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Fuoco aprile 11, 2008

Posted by 2012sos in Sopravvivenza.
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Di primaria importanza, in condizioni di sopravvivenza, è il fuoco, quale fonte di calore, di luce, insostituibile per conservare e cucinare i cibi, per depurare l’acqua, per asciugare gli abiti, per fare segnalazioni, per tenere lontani gli animali. Accendere un fuoco può sembrare di estrema facilità. Chi è costretto a sopravvivere, però, non sempre disporrà dei moderni mezzi di accensione e sarà quindi costretto a provocare il fuoco in altri modi. Prendiamo pertanto in esame il materiale occorrente ed i metodi per l’accensione di un fuoco.

Esca

È composta principalmente da materiale asciutto, facilmente infiammabile, adatto ad innescate la combustione. Sono buone esche paglia, rami sottili, pigne, polvere di legno, nidi, felci, carta, cotone, ecc.. Se su questi materiali avremo la possibilità di versare liquido infiammabile (alcool, benzina, nafta, kerosene, ecc.) o polvere da sparo il risultato, in termini di facilità e rapidità d’accensione, sarà decisamente migliore.

Accensione

Per legna da accensione si intendono rami, tronchi, assi o tavole di limitate dimensioni che, per la loro elevata infiammabilità, favoriscano lo svilupparsi della fiamma.

Mantenimento

Il materiale di mantenimento è costituito da tronchi o rami di generose dimensioni, più adatti alla produzione di braci. Quando si necessiti di un fuoco dalla fiamma alta (per friggere cibi o far bollire dell’acqua), sarà opportuno utilizzare materiali il più possibile secchi. Se, invece, si avesse bisogno di un fuoco lento e duraturo (per arrostire della carne o scaldare il ricovero), si dovrà utilizzare come legna di mantenimento anche quella bagnata o umida. Per far sviluppare correttamente il fuoco e mantenerlo, si ponga attenzione a non soffocarlo, evitando di deporre sull’esca o sul materiale d’accensione legna troppo pesante che limiterebbe l’apporto di ossigeno necessario. Il fuoco deve essere alimentato costantemente e senza sprechi, evitando l’uso di liquidi infiammabili (se non per la sola accensione, come già detto), e tenuto sempre sotto controllo per evitare che si propaghi alla vegetazione circostante. Se si dispone di fiammiferi, cercare di economizzarne l’uso e, quando possibile, è bene allestire un riflettore di tronchi o sassi, con il duplice scopo di proteggere la fiamma dal vento e di permettere che il calore venga riflesso verso la persona con il minimo grado possibile di dispersione. E preferibile, anziché un gran fuoco, allestirne alcuni di piccole dimensioni, al fine di ottenere una migliore propagazione del calore, un risparmio del combustibile ed una maggiore facilita di controllo. Il luogo dove si intende accendere il fuoco deve essere accuratamente preparato, eliminando la sterpaglia e circondandolo con grossi sassi, quando il terreno sia secco, per evitare incontrollate accensioni, oppure, se possibile, disponendo il fuoco stesso su una roccia (o su un piano di pietre o di metallo), quando il terreno sia coperto di neve o di ghiaccio. E sconsigliabile accendere i fuochi sotto gli alberi per il pericolo di incendi improvvisi e perché, se questi sono innevati, il calore potrebbe provocare la caduta della neve con conseguente spegnimento della fiamma.

Metodi per l’accensione del fuoco

Per accendere un fuoco e bene preparare una piccola catasta con l’esca, aggiungere della legna da accensione per permettere lo sviluppo della fiamma e, solo dopo che questa si sia ben sviluppata, aggiungere la legna di mantenimento. Quando possibile, è conveniente rialzare il fuoco da terra, per mezzo di sassi, per permettere all’ossigeno di circolare meglio e facilità re così l’accensione.

