impiegati per missioni speciali durante la guerra in Afganistan. Due degli scienziati da me intervistati, Anatoli Chadrin e Valeri Kanjuka, mi hanno detto che i soldati erano stati programmati in modo da entrare in azione non appena ricevevano via radio un segnale in codice registrato nel loro cervello. La psicoarma fu abbandonata per ordine di Gorbachov nel 1988, ma ora se ne servirebbe la mafia”. Un dettagliatissimo servizio su questa psicoarma è stato presentato il 26 maggio 1995 durante il programma “Panorama”, trasmesso dalla televisione pubblica tedesca. Durante il quale è stato spiegato che gli scienziati sovietici utilizzavano onde radio ad alta frequenza in combinazione con parole chiave e codici numerici innestati nel cervello di militari e agenti di polizia.

La lotta di spie, convenzionali e psichiche, tra americani e russi è continuata anche dopo il disgelo gorbachoviano. Nel novembre del 1999 tre infiltrati dei due Paesi sono stati scoperti ed arrestati; nello stesso periodo un misterioso incendio ha distrutto la Lubianka, la sede del KGB a Mosca. Nelle guerre di spie sono adesso coinvolte altre nazioni: la Cina, che in diverse occasioni ha carpito segreti informatici, ed il Giappone, che nel luglio del 2000 ha divulgato via Internet segreti CIA trafugati, riguardanti il personale dell’Agenzia USA e Paesi caldi scelti come obiettivo principale per infiltrare spie.

Negli ultimi anni sono stati svelati anche altri dettagli un tempo segreti: si è saputo che negli anni Settanta i servizi segreti americani avevano speso quasi un milione di dollari all’anno per le ricerche sulle psicospie; vennero a sapere che i russi avevano uno di questi centri a Novosibirsk (ove in seguito i russi condurranno gli esperimenti per le Guerre Stellari) e cercarono di carpirli grazie ad un giornalista del “Los Angeles Times”, che nel 1977 venne arrestato dal KGB proprio mentre tentava di ottenere materiali riservati da un istituto di parapsicologia. I militari ne erano al corrente. Nel 1980 la rivista “Militar Review” pubblicava un articolo sui “nuovi campi di battaglia mentali” e la potenzialità dell’uso dell’ipnosi telepatica in guerra……

E I DISCHI VOLANTI

Un altro fattore determinante nelle scelte occulte del governo ombra americano (ma anche per quello russo) è stato rappresentato dagli alieni. Sia che esistano (come è assai probabile), sia che non esistano, gli UFO hanno avuto un ruolo primario nell’influenzare le scelte dei vertici USA. E così da una parte i servizi segreti hanno raccolto ed occultato prove, intimidito testimoni ed ufologi; dall’altra hanno lasciato fuoriuscire in maniera mirata “rivelazioni” ed “ammissioni” per coprire esperimenti segreti (come lo Stealth, testato in Gran Bretagna e volutamente fatto passare per un UFO), per ottenere fondi per la Difesa (con la scusa della possibile “minaccia esterna”), per seminare confusione fra i credenti, alimentando e strumentalizzando culti ufologici con a capo pretesi “messia” che parlavano per bocca dei “fratelli dello spazio” (tutto ciò, al di là della reale consistenza del fenomeno UFO in sé). Quest’ultima tecnica, detta del discredito, venne utilizzata anche nel campo delle credenze sul paranormale. Nell’ambito dell’Operazione Oracolo un gruppo di agenti CIA schedarono superstizioni, credenze, fobie e nevrosi di molti personaggi del mondo politico internazionale. Secondo quanto ha dichiarato l’ex agente CIA Miles Copeland, lo scopo era quello di contattare poi i loro astrologi, costringendoli a fornire oroscopi manipolati dall’Agenzia. Oracolo fu attiva a partire dagli anni ‘50; vent’anni dopo i servizi segreti francesi dello Sdece fecero altrettanto tentando di corrompere Jean Viaud, famoso astrologo di Arcachon e redattore di “Horoscope”, consultato da molti leader del Terzo Mondo. Ma Viaud, immaginando che avrebbe rischiato la pelle, rifiutò.

Nel campo degli UFO la Sinarchia, secondo quanto dichiarato nel 1997 dall’ex ufficiale del Pentagono colonnello Philip Corso, condusse ricerche segrete per capire come volassero i dischi volanti, in che modo potessero essere trasformati in armi da guerra, con che tipo di energia avveniristica funzionassero. Le ricerche vennero dette di retroingegneria; gli americani avrebbero avuto un disco alieno ed avrebbero cercato di costruirne uno terrestre tentando di carpire la tecnologia aliena (ma invano).

L’interesse vero e proprio dei sinarchici per gli UFO cominciava non tanto il 24 giugno del 1947, data in cui un pilota americano ne vedeva nove nel cielo di Washington e, riportandone la notizia alla stampa, faceva nascere ufficialmente l’interesse per il fenomeno; ma il 3 o 4 luglio dello stresso anno quando, secondo la stampa locale, un disco volante si sarebbe schiantato nel deserto di Corona, vicino Roswell, Nuovo Messico. I servizi segreti americani avrebbero provveduto a recuperare ed occultare il velivolo (e presumibilmente i suoi quattro occupanti, tutti deceduti) e a fare sparire tutte le prove, arrivando persino a minacciare testimoni e giornalisti affinché non ne parlassero più. Oggi, a oltre mezzo secolo di distanza, su quell’episodio non è stata ancora fatta luce. Molti ufologi ritengono che a cadere fu veramente un velivolo spaziale; gli scettici ritengono si sia trattato invece di un’arma segreta americana (un pallone militare tarato per spiare l’attività atomica dei sovietici; questa tesi di comodo è stata ovviamente condivisa anche dall’Aeronautica USA); sia come sia, l’episodio portò alla nascita di una commissione supersegreta nota come Majetic 12, composta da esponenti delle Forze Armate, della scienza e della politica il cui compito, di fatto, era studiare questi ordigni. Lo provano, fra le altre cose, alcuni carteggi emersi alcuni anni fa, ed inviati anonimamente sotto forma di microfilm, al produttore televisivo americano Jaime Shandera. Le carte Majestic, la cui autenticità ha scatenato violenti dibattiti, riferivano di fatto dell’esistenza di un team ultrasegreto, un vero governo ombra dell’illegalità che radunava a sé persone inserite nei gangli vitali del Paese per tramare alle spalle della nazione, contro ogni legge ed ogni regola (basti pensare che in alcuni mandati persino ai presidenti USA venne tenuta nascosta l’esistenza di questo gruppo). In uno stralcio dei documenti erano indicati i nomi dei dodici “apostoli” che fecero parte della prima commissione segreta di studio, così riferendo: “TOP SECRET MAJIC – T52 – EXEMPT (E) – COPIA DI UNO. Operazione MJ-12 è una ricerca di sviluppo top secret/operazione di Intelligence. Unico diretto responsabile è il presidente degli Stati Uniti.

Le operazioni del progetto sono sotto il controllo del gruppo MJ-12 (Majic-12), stabilite tramite speciali ordini esecutivi classificati dal presidente Truman il 24 settembre 1947 sotto raccomandazione del dottor Vannevar Bush e del segretario James Forrestal. I membri del gruppo MJ-12 furono designati come segue: Amm. Roscoe H. Hillenkoetter, Dott. Vannevar Bush, Segr. James V. Forrestal, Gen. Nathan F.Twining, Gen Hoy S. Vandenberg, Dott. Detlev Bronk, Dott. Jerome Hunsaker, Sig. Sidney Souers, Sig. Gordon Gray, Dott. Donald Menzel, Gen. Robert M. Montague, Dott. Lloyd V. Berkner. La morte del segretario Forrestal il 22 maggio 1949 creò una lacuna che venne colmata il 1° agosto 1950, data in cui il generale Walter B. Smith fu nominato sostituto permanente”.

Ho valide ragioni per ritenere che ciò che nacque come un banale team di studio UFO divenne in seguito un vero e proprio governo ombra che, negli anni della Guerra Fredda, arrivò ad estendere la sua sinistra influenza in tutti i campi della vita pubblica dei contribuenti americani e, di fatto, sui Paesi della NATO, Italia compresa.

I primi a dare notizia dell’esistenza del governo ombra furono due giornalisti americani, David Wise e Thomas B. Ross, quest’ultimo giornalista del “Sun Times”, già assistente segretario per gli affari pubblici della Difesa dal ’77 all’ ’81, in un libro intitolato “Il governo invisibile”: “Nella libera America esistono due governi, uno visibile e l’altro invisibile. Il primo è conosciuto, ne parlano quotidianamente tutti i giornali e viene preso a modello democratico nei libri di scuola. Il secondo, invece, è più subdolo, è celato sotto la superficie del cosiddetto establishment. É un meccanismo segreto strettamente intrecciato al primo e si prefigge lo scopo di guidare gli affari politici ed economici del Paese e di dirigere, di fatto, la vita di oltre duecento milioni di americani. Il governo invisibile non è un organo formalmente costituito, ma è un raggruppamento eterogeneo che lega a sé i più disparati uffici e settori del governo visibile. Oltre alla ben nota CIA, asse portante del governo invisibile e principale serbatoio di uomini, si ricollegano ad esso altri nove organismi che fanno parte, taluni in misura minore, della Comunità delle Informazioni. Essi sono:

il National Security Council (NSC)

il Defense Intelligence Agency (DIA)

il National Security Agency (NSA)

il Servizio Informazioni dell’Esercito

Il Servizio Informazioni della Marina (ONI)

il Servizio Informazioni dell’Aviazione (ATIC e AFIS)

l’Ufficio Informazioni e Ricerche del Dipartimento di Stato

la Commissione per l’Energia Atomica (AEC)

il Federal Bureau of Investigation (FBI)”.

