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Semi nelle Isole Svalbar: la longa manus di Gates e Rockfeller Foundation, Pioneer e Monsanto aprile 8, 2008

Posted by 2012sos in Eventi, Teorie.
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di Luca Bernardini – 26/02/2008

Fonte: slowfood [scheda fonte]

Una gelida dispensa per conservare la biodiversità. Dopo anni

di preparazione, l’arca di Noè dei semi è stata inaugurata a due

passi dall’Artico, nelle Isole Svalbar (Norvegia), con lo stoccaggio

delle prime 12 tonnellate di semi (100 milioni di varietà).
Sembrerebbe un grande evento, soprattutto per chi vede un futuro

a tinte fosche per la biodiversità del pianeta a causa di degrado

ambientale, biopirateria, ogm e ipotetiche catastrofi naturali.

All’interno di questo tunnel tra i ghiacci verranno conservati

gelosamente i semi delle specie vegetali della Terra.

Tutte buone notizie. Ma vediamo cosa succede se si scava nel

permafrost delle Isole Svalbar. Il punto interessante è chi sta

sponsorizzando la banca genetica dell’Apocalisse. Al governo

norvegese si sono affiancati la Bill & Melinda Gates Foundation,

la DuPont/Pioneer Hi-Bred, il gigante statunitense dell’

agroalimentare tra i maggiori proprietari di brevetti di semi

ogm e chimica collegata, la Syngenta, la più importante azienda

con sede in Svizzera di semi ogm e agrochimica attraverso la

fondazione Syngenta, la Monsanto, famigerata multinazionale

dell’agroindustria madre delle più famose varietà ogm, la

fondazione Rockefeller, il gruppo privato che negli anni ’70 aveva

dato vita alla “rivoluzione genetica” con un giro d’affari di oltre 100

milioni di dollari in sementi, e la Cgiar, la rete mondiale creata dalla

fondazione Rockefeller per promuovere il suo ideale di purezza

genetica attraverso le manipolazioni in agricoltura. Un’interessante

combriccola.

A questo punto sorgono spontanee alcune domande. Quale futuro

prevedono gli sponsor, in grado di minacciare la disponibilità

globale degli attuali semi, quasi tutti già molto ben protetti in

apposite banche in tutto il mondo?
Le Fondazioni Gates e Rockefeller favoriscono la proliferazione di

semi brevettati e dei semi terminator in corso di brevettazione,

un processo che distrugge le varietà di semi quando viene introdotta

la monocoltura agroalimentare industrializzata. E che cosa li spinge a

investire allo stesso tempo decine di milioni di dollari per proteggere

ogni varietà di semi conosciuta in una banca dell’apocalisse a prova di

bomba vicino al circolo polare artico, “in modo che la diversità genetica

possa essere conservata per i tempi a venire” per usare le loro

stesse parole?
Forse un giorno avremo le risposte…

Fonte:
Globalresearch.ca
Comedonchisciotte.net
La Repubblica

www.ariannaeditrice.it

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