jump to navigation

Cospirazioni – Illuminati e NWO (2 di 2) Aprile 10, 2008

Posted by 2012sos in Alieni, Autorità, Teorie.
Tags: , ,
add a comment

Cospirazioni – Illuminati e NWO (1 di 2) Aprile 10, 2008

Posted by 2012sos in Alieni, Autorità, Teorie.
Tags: , ,
add a comment

Profezia dei papi – Monaco Malachia Aprile 10, 2008

Posted by 2012sos in Profezie.
Tags:
3 comments

Scritto da Annunaki2012

Non sappiamo a quando risalga con esattezza e da chi sia stata realmente scritta la famosa “Profezia dei Papi“, nota anche come Profezia di San Malachia, in quanto attribuita al monaco cistercense irlandese Malachia, che l’avrebbe scritta in epoca medioevale (intorno al 1140), ma è certo che è stata pubblicata per la prima volta nel 1595 dal benedettino Arnold Wion nel suo libro Lignum vitae.
Il Santo irlandese Malachia nella Profezia indica una lista – che avrebbe visto in sogno – dei Papi che si sarebbero succeduti a partire dal 1143 fino alla fine dei giorni. Ma non li indica con nome e cognome, bensì con 111 brevi motti in latino corrispondenti ad altrettanti Papi, mentre sotto il 111° motto vi è un’inquietante frase: “In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen.”

La traduzione in italiano di quest’importante frase è la seguente: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia”.

Di seguito ci limiteremo a mostrare l’impressionante aderenza tra i motti e (in particolare) gli ultimi 11 Papi; ma anticipiamo che, quasi certamente, il 111° motto e la frase finale si riferiscono al medesimo Papa: per cui Benedetto XVI sarebbe l’ultimo Papa della Storia, dopodiché ci sarebbe il “giudizio di Dio”.

Ecco i motti corrispondenti ai Papi più recenti (subito dopo la lista troverete anche quello del 111° Papa, cioè Benedetto XVI):

110°) Giovanni Paolo II (1978-2005) – Motto “De labore solis”
Il motto attribuito a Papa Wojtyla (n. 18/5/1920 m. 2/4/2005), “della fatica del Sole”, è un chiaro riferimento al fatto che egli nacque del giorno di un’eclisse solare, e che anche il suo “addio” ha coinciso con un’eclisse, una doppia circostanza estremamente rara.

109°) Giovanni Paolo I (1978) – Motto “De medietate lunae”
La Profezia di San Malachia (“della metà della luna”) sembra aver previsto in modo impressionante, anche nel caso di Papa Luciani (n. 17/10/1912 m. 28/9/1978), il fatto che il suo brevissimo pontificato (che durò appena 33 giorni) iniziò e terminò quando la Luna era visibile esattamente a metà. Più calzante di così…

108°) Paolo VI (1963-1978) – Motto “Flos florum”
Papa Montini (n. 26/9/1897 m. 6/8/1978) era il “fiore dei fiori”, e infatti la famiglia Montini aveva tre gigli nel proprio stemma. Un altro tipico genere di motto (azzeccato) della Profezia dei Papi.

107°) Giovanni XXIII (1958-1963) – Motto “Pastor et Nauta”
Egli (n. 25/11/1881 m. 3/6/1963) fu patriarca di Venezia prima di diventare Papa, donde “pastore e marinaio”. Senza dubbio uno dei tanti motti che risultano molto aderenti al personaggio.

106°) Pio XII (1939-1958) – Motto “Pastor Angelicus”
Questo Papa (n. 2/3/1876 m. 9/10/1958) di grandissima spiritualità riconobbe in alcune encicliche, come guida più sicura per la dottrina cattolica, la filosofia di San Tommaso d’Aquino, tradizionalmente noto come “Il dottore angelico”. Donde, forse, “Pastore angelico”.