Collaborano con la CIA anche moderni enti di difesa, dal NORAD, incaricato di sorvegliare il passaggio di intrusi nel cielo, al NAVSPASUR, il sistema di sorveglianza spazio-navale per mezzo di satelliti, sino al Pentagono e alla NASA. Ma nel Governo Invisibile confluiscono anche molti enti pubblici e privati – persino aziende – apparentemente prive di qualsiasi legame.

“In tutti questi modi”, proseguivano i due reporter, “il governo segreto riesce a controllare l’intellighenzia americana e a indirizzare la vita del suo popolo quasi sempre, a delineare la politica estera statunitense con decisioni che appaiono prese in una determinata direzione e che, invece, vengono segretamente dirottate dal governo invisibile in quella opposta”. É la machiavellica ragion di stato. Diversi presidenti degli Stati Uniti furono succubi di questa logica statalista. Quando, negli anni ’80, l’aereo del pilota Eugene Husenfus venne abbattuto dalle forze nicaraguensi, rendendo evidente il coinvolgimento statunitense a sostegno della guerriglia antisandinista, Ronald Reagan, inquisito, si disse più volte all’oscuro delle manovre a favore di una o più forze ribelli nei Paesi del Terzo Mondo. Non stentiamo a credergli. Vera o falsa che fosse la posizione del presidente, essa servì a chiarire una volta di più la finalità del Governo Invisibile. Esso è difatti un’istituzione relativamente recente e ben lontana dai principi democratici dei padri fondatori della nazione americana. Più figlio, potremmo affermare, del maccartismo della seconda metà degli anni ’50, questo ente è nato a seguito della constatazione che gli Stati Uniti, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, erano diventati una superpotenza alla quale il comunismo sovietico aveva lanciato una sfida. L’URSS, specie dopo la caccia agli scienziati nazisti e la corsa allo spazio e agli armamenti, si rivelò una minaccia capace di insidiare l’egemonia planetaria dell’America. Questa minaccia, come la storia ci insegna, si è trasformata negli anni nella cosiddetta Guerra Fredda. Pertanto, per bloccare tale minaccia, vennero organizzate una vasta raccolta di informazioni e una sofisticata rete di spionaggio che, solo nel 1964, davano lavoro a ben duecentomila persone.

SPIONAGGIO E BASI SOTTERRANEE

L’informazione riveste un carattere importantissimo nel sistema difensivo CIA. Esiste un sistema centrale di raccolta informazioni e comunicazioni, gestito da branche di sicurezza che appartengono ad ogni Arma. Sui tetti della centrale della CIA a Langley, in Virginia, spuntano almeno 200 antenne di viario spessore e misura, sintonizzate sulle radio private sparse per tutto il globo. “Dove c’è un’anima viva, si trova anche un’emittente della CIA”, ha dichiarato la spia sovietica Adolf Abel. Tali antenne sono collegate ad una segretissima centrale radio, l’accesso alla quale è consentito solo a pochissimi funzionari. Colà per anni hanno lavorato tre strumentazioni spionistiche ai limiti del fantascientifico. Si chiamavano Minicard, Intellofax e Walnut. Minicard è un memorizzatore della Eastman Kodak che funziona elettronicamente e che incamera qualsiasi tipo di informazione; Intellofax è un dispositivo automatico a nastro fotoelettrico che, indipendentemente da qualsiasi condizione di luce o di tempo, immagazzina qualsiasi tipo di immagine e che in un centimetro di pellicola riesce a contenere sino a 100 soggetti; Walnut è un gigantesco calcolatore progettato dall’IBM appositamente per la CIA. Sebbene attualmente Walnut sia stato senz’altro sostituito dai più moderni computer, negli anni ’70 questa macchina funzionava egregiamente sia come calcolatore che come cervello elettronico, schedando ogni mese circa 350.000 informazioni di ogni tipo. A richiesta, era possibile sapere vita, morte e addirittura previsioni di sviluppi possibili, cioè il futuro, di singole persone, ditte, operazioni bancarie, titoli, compartecipazioni aziendali, prodotti e brevetti, crac finanziari. Ma soprattutto, Walnut conteneva migliaia di informazioni circa questioni militari, armamenti, nuovi congegni bellici, spostamenti di truppe, esercitazioni, uomini politici, partiti, personaggi pubblici. Il tutto venne coordinato dalla National Defense Agency, insieme con la DIA e con la Defense Communications Agency. Le varie branche raccoglievano dati informativi e materiale fotografico e fornivano comunicazioni per gli altissimi livelli mediante reti di trasmissione a carattere mondiale. I centri amministrativi di queste branche si trovavano nei comandi delle Forze Armate, mentre i gangli operativi, coordinati dai comandi congiunti, si celavano nelle sale operative terrestri aeree del Pentagono e della Casa Bianca. Compito speciale della NSA è tuttora “ascoltare tutto ciò che gli altri vorrebbero restasse segreto”, come ha dichiarato l’ex consulente del Dipartimento di Stato Luttwak. Secondo una statistica compilata nel 1983, ben 33.400 uomini lavoravano per i servizi di informazione nei reparti delle Armi (ASA) che fanno funzionare i centri d’ascolto della NSA. Altri 33.600 erano dislocati nelle comunicazioni sotto il controllo della DCA. Il totale complessivo di queste forze rappresentava il 3% di tutti i militari in servizio. Adesso questo sistema è stato superato da Echelon, un sistema di spionaggio satellitare con basi in America, Gran Bretagna, Australia, Canada e Nuova Zelanda, in grado di intercettare tutte le comunicazioni telefoniche, via mail, fax e cellulari.

Ed infine vi sono le basi segrete, quelle ufficialmente non conosciute nemmeno dal Congresso degli Stati Uniti. La più famosa di tutte, una volta che la stampa ne ha scoperto l’esistenza, è l’Area 51. Di essa sappiamo che la CIA prima e dei non meglio identificati servizi segreti ne sono entrati in possesso negli anni Cinquanta. Dell’Area 51 si cominciò a parlare con una certa frequenza dal marzo del ’94, dopo che la serissima rivista “Popular Science” aveva dedicato la copertina all’argomento, pubblicando le uniche foto esistenti della base, piratate da un satellite meteo americano e da uno sovietico. Si tratta di un immenso perimetro riservato a Nellis Air Force Range, nel Nevada, nella zona di Groom Lake, un luogo segreto chiamato Area 51 o Dreamland (la Terra dei Sogni), un poligono militare al di sopra della quale tutti i voli civili e militari sono rigorosamente proibiti. Nel 1955 questa zona veniva controllata dalla CIA ma negli anni ’70 passò nelle mani dell’USAF, l’Aviazione americana. In seguito, la zona scomparve persino da tutti i rilevamenti topografici destinati alle cartografie della regione. A Groom Lake venivano sperimentate “tecnologie belliche con laser esotici” contro i satelliti sovietici, meglio definite come “armi di origine straniera” (aliena, secondo gli ufologi, che ritengono che laggiù, in mezzo al deserto, siano custoditi anche cadaveri alieni e frammenti di dischi volanti). Nel 1984, durante l’amministrazione Reagan, i militari acquistarono novantamila acri di terreno attorno a Groom Lake per ragioni di sicurezza. Altri 4000 vennero recintati per impedire ai curiosi, perlopiù ufologi, di accamparsi sulle colline con cineprese e macchine fotografiche per riprendere gli strani ordigni che venivano testati a Dreamland (perlopiù aerei invisibili Stealth ed Aurora). Si dice che la base si estenda per diversi chilometri sotto terra, come l’Inferno di Dante, e che in ogni livello venga studiata una micidiale tecnologia, dagli UFO alle psicoarmi alle manipolazioni genetiche su umani e addirittura su presunti feti extraterrestri.

