2012: L’APOCALISSE Aprile 23, 2008
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Nonostante lo scetticismo, devo dire che l’analisi di questo giornalista non mi ha lasciato del tutto indifferente.
G. Romagnoli
All’inizio fu un produttore cinematografico inglese. Mi confidò mentre passeggiavamo sul lungomare di Beirut: “Sai, ho comprato un pezzo di terra in Bolivia”. E che ci fai in Bolivia “mi trasferirò li fra qualche anno, prima dell’impatto” di quale impatto? “nel 2012 la Terra sarà colpita da un asteroide che la distruggerà quasi completamente, si salverà solo una piccolissima parte…” a quel punto avevo già capito: la Bolivia “esatto, sarà un caso ma in quella zona hanno comprato anche Murdoch e Berlusconi.”.
Poi ci fu un’amica, assolutamente razionale, che tuttavia si era appena sposata.Eravamo in auto quando le chiesi “e ora? Figli?” scosse la testa “lui non ne vuole, dice che non è il caso dato che il mondo finirà nel 2012” Bolivia inclusa?non capì la domanda.
La data comunque andava precisandosi. Adesso so anche l’ora: le 11 e 11. E molto di più:ho letto centinaia di pagine su internet e le 296 del libro di Lawrence Joseph Apocalisse 2012. Visto su youtube il video 2012, the end. E mi è venuto qualche dubbio.
Tutto comincia con le profezie Maya, già sento le obiezioni: con le profezie ci si fa il brodo di Nostradamus, e se i maya erano capaci di prevedere il futuro perché non hanno schivato la loro estinzione? Un destino è un destino, ad un certo punto ti ci devi arrendere. Le civiltà sono come le persone: se ne vanno sempre le migliori. Prima del check out, e dopo secoli di osservazioni gli astronomi maya conclusero che al solstizio d’inverno del 2012 (nel loro calendario detto del “computo lungo” il 13.0.0.0.0) la storia umana avrebbe svoltato. Verso qualche abisso. Poi non è mai stato chiaro se qualcuno si sarebbe salvato (in Bolivia presumo) o no. Nella profezia si mescolano catastrofe e rivelazione. Il momento si annuncia come pericoloso e al tempo stesso propizio. In sostanza è come annunciare a qualcuno che sta per avere un male raramente curabile:se ti salvi diventi migliore, sennò diventi un ricordo.
Il 21 dicembre 2012 ho appreso è una data astronomicamente eccezionale:si eclisserà il centro della Via Lattea, scomparirà il grembo da cui nascono le stelle. L’espressione ha un che di poeticamente ferale, ma non sembra rappresentare una minaccia. Se non per i Maya per le culture aborigene, per le mistiche orientali, per l’ I ching e per la bibbia. Persino la Bibbia? Codice genesi di Michael Drosnin, il libro che decifra “matematicamente” un futuro criptato nella scrittura sacra , dice che nel 2012 “una cometa annienterà la terra”. Drosnin è un profeta? Non, un giornalista. Quindi scrive sciocchezze? Può darsi. E sarà anche vero che in un testo scannerizzato si può trovare tutto e il suo contrario, però con i suoi calcoli stabilì che il premier israeliano Rabin sarebbe stato ucciso a Tel Aviv nel 1995. Lo mise in guardia, invano.
E qui arriviamo al punto. Perché da laico credo che i vaticini dei maya possano avverarsi facilmente nei film Apocalypto, ma non nella realtà. Che ogni cultura, e soprattutto religione, debba immaginarsi un gran finale, prima o poi, con o senza diluvi e pagelle.
Ma la scienza, la nostra rassicurante scienza che ci vuole figli dell’evoluzione e non di una palla di fango e di una costola, la scienza che dice? Che il mondo finirà nel 2012, giorno più, giorno meno.
Riporto alcune considerazioni fin qui sparse e raccolte nel libro di Joseph: il sole sta impazzendo (in termini tecnici e non scherzo “fa la maionese”) la sua attività non era così tumultuosa sa 11mila anni e il prossimo picco sarà , ovviamente, nel 2012.
Tempeste solari significa tempeste terrestri. Alle ultime corrisposero quaggiù agli uragani katrina, Rita e Wilma.
Le prossime saranno molto più potenti, il campo magnetico terrestre, principale difesa contro le dannose radiazioni solari, si sta indebolendo ha squarci grandi come l’Italia intera. Si annunzia un’inversione dei poli magnetici, che ridurrebbe la protezione a zero. Il supervulcano dello Yellowstone sta preparando la prossima eruzione. La sua intensità è prevista superiore a quella accaduta 74mila anni fa al lago Toba in Indonesia. Effetti:morì il 90% della popolazione mondiale (non ho controllato sei il 10% era in Bolivia).