105°) Pio XI (1922-1939) – Motto “Fides intrepida”
Egli (n. 31/5/1857 m. 10/2/1939) sfidò senza paura Stalin, Mussolini, e Hitler, subendo, come mostrano documenti vaticani pubblicati di recente, fortissime pressioni da questi ultimi due. Nel ‘37 pubblicò l’enciclica Mit Brennender Sorge per denunciare il razzismo e l’antisemitismo nazista. Dunque è azzeccato “Fede intrepida”.

104°) Benedetto XV (1914 -1922) – Motto “Religio depopulata”
Papa (n. 21/11/1854 m. 22/1/1922) durante i massacri della Grande Guerra e l’epidemia della “spagnola”, eventi che provocarono la morte di milioni di Cristiani, e nel 1917 vide l’inizio della Rivoluzione russa che portò alla fine della vita religiosa in questo Paese in precedenza cristiano. Donde il motto di “religione spopolata”.

103°) Pio X (1903-1914) – Motto “Ignis Ardens”
Questo Papa (n. 2/6/1835 m. 20/8/1914) fu probabilmente il più zelante propagandista del suo tempo e i suoi sforzi furono diretti al promuovere la pietà e la fede. “Fuoco ardente” descrive benissimo Pio X, il cui impegno zelante fu volto alla rinascita spirituale della Chiesa.

102°) Leone XIII (1878-1903) – Motto “Lumen in coelo”
L’ultimo Papa del XIX secolo (n. 2/3/1810 m. 20/7/1903) era “una luce nel cielo”, e infatti il simbolo della sua casata, quella dei Pecci, era una cometa. Si noti che nel suo motto non viene usata la parola “astro” perché già usata in un motto analogo precedente.

101°) Pio IX (1846-1878) – Motto “Crux de cruce”
Il Papa del Risorgimento (n. 13/5/1792, m. 7/2/1878), che dai Savoia subì vessazioni e sequestri, era “La croce (dunque, la sofferenza) che viene dalla croce”: e una grande croce bianca in campo rosso è lo stemma, appunto, dei Savoia.

100°) Gregorio XVI (1831-1846) – Motto “De Balneis Etruriae”
Papa Gregorio XVI (n. 18/9/1765, m. 1/6/1846) iniziò la sua vita religiosa nell’ordine dei Camaldolesi, che fu fondato nel Tredicesimo secolo in Etruria, in una località chiamata in latino “balneum”.

Naturalmente, non è teoricamente corretto cercare di interpretare il motto di Papa Benedetto XVI in questo momento, poiché alcuni altri motti della lista possono esssere compresi solo al termine del pontificato. Comunque, per soddisfare la curiosità:

111°) Benedetto XI (2005-regnante) – Motto “De gloria olivae”
Il motto di Papa Ratzinger (n. 16/4/1927), “la gloria dell’olivo”, sembra un chiaro riferimento al nome Benedetto, poiché i membri dell’ordine benedettino sono anche noti come gli Olivetani, il cui stemma è proprio un ramo d’olivo. Ma, soprattutto, egli è nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine del periodo Pasquale, e tutto il periodo è notoriamente sotto il segno dell’ulivo.

www.nibiru2012.it

Se muoiono le api Aprile 10, 2008

Posted by 2012sos in Scienza, Teorie.
Tags: ,
add a comment

LIVORNO. «Se l´ape scomparisse dalla faccia della terra – diceva Albert Einstein – all´uomo non resterebbero che quattro anni di vita», una profezia che si tinge di inquietudine, visto che la moria delle api è diventata un problema mondiale, che riguarda da vicino l’agricoltura e la biodiversità, per l’indispensabile opera di impollinazione svolta da questi insetti. Il fenomeno è presente anche in Italia, uno dei maggiori produttori di miele di qualità del Pianeta, dove lo scorso anno sarebbero morte tra il 30 e il 50% delle popolazioni degli alveari, una cifra da estendere anche al resto dell’apicoltura europea. Negli Usa la situazione è ancora più drammatica ed è stato coniato un acronimo apposta per definirla:Ccd (Colony Collapse Disorder), in alcuni territori dell’America gli alveari sono stati devastati, con mortalità del 60 70%.