Fiammiferi

Al fine di preservarli dall’umidità, vanno custoditi in contenitori stagni e possono essere impermeabilizzati con una colata di cera, con smalto per unghie o con paraffina. Se già umidi possono essere utilizzati dopo averli ripetutamente passati tra i capelli (che dovranno ovviamente essere asciutti). I fiammiferi non devono essere sprecati per altri usi.

Archetto

È il più romantico, ma anche il più complicato, metodo per accendere un fuoco, consistente nel far ruotare velocemente la punta di un ramo, secco e duro, nell’incavo ricavato in un pezzo di legno dello spessore di alcuni centimetri. Per permettere la stabilità del ramo bisogna effettuare una pressione, superiormente, con una pietra conca va (o una conchiglia) mentre con l’archetto vero e proprio (un ramo flessibile ai cui estremi si lega una funicella) si impone al ramo appuntito una velocissima rotazione. L’attrito, così procurato, da luogo ad un pulviscolo incandescente che, radendo sull’esca precedentemente disposta, ne provoca l’accensione. E un metodo, questo, che ha bisogno di tanta volontà e pazienza e i cui risultati sono fortunosi, specie nelle stagioni umide. Per accendere ,l fuoco con il Sistema dell?archetto sì deve far ruotare velocemente la punta dì un ramo secco e duro nell?incavo in un pezzo dì legno di un certo spessore Per mantenere stabile il ramo sì effettua superiormente una pressione con una piccola pietra concava mentre con l’archetto t, impone al ramo stesso una velocissima rotazione.

Sfregamento

Si utilizza un ramo secco con la punta sollevata da terra, mediante uno spessore, sotto la quale viene posta l’esca. Tenendo fermo il ramo con un piede si aziona velocemente un cordino di canapa (o striscia di cuoio o cavetto) che sfregando contro la parte inferiore del ramo provoca la formazione di pulviscolo incandescente che incendia l’esca. Inadatti sono funi o cordini di nylon che, per effetto del calore prodotto, si fonderebbero.

Quarzo

Nel caso fosse possibile reperire un cristallo di quarzo, si può fissarlo a due rami mediante un cordino e dopo aver preparato l’esca, si deve battere, per esempio con il pugnale, contro il quarzo, dal quale si staccheranno le scintille che provocheranno la combustione dell’esca stessa. In alternativa si possono usare pirite di ferro, pietra focaia o pietre dure. Questo metodo ha bisogno di esca asciutta e di molta, molta fortuna.

Accumulatori di corrente

Se chi è costretto a sopravvivere deve il suo stato ad un incidente aereo, o comunque, ad un veicolo semovente, e dispone quindi di un accumulatore, potrà, con i due poli della batteria, creare un arco voltaico le cui scintille, facilmente, provocheranno la combustione del l’esca.

Polvere da sparo e simili

Il disporre di munizioni o razzi da segnalazione, semplificherà le operazioni. Infatti, disponendo di munizioni, si potrà asportare la pallottola (o i pallini), spargere un po? della carica sull’esca, mentre il resto si lascia nella cartuccia bloccandolo con un pezzo di carta (o paglia o altro), introdurre la cartuccia nel l’arma e fare fuoco sull’esca impregnata di polvere da sparo, da una distanza di 5 10 cm, provocandone così la combustione. Se, invece, si ha a disposizione una pistola da segnalazione, si estrae l’artifizio dalla cartuccia e, dopo aver estratto anche la borra e aver depositato il tutto sull’esca, si libera lo stoppino e vi sì spara contro con la pistola (nella quale si è provveduto ad inserire la cartuccia) ottenendo così una fiamma assai viva.

Lenti

In una bella giornata di sole, con una lente d’ingrandimento o con un pezzo di vetro di opportuna forma (tipo il fondo di una bottiglia), si possono concentrare i raggi solari verso l’esca provocandone, dopo alcuni secondi, la combustione.