Poi ci sono i fisici di Berkeley per cui l’asteroide che distrusse i dinosauri è addirittura in ritardo per un secondo giro.
Geofisici russi che prevedono un fatale impatto con una nube di energia.
Astronomi che avvertono: nel 2012 le stelle saranno nella stessa posizione in cui erano nell’anno in cui si inabissò Atlandide(9792°.c.).
E i sensitivi del gruppo Alert123, fin qui inesorabili nel prevedere i terremoti, indicano lo stesso numero su cui puntare: 2012. I giochi saranno fatti, niente va più.
Per una volta qualche fede e molta scienza vanno d’accordo.
Poi inevitabilmente cercano di curare l’angoscia che hanno creato dicendo che ogni fine è un inizio e in realtà proprio a quello si riferivano le profezie:a un grande cambiamento, che avverrà comunque sulle ceneri di un vulcano.
Ogni vita, anche quella sulla Terra muore ogni giorno. Una generazione dovrà pur assistere alla sua fine, che sia la nostra o la prossima non fa poi molta differenza. Ma se davvero Berlusconi ha comprato un pezzo di terra in Bolivia, comincerei a preparare la valigia.
La Scadenza è il 2012 Aprile 23, 2008
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Il calendario Maya e il Crop Circle apparso il 2 Agosto 2004 a Silbury Hill sembrano c oincidere nella descrizione dell’avvento del Quinto Sole. Termine di un’epoca e inizio di un nuovo ciclo per la Terra
Di Massimo Fratini
Il 2004 si è chiuso con una grande tragedia. Ma non possiamo escludere le altre, che vedono gli attuali orrori della guerra in Iraq e di altri conflitti annunciati.
Come da tempo sostiene il nostro amico Eufemio Del Buono, i tempi dei Kali Yuga stanno per arrivare.
Sono quei tempi che già stiamo vivendo, tempi di grandi cambiamenti, tempi in cui tutto sarà distrutto e ricostruito. Secondo il calendario Maya, l’attuale Età dell’Oro (la quinta, governata dal dio Quetzalcoatl) terminerà nel 2012. Cosa ci dobbiamo aspettare? Secondo i ricercatori Maurice Cotterell e Adrian Gilbert, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuta ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici, come quello occorso il 26 dicembre 2004 e descritti dallo storico Velikvosky nel libro “Earth in Upheaval”:
“… Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti… La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone. Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne, che continuerebbero a salire sovrapponendosi alle pendici di altre montagne e causando faglie e spaccature immani. I laghi sarebbero inclinati e svuotati, i fiumi cambierebbero il loro corso, grandi estensioni di terreno verrebbero sommerse dal mare con tutti i loro abitanti. Le foreste sarebbero divorate dalle fiamme e gli uragani e i venti impetuosi le strapperebbero dal terreno… Il mare, abbandonato dalle acque, si tramuterebbe in un deserto. E se lo spostamento dell’asse fosse accompagnato da un cambiamento nella velocità di rotazione, le acque degli oceani equatoriali si ritirerebbero verso i poli e alte maree e uragani spazzerebbero la Terra da un polo all’altro… Lo spostamento dell’asse cambierebbe il clima in ogni luogo… Nel caso di un rapido spostamento dell’asse terrestre, molte specie di animali sulla Terra e nel mare sarebbero distrutte e la civiltà, se ancora esistesse, sarebbe ridotta in rovine”.
Lo scenario ipotizzato da Velikovsky, oltre a ricalcare le leggende Maya, espone scientificamente (in modo similare), la tragedia del terremoto-maremoto del sud-est asiatico.
Cotterell, in base ai suoi studi sull’attività delle macchie solari e sul calendario Maya, ha concluso che la profezia relativa alla fine della quinta Era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista per il 2012. Chissà, forse fu proprio uno spostamento dell’asse terrestre che circa 10.500 anni fa fece sprofondare Atlantide e Lemuria e provocò il Diluvio Universale.
Per un paio di mesi ho concentrato le mie ricerche su alcuni Crop Circles, in particolare su quello che è apparso il 2 Agosto 2004 nella Silbury Hill (Wiltshire – Inghilterra) che descriveva in modo esplicito un calendario Maya-Azteco molto simile allo Tzolkin.
Il pittogramma in effetti oltre a rappresentare una statua del Dio azteco, Xochipilli, Il Principe di Fiori, rappresenta il Calendario denominato “La Pietra del Sole”, una lastra circolare azteca del 16° secolo rappresentante Xochipilli, che fu dissotterrata sul lato del vulcano Popocatapetl vicino a Tlamanalco, Messico.