Per discutere di questa emergenza planetaria pressoché sconosciuta al grande pubblico che consuma miele a colazione (magari quello adulterato cinese, che di api non ne ha bisogno), l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat) ha organizzato oggi a Roma il workshop “Sindrome dello spopolamento degli alveari in Italia: approccio multidisciplinare alla individuazione delle cause e delle strategie di contenimento”, al quale sono intervenuti i massimi esperti italiani di apicoltura. L’Apat spiega che l’incontro «è servito soprattutto alla promozione della ricerca sul fenomeno e le sue cause, visto che sul tema esistono ancora pochi studi attendibili; l’Apat ha proposto anche la realizzazione di un Focal Point, per raccogliere e condividere i dati, oltre che promuovere e coordinare le attività volte alla conoscenza e al contenimento del problema. Si è parlato in particolare della situazione italiana, con un confronto tra ricercatori e rappresentanti delle associazioni di categoria e della pubblica amministrazione, alla ricerca di soluzioni condivise: tra le azioni prioritarie che si vogliono intraprendere, il monitoraggio del territorio per avere una stima attendibile della perdita di api in termini quali-quantitativi, la promozione della ricerca sulle malattie e i fattori ambientali che causano la perdita delle colonie, nonché la definizione di criteri affidabili per prevenire ulteriori morie».

Tra le ipotesi fatte, oltre alle virosi e alle parassitosi tipiche delle api, come la varroa, spesso frutto di introduzioni di specie alloctone e cattiva gestione degli alveari, ci sono il probabile disturbo causato dagli impulsi elettromagnetici sempre più onnipresenti e alcuni studi hanno fatto rilevare un forte impatto delle colture Ogm su questi insetti impollinatori. Ma l’Apat lancia l’allarme sulla presenza di un nuovo nemico delle api da non sottovalutare: «il ruolo del clima, perché un suo andamento irregolare può interrompere il flusso normale di nutrienti che sono necessari alle api per la loro crescita e sviluppo, indebolendo le difese dell’alveare; occorre quindi essere pronti ad intervenire con idonee integrazioni alimentari che sostituiscano il nettare e il polline raccolti dalle api».

Comunque e qualunque siano le cause, l’Apat spiega che «Le conseguenze non si limitano alla strage di insetti, con grave perdita di quella biodiversità la cui conservazione è sempre più fondamentale, ma possono ripercuotersi pesantemente su tutta l’agricoltura italiana, per l’insufficiente impollinazione delle piante, che può portare a una forte riduzione del raccolto. In Italia è stato calcolato che l’apporto economico dell’attività delle api al comparto agricolo è di circa 1600 milioni di euro l’anno (pari a 1240 euro per alveare). Considerato che nel 2007 sono stati perduti circa 200mila alveari, si evince che la perdita economica per mancata impollinazione si è aggirata sui 250 milioni di euro. Il problema è maggiormente sentito nel Nord del Paese, dove si sono persi fino alla metà degli alveari; danni pesanti anche al Centro, mentre le cose sembrano andare meglio nel Mezzogiorno».

In relazione alle dichiarazioni di APAT relative al nesso tra l’utilizzo di agrofarmaci e la moria delle api, Agrofarma – Associazione nazionale imprese agrofarmaci, che fa parte di Federchimica – desidera precisare che «le cause della moria delle api sono molteplici, tra le quali rientrano ad esempio la recrudescenza degli attacchi di Varroa, alcuni patogeni quali virus e Nosema, i cambiamenti climatici, l’inquinamento elettromagnetico. Tra queste concause l’impiego di agrofarmaci è solo un’ipotesi tra le altre».