Il giornalista Tony Pelham è stato uno dei coraggiosi che ha osato sfidare il Governo Invisibile per andare a curiosare nei dintorni di Dreamland, solleticato dalle strane voci sull’Area 51 e sfidando i cartelli militari di divieto di accesso. “Il deserto laggiù”, ha dichiarato, “è pieno di truppe in uniforme mimetica, portano degli M16 e non hanno alcun cartellino di riconoscimento. Non sono dell’Aeronautica, non sono dell’esercito, non hanno alcun genere di distintivo. E c’è mancato davvero poco: stavano per arrestarmi, una o due volte. Ho trovato che questo fosse davvero insolito. Ho sentito le più strane teorie riguardo a questi uomini. Ma loro sfidavano me ed io sfidavo loro. Quando si avvicinavano e mi chiedevano: ‘Cosa stai facendo qui?’ io rispondevo: ‘Cosa state facendo voi qui, questo è territorio libero’. Stavo ronzando intorno ad una zona proibita. La mia opinione è che il governo nasconda qualche cosa che è molto più protetto dello Stealth o dell’U2, qualcosa di clandestino. Non so se ci sia una base sotterranea aliena, non so se siano UFO o extraterrestri, so solo che hanno un apparato di sicurezza molto maggiore di quello che si vede abitualmente attorno a qualsiasi tipo di installazione militare e non capisco perché le guardie in uniforme non abbiano alcun distintivo. Quando ho chiesto loro: ‘Siete dell’Aeronautica o dell’Esercito?’ non ho avuto risposta. Vi dicono solo di lasciare la zona. Alla fine mi hanno fermato e hanno chiamato il distretto di polizia della contea di Lincoln, in ben tre differenti occasioni. E ogni volta hanno riempito dei fogli su di me ed hanno intimato di non avvicinarmi più alla zona. L’ultima volta, con il pretesto che non avevo nulla da fare vicino ad una installazione militare. Io ho spiegato che non ero nemmeno ad un miglio dalla base, che mi trovavo su un territorio libero. Sei mesi dopo mi avvicinai al ranch Merlin a riprendere un blazer, uno dei loro furgoni fantasma. Non mi ero mai arrischiato troppo a ridosso della zona protetta, ma a volte ci sono andato vicino. Al mio ritorno ad Alamo lo sceriffo chiese di vedermi, riempì un’altra pila di documenti e, in modo molto formale, mi disse: ‘Mister Pelham, questa è l’ultima volta che l’avvisiamo. La prossima volta, e parlo a nome dei miei superiori, se lei ritorna su questa strada e si avvicina nuovamente alla base, lei va dritto in prigione!’. In un’occasione in particolare ho avuto una strana esperienza con delle luci che sembravano inizialmente essere lontane, ma che in pochi secondi furono sopra di me. E pensare che non mi sono mai recato lì con una macchina da ripresa, mai rivolto alla stampa o a investigatori per dire che avevo visto un UFO. Io non so cosa ho visto quella notte. Poco tempo dopo, mentre stavo tornando indietro, un blazer mi si avvicinò da una strada laterale, ne uscirono i militari in uniforme mimetica con i loro M16 e mi chiesero come mai stessi ritornando da un’installazione militare. Risposi che me ne stavo lì da solo, seduto nel deserto. Mi replicarono: ‘A fare cosa?’. ‘Sto guardando le luci’. E loro: ‘Quali strane luci, quali luci? Noi non vediamo nessuna luce’…”.

Area 51 in seguito è diventata popolarissima, dopo che ufologi e curiosi di tutto il mondo hanno iniziato ad appostarsi di nascosto, filmando e fotografando gli strani velivoli (o UFO?) che si sollevano dagli hangar sotterranei di Dreamland. Un ufologo, Glenn Campbell, si è addirittura accampato per anni con una roulotte ed ha scattato centinaia di foto e realizzato cartine del territorio, subito veicolate in Internet; il trucco di divulgare immediatamente le informazioni carpite pare sia servito a salvargli la pelle: ucciderlo, per la Sinarchia, avrebbe significato creare un martire, attirando maggiormente l’attenzione. Troupes di ufologi giapponesi, attrezzati di tutto punto con telecamere e macchine fotografiche professionalissime, sono arrivate dal Sol Levante ed anno strappato molti altri segreti a Dreamland (ma nonostante ciò, nulla si sa per certo di ciò che vi è custodito al suo interno); la base è diventata infine conosciutissima, al punto che si ritiene che oramai il Governo Invisibile l’abbia semiabbandonata; viene menzionata nel film “Indipendence Day” e nei telefilm “FX”, “Seven Days” ed “X-files” (episodio “Il prototipo); addirittura nei fumetti di Topolino e Scooby Doo e persino nel videogame “Duke Nuke 3 D” (vi è un livello ove il protagonista si trova in un hangar a Dreamland, dinanzi ad un disco volante). É stato persino realizzato un modellino giocattolo di uno dei dischi che vi sarebbero occultati, una guida di Dreamland (in vendita negli States) ed un lungo video (di tre ore, a cura del giornalista ed ufologo tedesco Michael Hesemann) che raccoglie i filmati “UFO” più curiosi. La stampa e gli ufologi scettici (come l’americano Jacques Vallée, che un tempo si rifiutava di ammetterne l’esistenza) hanno dovuto infine accettare il fatto che la base sia reale, sebbene il governo USA abbia continuato a negare e sebbene essa continui a non comparire in nessuna cartina; questa inversione di tendenza si è verificata principalmente da quando tre scienziati, Robert (Bob) Lazar, Bill Uhouse e Michael Wolf, hanno dichiarato di avervi lavorato all’interno, per conto del governo ombra. Inutile dire che i tre sopracitati personaggi hanno spaccato l’opinione pubblica; in molti li considerano solo dei millantatori (e fonti vicine alla base negando prevedibilmente di averli mai conosciuti); ma non è affatto provato che costoro mentano. Lazar e Wolf sono stati concordi nel dichiarare che a Dreamland vi siano rottami UFO, che il governo ombra tenta di far volare con tecniche di retroingegneria, ed addirittura corpi di alieni (uno dei quali forse vivo). Wolf è un curioso personaggio che sostiene di avere fatto parte addirittura del Majestic 12 (e certe sue conoscenze ai vertici sembrerebbero dimostrarlo) e che afferma che gli alieni, che per inciso sarebbero pacifici, hanno da tempo lunghi contatti con certi terrestri; Bob Lazar sostiene di essere un fisico che, nel 1989, sarebbe stato incaricato di condurre uno studio sul funzionamento degli UFO a Dreamland. Sospeso poi dall’incarico e quindi svincolato dal segreto, rendendosi conto che il governo ombra si stava preparando a farlo sparire, si è deciso a raccontare tutto ai media, e principalmente al giornalista ufologo George Knapp: “Ebbi un incontro del tutto casuale con il dottor Edward Teller, quando lavoravo al Laboratorio Nazionale di Los Alamos, nel Nuovo Messico. Dopo quel colloquio, mi raccomandò. Da anni era uno dei massimi dirigenti di un progetto nel deserto del Nuovo Messico. Era in un luogo chiamato S-4, vicino alla Base 51, dove hanno sede molti progetti governativi top secret. Edward Teller era il direttore del programma e credo che una persona raccomandata da lui fosse molto affidabile. Erano i primi mesi del 1989 e io mi stavo inserendo nel progetto in questione, anche se lentamente, dato che nel frattempo il governo stava svolgendo accurate indagini sul mio conto. Era qualcosa di diverso da tutto ciò per cui avevo lavorato fino ad allora. Da Los Alamos ebbi l’autorizzazione Q, un fatto abbastanza strano. Mi avevano detto, infatti, che c’erano ben trentotto livelli sopra quello Q. A quel tempo ci voleva un ordine esecutivo per le assunzioni, un ordine che fu firmato dal presidente Ronald Reagan. Sono stato nel programma solo per poco tempo, fino all’aprile 1989, mi sembra, poi le nostre strade si sono divise. É una lunga storia. All’inizio, durante i primi colloqui, non mi è mai stato detto specificatamente: ‘Ehi Bob, lavoreremo assieme sui dischi volanti, sugli scafi alieni recuperati da incidenti’, o cose del genere. La mia qualifica era di assistente a Senior Staff. Ufficialmente dovevamo lavorare sulle tecniche avanzate di propulsione. Naturalmente, quando iniziai a operare, lessi i rapporti e la documentazione e mi resi conto in cosa consistesse il progetto. Dovevamo studiare l’origine dei velivoli, la razza o la tipologia di alieni che pilotavano i dischi, quali erano il loro aspetto e la loro struttura fisica in base ai rapporti delle autopsie. Vedendo il materiale, compresi che non si trattava di un comune progetto di ricerca. Stavamo facendo un’operazione di ingegneria inversa (retroingegneria): avevamo il mezzo, lo scafo alieno, e dovevamo capirne il funzionamento. Avevamo il prodotto finito e dovevamo scoprire la tecnica di manifattura, quali leggi fisiche lo governassero. Fu chiaro, allora, su che cosa stavamo lavorando! L’aspetto più strano era che non era mai stata detta esplicitamente una sola parola sull’argomento. Vidi il velivolo, un grande disco, un tipico disco volante. Anche in quel frangente mi costrinsi a pensare: ‘Beh, questa ovviamente è una nuova creazione del governo, una sorta di oggetto volante sperimentale, forse un aereo da combattimento del futuro, il che spiega tutte le pazze voci che ci sono sui dischi volanti…E noi dobbiamo provare questo apparecchio’. Ma il momento davvero emozionante fu quando entrai nel disco e vidi l’interno del veicolo. Notai che l’equipaggiamento ed i posti di guida erano estremamente piccoli, costruiti per creature nane o per bambini. Naturalmente, questi ultimi non avevano il permesso di entrare nella base. Feci questa sciocca considerazione prima di capire effettivamente di cosa si trattava. Stiamo parlando di cose strane e di una tecnologia…che non dovrebbe esistere! Le ricerche da eseguire su velivolo erano state suddivise in modo minuzioso. C’era un gruppo che si occupava esclusivamente dell’equipaggiamento per la navigazione, un altro che si occupava della metallurgia ed un terzo che lavorava sulla propulsione e sul sistema di spinta del veicolo. Era quello il gruppo con il quale lavoravo. Così, in breve tempo, poiché quello era il nostro unico compito, riuscii a tirare fuori un buon numero di informazioni sul funzionamento del disco volante. Naturalmente, fu quasi impossibile verificare il mio impiego laggiù. A Los Alamos hanno negato che io vi abbia mai lavorato, così come fece Kirkmeyer, il sovrintendente degli impianti, il che è veramente interessante. In seguito, sono riuscito a scovare un’agenda telefonica del laboratorio con il mio nome sopra. Certo, c’erano dei colleghi che erano pronti a testimoniare che io avevo lavorato a Los Alamos, ma l’amministrazione del centro ha voluto mantenere tutto sotto silenzio, negando perfino che io abbia mai vissuto in città, pur essendo conosciuto da molte persone, colleghi, dirigenti e amici”.