Essa in effetti mostra il Calendario del tempo della Vita e della Morte: “… Nel momento in cui il mondo fu creato, fu distrutto e fu ricreato in un nuovo tempo; unità così più piccole di tempo si ripeterono. …” . Se la vita fosse stata instabile così, nell’ultima analisi, era la morte. La rinascita. Per gli Aztechi come per i Maya, la morte rappresenta un passaggio dalla vita terrena ad un’altra esistenza su un aereo diverso in un universo multi dimensionale. Per alcuni, può essere inteso come anche la possibilità di un ritorno alla Terra, sebbene in una forma diversa.
Cerchiamo di inquadrare il significato del pittogramma.
Esso sembra essere solo un grande orologio di un calendario, con il (o un ) tempo mostrato in quattro unità diverse (analogo a giorni, ore, minuti e secondi) lungo il perimetro, più un “meccanismo dell’orologio” nel centro.
Esso ci dice che noi stiamo precisamente 8.67 anni dalla fine del “quarto Sole”, ovvero nel 2012.9, (dove 2004.6 (agosto) + 8.67 = 2012.9).
Il primo anello di centro rappresenta il Terremoto o un cataclisma dell’Epoca del Sole. Le quattro epoche rappresentate nelle porzioni quadrate di questo simbolo corrispondono anche alle quattro epoche precedenti chiamate Epoche dei Soli.
Secondo Anello – Il secondo anello dal centro verso l’esterno è composto di 20 giorni contenuti in un mese, anche questi possono comporre un anno o gli anni. Ogni anno comincia in uno di quattro di questi 20 giorni. La data esatta del Calendario sarà nel 2012.
La fine del quarto Sole è vicina
Qualche cosa di importante starebbe per accadere il prossimo anno (alla fine del 2005), poi qualche cosa di nuovo a dicembre 2012 (?).
Il pittogramma di Silbury, a mio avviso, è un messaggio indirizzato a tutta l’umanità. Chiunque può vedere che codifica qualche genere di importante comunicazione, attinente alle antiche profezie dei Maya e degli Aztechi. I Maya ci parlano chiaramente dei cicli solari. Secondo loro, quando il campo magnetico solare cambia direzione, tende a sbilanciare la Terra dal suo asse. La Terra inclinata, diviene così soggetta a terremoti, inondazioni ed eruzioni vulcaniche. Il campo magnetico solare si inverte cinque volte per un ciclo cosmico e questa potrebbe essere la causa per cui i Maya e gli Aztechi credevano che la Terra fosse stata distrutta quattro volte in passato e che all’inizio del XXI° secolo, la quinta era del Sole, accadrà di nuovo nello stesso modo.
Secondo Maurice Cotterell il campo magnetico dello strato neutro solare si inclina e il campo magnetico terrestre tenta di riallineare il proprio asse. A quel punto i poli magnetici terrestri spostano la loro posizione geomagnetica e sulla Terra avviene una distruzione cataclismica sotto forma di attività tettonica, eruzioni vulcaniche, inondazioni, maremoti, uragani, come viene raccontato nella lastra sarcofago di Palenque. Per questo motivo era importante pere i Maya tenere sotto controllo il periodo di 68.302 giorni: dopo i 20 di questi ci sarebbe stata la distruzione. Infatti nel pittogramma di Silbury Hill troviamo gli stessi significati. Qualcuno ci sta avvertendo che la fine di un’epoca sta “terminando” e che un nuovo ciclo di vita sta per iniziare.
Abbiamo del lavoro spirituale da fare
Secondo Carlos Barrios, quello attuale è un momento di cruciale importanza per l’umanità e per il pianeta. Ognuno di noi è importante. Se vi siete incarnati in quest’epoca, avete del lavoro spirituale da fare per dare equilibrio al pianeta. Barrio dice che gli anziani hanno aperto le porte in modo che altre razze possono giungere nel mondo Maya ed assorbirne la tradizione. I Maya da lungo tempo apprezzano e rispettano il fatto che esistono molti altri colori, razze e sistemi spirituali. Sanno che il destino del mondo dei Maya è legato al destino del mondo intero. La più grande saggezza risiede nella semplicità. Amore, rispetto, tolleranza, condivisione, gratitudine, indulgenza. Non è complesso né elaborato. La vera conoscenza è a disposizione di tutti, è codificata nel DNA. Tutto ciò di cui avete bisogno è dentro di voi. I grandi maestri lo hanno affermato sin dagli albori. Trovate il vostro cuore e troverete la vostra strada. Auguri

Il Calendario Maya

Il pittogramma di Silbury Hill (Wiltshire – Inghilterra), 2 Agosto 2004

Ricostruzione grafica del Pittogramma