Tipi di Fuochi

Ci sono fuochi che scaldano e fuochi che illuminano. Si ha bisogno di tutti e due i tipi: il calore del fuoco della cucina per nutrirsi e la luce viva del fuoco da campo per la sera. Fare un fuoco più adatto a scaldare o uno più adatto a illuminare dipende dal tipo di legna che si usa e dalla forma del focolare.

Per cucinare occorrono due tipi di fuochi: uno rapido e ardente per far bollire l’acqua, l’altro che bruci lentamente e senza fumo, mantenendo un calore costante, per cucinare le vivande.

Scegli bene la legna adatta:

  • I legni duri ( quercia, frassino, olmo, faggio, ecc. ) hanno un grande potere calorifico e combustione lenta. Buoni per la cucina e per il riscaldamento.

  • I legni teneri ( pioppo, tiglio, acero, platano, ecc. ) hanno un potere calorifico medio e combustione rapida. Buoni per il fuoco da campo e per la legna di accensione.

  • I legni resinosi ( pino, abete, larice, ecc.) hanno un potere calorifico medio e combustione molto rapida. Buoni per il fuoco da campo e per la legna di accensione.

Fuoco a piramide

Si accende con ogni tempo, fornisce calore e luce, però disperde calore e consuma legna. Riscalda in maniera irregolare. Va alimentato costantemente. È adatto per il fuoco da campo. È la base per l’accensione di ogni fuoco.

Fuoco a trincea

Ha un ottimo tiraggio e può essere alimentato regolarmente con rami lunghi. È stabile per mettervi pentole grosse e consente anche di metterne due o più, una accanto all’altra. Va orientarlo esattamente secondo il vento perché diventa poco efficace se il vento cambia direzione. Inoltre richiede un terreno sufficientemente compatto, altrimenti, se la trincea È poco solida, non sostiene bene la pentola.

Fuoco a croce

È una variante del fuoco in trincea, puoi utilizzarlo se il vento cambia frequentemente direzione. Consuma legna e non è facile né da regolare, né da alimentare, né per disporvi sopra le pentole.

Fuoco polinesiano

È un fuoco tipico dei popoli della Polinesia. Si fa un buco nel terreno e si ricopre sul fondo e sui lati con pietre piatte. In caso di pioggia, si può copre con uno strato di terra. Il fuoco polinesiano riscalda bene, mantiene il calore, non risente assolutamente del vento ma è poco pratico da alimentare.

Fuoco del boscaiolo

Si accende facilmente e dà molta luce. Brucia bene e con ogni tempo. È ottimo per il fuoco da campo e per riscaldare. Richiede una preparazione accurata, ha bisogno di molta legna e deve essere alimentato costantemente.

Fuoco a riflettore

Alcune pietre servono a formare il focolare e a sorreggere le barre di ferro, mentre alcuni tronchetti, disposti l’uno sopra l’altro, fanno da riflettore per il calore. È adatto per la cucina individuale e per scaldarsi.

Fuoco in scarpata

Fuoco in scarpataUnisce i vantaggi del fuoco a riflettore a quello sopraelevato.

Fuoco del pastore

È facile da costruire e cuoce rapidamente perché mantiene abbastanza il calore. Bisogna fare attenzione al tipo di pietra utilizzata perché alcune pietre, con il calore, possono spaccarsi e lanciare schegge.

Fuoco alla “trapper”

Ha un buon tiraggio, ma risente molto dei cambiamenti del vento. È adatto per la cucina individuale. Si scava una trincea larga 30 cm e lunga 50, orientata in modo che il vento vi soffi dentro.

Fuoco a capanna

Consente di sfruttare il vento ed è possibile accenderlo anche in condizioni meteorologiche avverse.

Fuoco al calore di pietra


Serve per cucinare con più pentole contemporaneamente.

Fuoco del pioniere


È orientabile secondo il vento. È pulito e rapido, però produce fumo, perchè i due tronchetti laterali devono essere di legno verde, per evitare che brucino troppo velocemente.

www.avventurosamente.it

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