L’AREA 51

Il 25 luglio 1990 Lazar ha dichiarato a George Knapp, nel corso del programma “UFO: the best evidence” in onda su “Klas” di Las Vegas: “Ho lavorato a Los Alamos, nei laboratori federali, come fisico, ed ero stato assunto come esperto di laboratorio per la base S-4, che è una base dell’US Navy. La base si trova a circa 10/15 miglia a sud di Groom Lake e a circa 125 miglia a nord di Las Vegas. Si trattava di un lavoro ad alto contenuto tecnico, qualcosa che mi avrebbe interessato molto. Il primo giorno che sono arrivato alla base ho avuto dei colloqui orientativi e mi è parso evidente che la tecnologia con cui avremmo lavorato (propulsione gravitazionale, ecc…) era qualcosa che la scienza convenzionale aveva appena iniziato a sfiorare. Quando ero alla base mi avevano esortato a non dire niente; possono arrivare a tutto, fino alle minacce di morte; il mio telefono è sotto controllo. Ho deciso di parlare perché stavano per farmi sparire.

Quando tentai di avere copia del mio certificato di nascita, venni a sapere che non esisteva più e che io non ero mai nato all’ospedale in cui nacqui. Questo mi fece riflettere seriamente su quello che stava succedendo. Così ho richiesto il curriculum dei lavori precedenti che avevo svolto e ho scoperto che anche tutto quello era sparito. Quindi ho preso la decisione di fare qualcosa prima che sparissi anch’io, come il mio passato. Anche a Los Alamos risultava che non mi avevano mai assunto, e dopo che sono apparso in televisione mi hanno fatto sapere che ‘mi sono vicini’. Sono preoccupato per la mia vita, questo è il motivo per cui ho detto tutto ai microfoni. È un modo per cautelarsi da eventuali sparizioni”.

“Circa la tecnologia che ho visto”, ha proseguito Lazar, “La prima esperienza fu con il reattore antimateria, un piatto di 18 pollici di diametro con una sfera sopra. All’interno della torre c’è una scaglia di un elemento denominato 115, recuperato dall’UFO, e che è un elemento molto pesante. Per il resto la macchina mi è sconosciuta. Il 115 nell’interno crea un campo gravitazionale ed espelle delle onde gravitazionali, che sono poi amplificate nella parte bassa dell’apparecchiatura. In generale, questa tecnologia ci è virtualmente sconosciuta. Essenzialmente il lavoro era di progettazione inversa. Avere cioè un prodotto finito da analizzare a rovescio per capire come fosse fatto. E se si poteva riprodurre con materiali terrestri. Con un generatore di antimateria si può trasformare la materia al 100% in energia, mentre la fissione nucleare ha come rendimento solo 8 decimi dell’uno per cento della trasformazione della materia in energia. Quando il 115 è all’interno la reazione comincia. Non ci sono automatismi o altro. Apparentemente il 115 bombardato con protoni rilascia particelle di antimateria che reagiscono con qualsiasi materia posta all’interno del reattore. Questo genera all’interno del calore. E all’interno del sistema c’è un generatore termoionico a rendimento 100% che trasforma il calore in energia elettrica. Il reattore ha due funzioni: produce una fonte di energia elettrica molto grande e, sulla sfera, produce le onde gravitazionali grazie all’impiego del 115 il cui funzionamento è oggi sconosciuto. Le onde vengono poi incanalate verso la parte bassa del generatore, dove ci sono tre amplificatori di gravità che le aumentano. Così crea un campo gravitazionale tutto suo. Con esso si ha la possibilità di fare qualsiasi cosa. La gravità distorce il tempo e lo spazio. Così facendo si può avere un diverso modo di viaggiare. Così, invece di viaggiare in maniera lineare da A a B, si distorce tempo e spazio e si porta a sé la destinazione senza muoversi. Questo accade distorcendo il tempo. Si tratta di una cosa lontanissima dai nostri concetti. Alla base del disco volante custodito a Dreamland ci sono tre generatori di gravità. Quando si vuole viaggiare verso un punto, il disco si mette di fianco ed i generatori producono un raggio gravitazionale che viene puntato sulla destinazione. Aumentando la potenza dei generatori, questi tirano lo spazio verso quel punto. Nel momento stesso in cui si rilascia lo spazio verso quel punto. E tutto questo avviene con la distorsione del tempo. Così il tempo non aumenta e la velocità è teoricamente infinita. Gli scienziati che lo usavano hanno creato un campo gravitazionale molto forte, in cui dei piccoli dischi neri si sono formati come conseguenza della deviazione della luce. Hanno fatto poi altri esperimenti, hanno acceso una candela e l’hanno messa in un campo gravitazionale che distorceva il tempo. La candela bruciava senza consumarsi. Ero stupito nel vedere queste cose, ma adesso ci rido sopra perché, sembrerà ridicolo, quella era veramente tecnologia aliena. Il 115 non era un elemento che potesse essere prodotto sulla Terra; è impossibile sintetizzarlo, come sintetizziamo elementi pesanti come il bismuto e il plutonio, che vengono messi in un acceleratore e vengono bombardati con protoni, immettendo così’ protoni nei loro atomi per incrementarne il numero atomico. Per creare il 115 ci vorrebbe una quantità infinita di potenza e tempo. Il 115 ha una grande capacità di produrre energia. Non so di altre proprietà. Messo comunque nel generatore antimateria ha una grande capacità di distruzione. Inimmaginabile, usato come arma. Un chilo di quella materia ha il potenziale di 47 testate all’idrogeno di 10 megatoni. Un chilo corrisponde, come dimensione, a due prugne… Da dove arrivi? Secondo me, il 115 può trovarsi alla periferia di una supernova, o attorno ad un sistema solare binario, dove c’era maggiore massa durante la formazione, dando così la possibilità di formazione di elementi pesanti”.

Lazar ha anche ammesso di avere visto, nella base, documenti riferiti all’esistenza di extraterrestri alti dai 3 ai 4 piedi, testa larga priva di capelli, occhi neri inclinati, braccia lunghe, magri. Vi sarebbero state anche fotografie di alieni e rapporti di autopsie. Se così è, il governo ombra dispone di informazioni veramente sconcertanti. Per saperne di più, l’ufologo e scienziato Jacques Vallée ha voluto incontrare Lazar. La sua valutazione è stata: “Francamente, sono rimasto affascinato da Robert Lazar. Non mi aspettavo la sua sincerità, la sua apparente dirittura ed il modo retto di riflettere seriamente sulle domande prima di rispondere. Questa qualità non è tipica della maggior parte degli adepti della New Age. Essi hanno molto spesso tutte le risposte pronte, prima anche che le domande siano poste! Quando parlano di fisica, gli ufologi americani utilizzano sovente dei termini impropri, confondendo massa e peso, velocità e accelerazione. Molti di loro non distinguono la galassia dal sistema solare, la velocità della luce da quella del suono. Non era il caso di Lazar. Il suo vocabolario tecnico era preciso e questo dettaglio rendeva la storia ancora più strana. Possedeva due diplomi di fisica, mi ha detto, e aveva lavorato a Caltech. Era specializzato nella costruzione di rivelatori di particelle alfa, che vendeva ancora al Laboratorio Nazionale di Los Alamos. L’incontro ebbe luogo nei locali della EG&G, una sezione del Ministero della Difesa. Cosa questa che non implica, sottolineò Lazar, che questa impresa partecipi al progetto… Lazar dava prova di una conoscenza della fisica atomica non facilmente accessibile per un profano…”.

Lazar sosteneva anche che a Dreamland esistessero delle tecniche ipnotiche e delle sostanze in grado di cancellare determinati ricordi alle persone; questo dato, apparentemente incredibile (in quanto ufficialmente non esiste alcuna tecnica di lavaggio del cervello selettiva, capace cioè di cancellare solo una determinata porzione di ricordi), è stato storicamente confermato; nel 1982 un aereo jaguar inglese in avaria è atterrato a Dreamland, nonostante i divieti; il pilota, immediatamente catturato, è stato riconsegnato agli inglesi solo una settimana dopo; l’aspetto curioso è che della sua permanenza a Dreamland non ricordava assolutamente nulla; il ricordo selettivo di quei sette giorni gli era stato rimosso.

Negli anni ’80 l’Area 51 è passata sotto la responsabilità dell’amministrazione Reagan, una delle più guerrafondaie ed ossessionate dagli attacchi esterni, fossero essi russi e perfino extraterrestri (sono rimaste storiche diverse sparate del presidente Reagan in cui si diceva che tutte le differenze politiche planetarie sarebbero state abbattute se fossimo stati invasi da una forza aliena). Reagan, emblematica espressione del governo ombra, ha lavorato moltissimo per la militarizzazione degli Stati Uniti: è stato coinvolto nello scandalo della vendita delle armi a Paesi del Terzo Mondo, ha dato un notevole impulso agli studi segreti sugli UFO e sul paranormale, ha finanziato la creazione di uno scudo spaziale difensivo, sebbene, in politica estera, si sia adoperato per la riduzione degli armamenti nucleari. Durante il suo mandato si è anche scoperto che diversi esponenti delle Forze Armate avevano aderito a sette sataniche. Il messaggio che filtrava da tutto ciò è che la Sinarchia reaganiana, che stava vivendo il momento di maggiore crisi con i russi ed i libici, stesse cercando in tutti i mondi di armarsi e fortificarsi con ogni mezzo, contro tutto e contro tutti.

Per la creazione dello Scudo Stellare (SDI) Reagan coinvolse, nel giugno 1986, quattro laboratori ai quali vennero forniti ingenti fondi. Non a caso i laboratori erano quelli di Livermore, Lincoln del MIT, Los Alamos e Sandia, centri nevralgici del Governo Invisibile CIA, addirittura spesso al centro di avvistamenti UFO o di voci sulla presunta presenza di dischi recuperati e custoditi in camere segrete. Al progetto Scudo Stellare hanno collaborato anche sedici industrie americane; tra le più note, la Lockheed, Boeing, McDonnell Douglas, General Electric, Rockwell. Maggiore azionista (con l’8%) la General Motors, sospettata dai giornali di mantenere legami segreti con la CIA, probabilmente in virtù del fatto che uno dei suoi principali azionisti, Charles E. Wilson, ricoprì la carica di ministro per la Difesa sotto Eisenhower.

Con Clinton lo SDI, ufficialmente abbandonato all’epoca della pacificazione tra Reagan e Gorbachov, è tornato in funzione. I maligni dicono che esso servirebbe non tanto contro un attacco comunista o islamico, ma contro un’invasione extraterrestre nello stile del film “Indipendence Day”. É chiaro che la visione coloniale ed aggressiva del mondo statunitense (che ha invaso territori non suoi sterminando i precedenti abitatori) si riflette nella loro visione dell’universo.

IL DOMINIO DEL MONDO

Tutte le tecniche, le armi e le sezioni segrete del governo ombra (siano esse di studio sugli UFO o di utilizzo di sette sataniche o di psicospie) sono finalizzate al controllo del pianeta.

E di ciò esistono delle prove schiaccianti. Si trovano nel libro “CIA, culto e mistica del servizio segreto” di Victor Marchetti, già braccio destro (assistente esecutivo) del vicedirettore della CIA., che scrive: “Nel 1971 a Cambridge, Massachussetts, nel quadro di una manifestazione contro la guerra, un gruppo di studenti radicali occupò l’edificio che ospita il Centro per gli Affari Internazionali dell’Università di Harvard. Tra i documenti su cui misero le mani c’erano i verbali riservati della riunione dell’8 gennaio 1968 alla Pratt House. Questi verbali non erano però integrali: il professor William Harris, estensore e relatore della riunione ammise in privato, un anno dopo, che una parte dei verbali era stata parzialmente ritoccata per eliminare del materiale particolarmente scottante. Ma anche nella stesura riveduta e corretta il documento trafugato resta pur sempre la descrizione più esauriente della strategia e delle tattiche della CIA nel campo delle operazioni camuffate, di cui il mondo esterno sia mai venuto a conoscenza. Eppure, salvo qualche articolo apparso sui giornali nel 1971, il Documento Bissell è passato quasi completamente inosservato alla stampa americana. Nella sua relazione davanti al CFR.

Richard Bissell, capo dei servizi clandestini della CIA, elencò otto tipi di attività camuffata; sono gli otto modi diversi con cui la CIA interferisce negli affari interni di altri Paesi: ‘consulenza politica; sussidi a persone singole; sovvenzioni ed assistenza tecnica a partiti politici; sovvenzioni ad organizzazioni private, compresi sindacati, aziende, cooperative; propaganda camuffata; addestramento privato di singole persone e scambi cosiddetti culturali; operazioni economiche; operazioni paramilitari o politiche per rovesciare o sostenere un regime (come i piani per la Baia dei Porci e per il Laos). Queste operazioni possono essere classificate in vari modi: secondo il grado ed il tipo di segretezza richiesto dalla maggiore o minore legalità, e, se vogliamo, a seconda che abbiano carattere favorevole o ostile’”.

“Bissell”, proseguiva Marchetti, “era stato inoltre tra i primi a dare impulso alla costruzione di satelliti spaziali con obiettivi di spionaggio; la CIA ebbe inoltre un peso predominante nella elaborazione dei programmi di esplorazione spaziale negli anni a cavallo del 1960 e anche dopo che l’Aviazione ha assunto il controllo di quasi tutti gli aspetti operativi dei programmi riguardanti la messa in orbita di nuovi satelliti, la CIA mantiene una posizione preminente nel settore ricerca e sviluppo…”.

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Il Protocollo di Kyoto aprile 30, 2008

Posted by 2012sos in Autorità, Scienza, Teorie.
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Il Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici è un accordo internazionale che stabilisce precisi obiettivi per i tagli delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra, del riscaldamento del pianeta, da parte dei Paesi industrializzati.
E’ l’unico accordo internazionale che sancisce una limitazione delle emissioni ritenute responsabili dell’effetto serra, degli stravolgimenti climatici, del surriscaldamento globale.

Si fonda sul trattato United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc), firmato a Rio de Janeiro nel 1992 durante lo storico Summit sulla Terra. Per attuare il trattato, nel 1997, durante la Conferenza di Kyoto, in Giappone, è stato studiato un “protocollo” che stabilisce tempi e procedure per realizzare gli obiettivi del trattato sul cambiamento climatico: il Protocollo di Kyoto.

Punti chiave:

• Per i Paesi più industrializzati (quelli inseriti nel c.d. Allegato I) l’obbligo è ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 5% rispetto ai livelli del 1990, nel periodo di adempimento che va dal 2008 al 2012.

• Gli stessi Paesi devono predisporre progetti di protezione di boschi, foreste, terreni agricoli che assorbono anidride carbonica, (perciò sono detti ”carbon sinks’, cioè immagazzinatori di CO2). Inoltre possono guadagnare ‘carbon credit’ aiutando i Paesi in via di sviluppo ad evitare emissioni inquinanti, esportando tecnologie pulite. Ogni paese dell’Allegato I, inoltre, dovrà realizzare un sistema nazionale per la stima delle emissioni gassose. E dovrà essere creato un sistema globale per compensarle.

• I Paesi firmatari andranno incontro a sanzioni se mancheranno di raggiungere gli obiettivi. Più flessibili le regole per i Paesi in via di sviluppo.

Perché il Protocollo diventi obbligatorio a livello internazionale deve essere ratificato da almeno 55 Paesi. Questo sta avvenendo ora: il parlamento russo a novembre ’04 ha tradotto in legge quanto deciso (il 30 settembre ’04) dal governo di Vladimir Putin. Il protocollo entra in vigore dopo 90 giorni: febbraio 2005.

Nel 2001 gli USA si sono ritirati dal tavolo dell’accordo, dicendo che avrebbe danneggiato l’economia USA e avrebbe ingiustamente favorito i Paesi in via di sviluppo (gli USA riversano in atmosfera il 33,6% delle emissioni di gas serra mondiali). L’Australia sta confermanod il rifiuto ad aderire, la Cina se ne disinteressa.

Ecco i gas serra le cui emissioni dovranno essere limitate: – Anidiride carbonica (Biossido di carbonio – CO2) – Metano (CH4) – Ossido di azoto (N2O) – Idrofluorocarburi (HFC) – Perfluorocarburi (PFC) – Esafluoro di zolfo (SF6) Mos. Il mondo scientifico parla di tutti questi gas in termini di “CO2 equivalenti” con riferimento alle loro capacità climalteranti, e questo criterio è adottato anche dal progetto Impatto Zero di LifeGate.

Stefano Carnazzi

www.lifegate.it

La prossima guerra nucleare aprile 21, 2008

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Angelo Baracca

Il rischio di un conflitto nucleare è oggi più concreto che durante la Guerra Fredda: Washington realizza testate nucleari più perfezionate e si prepara per un “attacco preventivo”

Se la fine della Guerra Fredda aveva aperto la speranza che si avviasse un processo di disarmo nucleare e di allentamento delle tensioni mondiali, oggi ci troviamo in una situazione in cui il rischio di un ricorso effettivo alle armi nucleari e di distruzione di massa è più concreto che mai: e non proviene certo dall’Iraq!. Vi è stata effettivamente una consistente riduzione numerica degli arsenali nucleari strategici russo ed americano, e recentemente è stato celebrato dai media l’accordo tra Bush Jr. e Putin per portare a 2200 per parte il numero di queste testate. In realtà si è trattato di un grande bluff (basti pensare che le testate rimosse non verranno distrutte: il totale delle testate americane sarà di 4.600): Washington sta rinnovando completamente il proprio arsenale con testate più micidiali di nuova generazione, e negli ultimi anni molti proponevano di ridurre le testate a non più di 1500 per parte; mentre Mosca sa bene che nei prossimi anni difficilmente potrà mantenere più di un migliaio di testate efficienti.

La Nuclear Posture Review trapelata a gennaio, e la Defence Planning Guidance prevedono un “attacco preventivo (1), naturalmente contro i paesi dell'”asse del male”, accusati di detenere armi di distruzioni di massa (eventualmente “targate” americane! (2)): non si esclude che esso potrebbe scattare già contro l’Iraq. Vi sono preparativi inequivocabili, come l’annunciata unificazione dei Comandi Spaziale (SpaceCom), responsabile delle operazioni militari nello spazio e nella rete informatica, e il Comando Strategico (StratCom), responsabile delle forze nucleari (3). L’eventualità del ricorso a un attacco nucleare si affianca al dispiegamento dello scudo antimissili, il cui effetto sarà quello di alimentare la corsa agli armamenti nucleari e l’eventuale ricorso ad attentati terroristici, per i quali lo scudo è assolutamente inutile; e a cui potrebbero affiancarsi nel futuro piattaforme spaziali orbitanti dotate di armi nucleari e capaci di colpire qualsiasi paese nemico in pochi minuti.

Mosca ha abbandonato la dottrina del no first use, e la Nuova Dottrina Militare adottata un paio di anni fa prevede esplicitamente la possibilità di una risposta nucleare ad un attacco anche convenzionale in situazioni critiche per la sicurezza nazionale. Pechino sta realizzando un potenziamento del proprio arsenale nucleare e missilistico (già qualche anno fa dichiarò di essere in grado di costruire la bomba al neutrone). Per non parlare poi di India e Pakistan, costantemente sull’orlo di un conflitto che potrebbe diventare nucleare. Secondo il saggio citato in nota 1 e documenti ufficiali dell’ONU, sarebbero più di 40 i paesi che di fatto dispongono di capacità nucleare.

Siamo seduti su una polveriera nucleare e sembra che siamo destinati a rimpiangere l'”equilibrio del terrore” di infausta memoria!
Armi nucleari nuove

Gli Stati Uniti hanno lanciato la più massiccia corsa agli armamenti della loro storia: impressiona non solo la cifra da capogiro del bilancio militare, ma anche la sua vertiginosa progressione, dai 250 mld $ (miliardi di dollari) del 1999, agli attuali 379 mld $ (il 40 % della spesa militare di tutto il pianeta, più della spesa combinata delle 14 successive potenze militari; poco meno del Pil dell’India, quasi metà del Pil del Brasile, quasi un terzo del Pil dell’Italia!).Per il 2003 il Pentagono chiede un aumento di ben 45 mld $! Questo scatena un aumento generalizzato delle spese militari in tutti i paesi.

In questo astronomico bilancio aumentano le spese per nuove armi. In particolare Washington sta compiendo uno sforzo senza precedenti per realizzare testate nucleari di nuova concezione. Gli ultimi e contestati test nucleari eseguiti nel 1995 da Chirac furono fatti anche per conto degli Stati Uniti (4) (con cui Parigi aveva stipulato un accordo riservato di scambio dei dati) per sperimentare una carica a potenza variabile. Un mega-progetto per effettuare test nucleari virtuali, con l’uso dei più veloci super-computer, prevede un costo totale di 67 mld $ in 15 anni (quasi il triplo del Progetto Manhattan o del Progetto Apollo!): la spesa annua di 4,5 mld $ per le armi nucleari supera la spesa annua media di 3,7 mld $ degli anni della Guerra Fredda (5). Un laboratorio governativo ha rivelato i particolari del più potente super-computer del mondo, lo “ASCI White” (6), realizzato dall’IBM, che pesa come 17 grossi elefanti, assorbe per il raffreddamento quanto 765 abitazioni, ed esegue in un secondo 12,3 trilioni di operazioni, che ad un computer richiedono 10 milioni di anni: la simulazione di un’esplosione nucleare, prevista per il 2005, richiede l’esecuzione di 100 trilioni di operazioni al secondo. Un secondo progetto prevede la realizzazione nel 2003 della National Ignition Facility, in cui 192 laser dovrebbero simulare il calore generato da un’esplosione termonucleare: il progetto rischia di subire ritardi e quasi certamente sfonderà il costo previsto di 1,2 miliardi di dollari.

La proposta lanciata in marzo da Bush di realizzare una nuova generazione di testate nucleari di piccola potenza (low yeld), capaci di penetrare profondamente nel terreno (300 metri di granito) prima di esplodere, per distruggere bersagli rinforzati profondi non è affatto nuova: essa cominciò a circolare ufficialmente un paio di anni fa (7); e già tre anni fa circolava in Russia la proposta di realizzare una nuova generazione di mini-nukes (0,4 kilotoni) da utilizzare sul campo di battaglia. Anche la Gran Bretagna progetta un impianto da più di 2 mld di £ (3 mld $) per realizzare nuove mini-testate tattiche da utilizzare preventivamente contro stati non-nucleari o gruppi terroristici (8): è possibile che il progetto sia collegato a quelli di Washington. Questi progetti tendono a cancellare la distinzione tra armi nucleari e convenzionali, a legittimare l’uso di armi nucleari in un conflitto convenzionale, o ad abbassare la soglia di un conflitto nucleare. C’è da chiedersi con quale faccia tosta si presenteranno le potenze nucleari al rinnovo del Tnp nel 2005!
Ripresa dei test nucleari?

Intanto negli USA, soprattutto con la nuova amministrazione Bush, sembra consolidarsi l’opinione di non ratificare mai il CTBT (Comprehensive Test Ban Treaty) e di lasciare anzi aperta la porta ad un’eventuale ripresa dei test nucleari. Da anni vengono eseguiti test nucleari sotterranei sub-critici con plutonio in Nevada, a Los Alamos ed al Livermore Laboratory, mentre il programma segreto Appaloosa prevede simulazioni a scala naturale di esplosioni nucleari in superficie usando plutonio 242 come surrogato del plutonio militare. Ma si moltiplicano le pressioni per una ripresa dei test nucleari effettivi, in particolare per sviluppare le nuove testate “low-yield”. Il Vice Segretario alla Difesa, Wolfowitz, ha richiamato la possibilità di circostanze “in cui si dovrebbero contemplare” test nucleari (9); l’amministrazione Bush ha chiesto agli scienziati che studiano testate nucleari di esaminare la possibilità che le esplosioni nucleari sotto il deserto del Nevada possano riprendere rapidamente qualora il governo decida di porre fine alla moratoria di nove anni dei test (10). L’amministrazione Bush ha anche ridotto i finanziamenti per i programmi di nonproliferazione, compresi gli aiuti alla Russia per arrestare la diffusione di armi di distruzione di massa.

In Russia molti scienziati sono frustrati dal bando dei test nucleari, che viene rispettato mentre Washington boccia la ratifica del CTBT e ammoderna il proprio arsenale. Anche Mosca esegue test nucleari sub-critici a Novaya Zemlya (11) (e la CIA ha fatto sapere di non essere in grado di monitorare eventuali test russi di bassa intensità con la precisione sufficiente a garantire il rispetto del CTBT (12), aggiungendo così un ulteriore argomento agli oppositori della ratifica). Anche la Cina esegue test nucleari sub-critici: dietro l’incidente dell’aprile 2001 della collisione dell’aereo spia americano EP-3E con un intercettore cinese vi era il controllo che Pechino stesse preparando un test nucleare nel poligono di Lop Nur (13); alcuni anni fa la Cina acquistò dalla Russia i dispositivi di contenimento che si utilizzano per mascherare gli effetti sismici di un’esplosione nucleare.

Un ulteriore fattore di tensione e di pericolo è costituito dal fatto che Washington continua a mantenere più di 2000 testate strategiche costantemente in stato di allerta (perpetuando l’atteggiamento della Guerra Fredda del Launch on Warning), puntate sui bersagli “nemici” (14) (quasi 500 testate sono puntate sulla sola area di Mosca). Questo crea una tensione permanente ed aumenta il rischio di lancio per errore (nel 1995 Mosca scambiò un razzo sperimentale lanciato dalla Norvegia per un missile balistico strategico: la ritorsione venne fermata all’ultimo momento, quando già si stava ricorrendo alla “valigetta” di Eltsin!). Il problema più grave è che non solo l’arsenale strategico, ma anche il sistema d’allarme russo – radar e satelliti – è decrepito: dei 43 satelliti militari alcuni non rispondono più, altri sono al termine della loro vita operativa e non sono affidabili, rendendo l’intero sistema “cieco” per una parte del giorno. Il pericolo della Russia viene paradossalmente più dalla sua debolezza che dalla sua forza!
Scudo antimissili e proliferazione

La realizzazione dello scudo antimissili avrà gravi conseguenze destabilizzanti. I media nostrani hanno parlato solo della NMD (National Missile Defense), ma l’amministrazione Bush lavora per una difesa a strati (layered defense) consistente in molti tipi complementari di difese antimissili, in modo da attaccare un missile in molti modi diversi (15). I militari americani lavorano su non meno di 20 programmi, e la NMD è solo uno degli otto programmi principali che si stanno sperimentando, con una previsione di costi di oltre 115 mld $ (probabilmente sottostimata) (16).

Questa difesa scatenerà ulteriormente la corsa agli armamenti. Qualsiasi sistema antimissili ha infatti un’efficacia limitata (17) e può venire contrastato validamente da una serie di contromisure: la migliore contromisura a questo sistema consiste quindi nel saturarlo, aumentando il numero di missili di un attacco nucleare.

Il nuovo missile balistico russo Topol-M (SS-27) sembra avere capacità di manovra nella fase di rientro dell’atmosfera, in modo da aggirare la difesa antimissili (18): per ora Mosca ne dispiega 10 all’anno, ma potrebbe accelerare la produzione. All’uscita di Washington dal trattato ABM Mosca ha dichiarato di non riconoscere più i trattati START: la sua scelta più efficace potrebbe allora essere di montare sui nuovi missili testate multiple (MIRV), vietate dal trattato. Senza contare che non sembrano previste finora, anche se si stanno sperimentando, difese contro i missili cruise, che pure Mosca sta perfezionando: l’anno scorso ha condotto un test di un nuovo missile balistico intercontinentale (SS-25) a tre stadi più un veicolo post-boost contenente la testata, costituito da un missile da crociera ad alta velocità che vola nell’atmosfera, per superare le difese antimissile (19). Intanto Mosca pianifica di estendere l’operatività dei vecchi missili intercontinentali SS-19, che possono essere dotati di 6 testate nucleari.

Uno degli aspetti delicati del potenziale nucleare russo è costituito dalle testate tattiche, che ovviamente non rientrano nei trattati START, e gli analisti valutano tra 4.000 e 10.000 (il loro stato di custodia sembra lasci a desiderare): stante la difficoltà di reperire i fondi per nuove testate, vi è stata la proposta di mantenere queste testate operative come componente del deterrente nucleare (l’esercito russo ha condotto esercitazioni simulando l’uso di testate tattiche). Su questo aspetto la posizione di Washington non è chiara, dato che essi mantengono in Europa bombe a caduta che rimangono uno dei pilastri dei legami atlantici (20).
Armi di distruzione di massa “a go go”

Ma il rischio nucleare si estende oggi a tutte le armi di distruzione di massa. Il caso più allarmante è costituito dalle armi batteriologiche: tecniche ormai standard (funzionali agli interessi delle multinazionali dell’alimentazione che cercano di monopolizzare il mercato mondiale con gli organismi geneticamente modificati) consentono anche ad un gruppo terroristico in un laboratorio relativamente modesto di modificare il codice genetico di un microrganismo normalmente ospite del corpo umano o di piante agricole, in modo che esso produca tossine letali (gli USA hanno portato ripetuti attacchi con aggressivi chimici a Cuba, danneggiando l’agricoltura e l’allevamento).

La Convenzione sulle Armi Chimiche fu firmata nel 1997 e ratificata da 120 paesi, ma gli USA sono in stato di violazione, non avendo emanato la legislazione applicativa e il regolamento per le ispezioni delle industrie chimiche: di conseguenza anche la Germania e il Giappone stanno ostacolando le verifiche. Difficilmente sarà rispettata la data del 2012 stabilita per l’eliminazione delle armi chimiche: gli USA hanno distrutto un quarto (7.000 tonnellate) del loro arsenale, mentre la Russia avrebbe bisogno di ben 5 mld $ per distruggere il suo arsenale (21) (40.000 tonnellate). Sembra probabile che gli USA abbiano fatto uso almeno di aggressivi allucinogeni nella Guerra del Golfo (22). Nell’aprile scorso poi l’amministrazione Bush ha brutalmente preteso il licenziamento del diplomatico brasiliano Bustani da Direttore Generale dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, per le sue iniziative non concordate con Washington, tra le quali i suoi sforzi per persuadere l’Iraq ad aderire all’organizzazione: il 26 luglio è avvenuta la nomina del diplomatico argentino Pfirter.

Ancora più grave la situazione per la Convenzione sulle Armi Biologiche del 1972: sebbene sia stata ratificata da 143 stati (comprese tutte le principali potenze militari), non contiene nessun meccanismo per le verifiche. L’anno scorso Washington, con la solita arroganza, ha bocciato l’accordo faticosamente raggiunto a Ginevra per un protocollo per le ispezioni, poiché “metterebbe a rischio la sicurezza nazionale e informazioni confidenziali”, cioè gli affari delle industrie biotecnologiche (23). Recentemente è stata rivelata l’esistenza nel deserto del Nevada di un laboratorio in cui – in violazione della Convenzione del 1972 – si producono agenti biologici letali, usando l’ingegneria genetica, sotto il pretesto di effettuare simulazioni per ridurne la minaccia: di fatto si tratta di un programma segreto di ricerca sulle armi biologiche (24). Del resto la vicenda delle lettere all’antrace porta ad una pista americana!

Ma il problema degli strumenti di distruzione di massa diviene sempre più complesso, perché i nuovo metodi di guerra configurano nuove tipologie, come dimostrano i bombardamenti degli impianti chimici di Pancevo e di Novi Sad nella guerra dei Balcani. Per non parlare dell’Uranio Impoverito, mentre le bombe a grappolo hanno provocato dopo la sospensione dei bombardamenti un numero consistente di vittime.
Armi convenzionali ad alta tecnologia basate nello spazio

A complicare ulteriormente questo scenario interviene il ruolo crescente e l’effetto sempre più destabilizzante che assumono le armi convenzionali ad alta tecnologia e precisione, che gli USA sviluppano freneticamente. Gli altri paesi si sentono tagliati fuori dalla competizione in questo campo e vedono aumentare temibilmente la supremazia incontrastata degli USA (25).

Queste preoccupazioni sono ingigantite da un altro aspetto della paranoia americana: gli USA pensano infatti che la loro supremazia nello spazio stia declinando e che questo metta a rischio la propria sicurezza. Le proposte strategiche per il futuro (Joint Vision 2010, Spacecom 2020) vagheggiano di riconquistare l’egemonia nello spazio, a loro dire compromessa, con un “dominio a tutto campo” del campo di battaglia, basato su un sistema digitale composto di satelliti di spionaggio, allarme e comando-controllo, difese missilistiche ed armi basate nello spazio, in modo da poter colpire qualsiasi punto del pianeta in pochi minuti (contro i 20¸30 impiegati dai missili balistici). Washington sta studiando un “bombardiere spaziale”, cioè un “veicolo sub-orbitale” lanciato da un aereo, a velocità 15 volte superiore a quella degli attuali bombardieri, capace di distruggere da un’altezza di 60 miglia bersagli dall’altra parte del pianeta in 30 minuti (26): si tratterebbe di una ulteriore escalation, un nuovo genere di guerra stratosferica! Nei prossimi conflitti è previsto l’uso massiccio di arerei e altri veicoli senza pilota (unmanned), sperimentati con successo nei Balcani.

Questa paranoia alimenta una spirale inarrestabile. Le nuove armi convenzionali compromettono qualsiasi stabilità strategica: la sola scelta che rimane agli altri paesi è cercare di riequilibrare la situazione puntando su armi di distruzione di massa a tecnologia meno avanzata, potenziando il deterrente nucleare, prevedendo la possibilità del ricorso a qualsiasi mezzo militare, dalle armi chimiche e batteriologiche, alla guerra ecologica, alla guerriglia e al terrorismo.

“Cyber-War”, la nuova frontiera

Ma gli scenari agghiaccianti della guerra tecnologica non finiscono qui. Durante la guerra nei Balcani “gli Stati Uniti, nel massimo segreto, innescarono una super-arma che catapultò il paese in un’era militare che potrebbe alterare per sempre i metodi di guerra. In segreto, le forze americane lanciarono un’offensiva di cyber-combat” (27), disturbando la rete di comando-controllo dell’esercito jugoslavo, azzerando i computer della difesa aerea integrata, inserendo messaggi ingannevoli, forse disturbando anche la rete telefonica, per indurre i comandi jugoslavi a comunicare mediante telefoni cellulari, che possono essere facilmente intercettati. Secondo gli esperti si possono inserire dati falsi nei computer nemici, cancellarne la memoria, inserire virus, perfino modificare gli stessi sistemi d’arma del nemico (ad esempio, riprogrammare un missile cruise nemico in modo che esso inverta la traiettoria e ritorni sulla nave o l’aereo che lo ha lanciato), o riprodurre la voce di un presidente o comandante comunicando comandi suicidi alle truppe. È stata diffusa la notizia di un’invenzione britannica che utilizzerebbe le antenne esistenti dei telefoni mobili per individuare gli aerei stealth, invisibili ai radar! (28) Si fa sempre meno chiara la demarcazione tra obiettivi militari e non militari: sono molto sottili i limiti legali ed etici, anche a causa delle evidenti minacce alla popolazione civile.

Si pensa che attualmente 23 paesi possiedano capacità in questo campo (tra questi India, Siria ed Iran). Nel gennaio 1999 fu identificato un attacco del governo indonesiano al provider del servizio Internet irlandese, che ospitava un sito che chiedeva l’indipendenza di Timor Est. Tra gennaio e marzo hackers russi colpirono la rete informatica del Pentagono, apparentemente alla ricerca di codici navali e dati di guida dei missili. Vi è poi stato un attacco della Cina su una rete di siti web di Washington, che furono messi fuori servizio tre volte. È molto difficile naturalmente distinguere attacchi di hackers isolati da quelli di paesi nemici: nel corso del 2000 ben 413 intrusi sono entrati nelle reti militari.

Il Pentagono – che chiama questo settore information warfare (IW) – ha creato un nuovo centro militare nella base aerea di Peterson, Colorado Springs, sotto il già citato Air Force Space Command, per gestire le forze di cyberwarfare, un Battaglione Spaziale, un Mobile Technology Team, un Laboratorio di Difesa Spaziale, col compito di coordinare sia la difesa della rete informatica militare da minacce esterne, sia le azioni offensive: si stanno studiando infatti anche “computer weapons” offensivi. (29) Gli USA hanno allo studio addirittura metodi per modificare le condizioni atmosferiche per fini bellici: altro che ratifica del Protocollo di Kyoto!
www.juragentium.unifi.it

Area 51 aprile 13, 2008

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L’Area51 è una sezione del poligono nucleare ed aeronautico di Nellis, una vasta zona militare che inizia circa 150 km a nord-nord-ovest della città di Las Vegas, nella parte centromeridionale del Nevada. Più esattamente, Area 51 è posta ai margini del lago prosciugato di Groom Lake, ed è nota a chi vi lavora con altri appellativi e nomi, quali Dreamland “terra dei sogni”, che è – o sarebbe stato – il codice di chiamata radio della base di Nellis; Watertown “città d’acqua” ;Skunkworks Officine Sporche o anche The Ranch “La Fattoria”. Una pista di decollo lunga circa 4500 m attraversa il Groom Lake. Nell’ambito del grande complesso di Nellis, nell’aeroporto di Tonopah, all’angolo nord-occidentale del poligono, sono dislocati due squadroni del 37° Stormo Tattico deII’USAF, dotati di sofisticatissimi cacciabombardieri F-117A Nighthawk ,i quali hanno la capacita di essere “invisibili” ai radar.

Il complesso di Nellis, le cui multiformi attività cominciarono nel 1954, avrebbe visto solo in un secondo tempo la costruzione di Area 51, una serie di installazioni in larga parte sotterranee, che sarebbero state gestite dalla CIA fino al 1972, quando passarono all’Air Force Systems Command. Fu qui che furono sviluppati i ricognitori strategici U-2 e SR-71 Blackbird, e dove oggi si lavorerebbe al famigerato ricognitore ipersonico “Aurora”, le cui incredibili caratteristiche di volo (velocità fino a Mach 8) e la sua forma piatta e triangolare sono state oggetto di dicerie anche in ambito ufologico.

L’ingresso principale verso Area 51 è segnato da una strada sterrata che si stacca dalla statale 375 nella contea di Lincoln, all’altezza di una grande cassetta per la posta di colore nero, che poi interseca la pista che conduce da est al Groom Lake, attraversando a sud la catena delle Groom Mountains, una serie di alture che corrono quasi parallele alla statale 375 e che, di fatto, impediscono la visione a distanza di Area 51. Per valutare meglio il grado di segretezza della zona, si pensi che ai primi del 1984 l’USAF sequestrò illegalmente 89.600 acri di suolo pubblico compresi nella catena montuosa, proprio per limitare l’osservazione agli appassionati. L’USAF ha poi ammesso l’illegalità del sequestro, ma il Congresso ha infine votato per approvare l’azione dei militari.

Nel 1980, un giornalista ed ufologo di Cincinnati (Ohio), Dave L. Dobbs, ricevette una lettera da un radiotecnico di nome Mike Hunt. Egli, fra i primissimi, fu tra coloro che associarono le attività di Area 51 agli UFO. Nelle sue testimonianze, Hunt sosteneva di aver lavorato laggiù nei primi anni ’60 per conto della Commissione Atomica Statunitense, e di aver appreso che un UFO vi sarebbe stato trasportato dalla base aerea di Edwards, in California. Hunt avrebbe visto contenitori con il timbro :” Project Red Light”, uno dei supposti progetti govemativi segreti americani sugli UFO, su cui circolano da anni testimonianze di seconda mano, diffuse – per esempio – da un ufologo filo-contattista texano, Wendelle Stevens. Secondo le sue fonti il “Project Red Light” avrebbe incluso lo studio di due alieni e della propulsione di almeno tre UFO catturati . Stevens ha anche riferito di un incontro di un pilota militare con un vero e proprio UFO avvenuto nel ’77 nel cielo della vicina base di Tonopah , e l’avvistamento sulla zona, nel ’78, di un grande sigaro grigio accompagnato da due elicotteri militari.

Hunt, inoltre, avrebbe visto al suolo un disco di color opaco del diametro di 8-9 m, e avrebbe più volte constatato che le frequenze radio della base erano come “ammutolite” per cause a lui misteriose. Un operatore radar che lavorava in una torre di controllo al limite nord del poligono di Tonopah, invece, ricevette spesso l’ordine di ignorare gli oggetti volanti non identificati che osservava sugli schermi dei sistemi radar.

In tempi più recenti certe voci sono giunte persino dalle riviste specializzate in questioni militari. Nel 1988, un ufficiale dell’USAF ha dichiarato al giornalista aeronautico James Goodall che quanto si stava realizzando nell’Area 51 sfidava ogni descrizione. Goodall ha reso note anche dicerie secondo cui si trattava di tecnologie basate su campi di forza, su tentativi di controllare la gravitazione e di veri e propri “dischi volanti”. Nel febbraio dello stesso anno, Jim Shults, caporedattore della rivista militare Gung-Ho, riferi’ di una Alien Technology Unit attiva ad Area 51, e due piloti militari che vi avevano lavorato confermarono la sperimentazione di velivoli “incredibili”.Nell’ottobre del’90, infine, la notissima Aviation Week & Space Technology riferì le osservazioni di misteriosi triangoli silenziosi fatte da piloti su Nevada e California, e di quelle di un altro strano velivolo più rumoroso e seguito da una densa scia di fumo. Si ammettevano poi avvistamenti, in quelle zone, di “aerei” dall’aspetto ancora più insolito, che facevano pensare a forme di propulsione ancora piu’ insolite. In seguito, l’autore dell’artitolo, Bill Scott, ha precisato di pensare a motori antigravitazionali montati su velivoli in grado di spostarsi da 25 km/h fino a velocità supersoniche.

Nonostante le numerose misure di sicurezza della base : sensori di movimento, laser, pattuglie reclutate fra i ranghi dei Berretti Verdi e degli incursori dei SEAL della Marina e addestrate dalle unità di élite della Delta Force, già molti hanno fatto spedizioni al segnale del miglio 29,5 della statale 375, da dove parte la strada sterrata per Area 51. L’ufologo William F. Hamilton ha intervistato almeno quattro testimoni che da quel luogo avrebbero osservato UFO volare sulle Groom Mountains. Si pensi inoltre che l’appassionato Glenn Campbell pubblica un bollettino (The Groom Lake Desert Rat), organo di un gruppo che sorveglia le attività di Area 51 e che organizza escursioni alla White Sides Mountain e d Freedom Ridge, alture da cui si osserva bene gran parte della zona.

ufoonline.altervista.org

PAUL HELLYER ALL’UNIVERSITÀ DI TORONTO: «È COMINCIATO TUTTO NEL 1947…» aprile 11, 2008

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Bush contro gli Ufo: dalla base Luna una guerra segreta
Un ex ministro canadese rivela: «Gli Usa stanno preparando la difesa intergalattica
26/11/2005
di Maurizio Molinari

NEW YORK. Gli Ufo volano da oltre mezzo secolo in totale libertà sui cieli del nostro pianeta, il governo degli Stati Uniti sviluppa armi segrete per fronteggiare possibili attacchi provenienti dal cosmo, da un giorno all’altro potrebbe scoppiare una guerra intergalattica e il vero motivo per cui è stato ordinato alla Nasa di realizzare una base sulla Luna entro il 2020 è la volontà della Casa Bianca di monitorare da vicino i velivoli extraterrestri che vanno e vengono dalla Terra. Non si tratta della trama di un libro di fantascienza ma di quanto ha affermato Paul Hellyer di fronte a un pubblico di studenti all’Università di Toronto durante un simposio sulla «Exopolitics».

In quanto ex ministro della Difesa ed ex vicepremier del Canada, Paul Hellyer tra il 1963 e il 1967 partecipava alle riunioni a porte chiuse dell’Alleanza Atlantica ed era in particolare al corrente dei segreti del Norad – il comando aereo americano-canadese che veglia su ogni movimento sui cieli del Nordamerica – ma finora non aveva mai parlato con tanta chiarezza, pur dicendosi a più riprese convinto della loro esistenza.

Senza svelare le fonti delle proprie informazioni Hellyer ha esordito affermando che «gli Ufo sono reali al pari degli aerei che volano sopra le nostre teste» e ha ammesso di essere «davvero preoccupato per le conseguenze di una guerra intergalattica che potrebbe scoppiare in qualsiasi momento». A suo avviso gli Stati Uniti vennero a conoscenza dell’esistenza degli Ufo nel 1947 allorché cadde su Roswell, in New Mexico, quello che molti testimoni descrissero come un «disco volante» prima delle smentite arrivate a pioggia dai militari di Washington.

«Il livello di segretezza relativo a quanto avvenuto a Roswell è stato sin dall’inizio senza paragoni – ha spiegato l’ex titolare alla Difesa – e la grande maggioranza degli alti funzionari e dei politici degli Stati Uniti, senza contare i puri e semplici ministri della Difesa, non vennero mai informati di nulla». Solamente i presidenti degli Stati Uniti e pochi altri sarebbero dunque dal 1947 al corrente della verità sulla provenienza dei resti raccolti a Roswell e delle successive scoperte fatte nella base del Nevada «Area 51» sulla circolazione degli Ufo sui cieli della Terra. «Una conseguenza di queste conoscenze – ha aggiunto Hellyer di fronte a una platea che lo ha osannato come un profeta – è che gli Stati Uniti stanno preparando da tempo un particolare tipo di armamenti che potrebbero essere usati contro gli alieni e che rischiano di precipitare tutti noi in una guerra intergalattica senza aver neanche il minimo sentore di quanto sta per avvenire».

Proprio a questo scenario sarebbe legata la decisione presa dal presidente americano, George W. Bush, all’inizio del 2004 di chiedere alla Nasa di costruire una «base sulla Luna» entro e non oltre il 2020. Sebbene Bush abbia affermato di volerla usare come trampolino per l’esplorazione umana del sistema solare l’ex ministro la pensa diversamente: «Questa installazione consentirà agli americani di osservare meglio il traffico di Ufo che si dirigono verso la Terra e poi tornano verso lo spazio e anche di colpirli e abbatterli se decideranno di farlo». Anche la nuova generazione di armi spaziali che il Pentagono sta sviluppando – il bilancio del 2005 ha previsto lo stanziamento dei primi fondi – sarebbe legata al possibile scenario di una guerra intergalattica.

«È giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l’esistenza degli Ufo – ha terminato l’ex ministro – e di far emergere la verità affinché la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare». A seguito del discorso di Hellyer tre organizzazioni non-governative canadesi – guidate dall’Istituto per la cooperazione nello spazio – hanno chiesto alla commissione Sicurezza nazionale del Senato di Ottawa di aprire un’inchiesta sugli Ufo, convocando a deporre sotto giuramento non solo l’ex ministro ma anche i vertici dell’intelligence, i comandanti attuali e passati del Norad e i massimi esperti scientifici e militari nazionali al fine di appurare quali informazioni possieda il Canada. Le organizzazioni non-governative chiedono anche al premier Paul Martin di dare inizio al progetto «Una decade di contatti» per accompagnare la popolazione alla conoscenza degli Ufo che ci circondano.

www.lastampa.it

Cospirazioni – Illuminati e NWO (2 di 2) aprile 10, 2008

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