Al momento non esistono evidenze scientifiche, spiega Agrofarma «che dimostrino un nesso di causa effetto tra l’impiego di agrofarmaci e lo spopolamento degli alveari. Anzi, secondo due importanti studi non esiste alcun legame tra agrofarmaci e moria di api. Ulteriori ricerche hanno dimostrato che i residui di agrofarmaci eventualmente presenti nel nettare e nel polline sono normalmente inferiori ai 5 ppb (5 parti per miliardo) mentre gli effetti letali per le api sono possibili solo per quantità ben al di sopra di questa soglia».

Agrofarma ricorda infine lo sforzo costante nella promozione dell’uso consapevole e corretto dell’agrofarmaco, al quale si aggiungono gli incessanti investimenti in ricerca e sviluppo per la produzione di agrofarmaci sempre più evoluti e compatibili con l’ambiente.

www.greenreport.it

Le Profezie Del Ragno Nero Aprile 10, 2008

Posted by 2012sos in Profezie.
Tags:
1 comment so far

a cura di Luca Berto

Non sono solo Nostradamus, Rasputin, San Malachia, Edgar Cayce i grandi veggenti della storia. C’è un altro grande veggente, forse anche più misterioso ed inquietante di quelli appena citati, che meriterebbe un posto di riguardo nella storia dei grandi “profeti”. Il suo nome è Monaco Nero o Ragno Nero, in tedesco Schwarze Spinne. Questo pseudonimo deriva dalla sua abitudine di siglare ogni suo scritto con la raffigurazione stilizzata di un ragno nero. Il suo vero nome non è conosciuto; le uniche informazioni in nostro possesso riguardo questo personaggio sono che fu, appunto, un monaco cistercense, e che visse in una zona della Baviera compresa tra Ratisbona, Monaco ed Augusta nel corso del XV secolo, probabilmente sotto il regno di Alberto V il Magnanimo, del quale, forse, era consigliere. Il suo successo e la sua fama, grandi soprattutto per la probabile protezione regia, finirono con la sua morte; alla sua scomparsa, poi, subentrò l’oblio. Di lui non si seppe più nulla fino al XVIII secolo, quando, in Germania, riapparvero le sue carte. Negli anni ’30 del XX secolo, poi, fu oggetto di studio maniacale da parte di Hitler, il quale ordinò a Ludwig Birzer, coordinatore del gruppo di ricerca esoterica del Furher, di tradurre le misteriose carte del monaco tedesco al fine di conoscere il futuro della Germania. Secondo alcune testimonianze, Birzer non utilizzò mezzi termini: “Ci sarà una seconda guerra mondiale. E sarà la Germania a muoversi per prima, ma se scenderà in campo prima del 1943, Berlino diventerà un cimitero”. Hitler, come sappiamo, non volle aspettare e decise di colpire a tradimento la Polonia nel settembre del 1939. Alla fine della guerra, Berlino, come aveva profetizzato il Ragno Nero, divenne proprio un cimitero.

Le profezie del Ragno Nero consistono in un lungo elenco di avvenimenti, corredati, ognuno, da una pagina di prosa. Alcuni di questi fatti sono stati già identificati ed essi, nel caso l’accoppiamento fatto-data sia esatto, sorprendono per precisione. Ecco alcune date di esempio:

1789: “Turbine di sangue” = la Rivoluzione Francese;
1821: “Morte di una speranza” = la morte di Napoleone;
1914: “Pianura di croci” = la prima guerra mondiale;
1924: “Sulle orme di Cesare” = Mussolini al potere in Italia;
1946: “Germoglio dell’ulivo” = la fine della II guerra mondiale;
1963: “Necrologio sull’altare” = la morte di Papa Giovanni XXIII;
1980: “Pietro oltre Roma” = l’avvento di un papa straniero.

Le profezie del Ragno Nero non presentano un quadro particolarmente ottimistico del futuro dell’umanità. Il decennio 1990-2000 è stato descritto come “il tempo della cenere”. La cenere è quella dei valori morali sui quali l’uomo aveva fondato la propria realtà: sono valori ignorati, distrutti, dati alle fiamme. Questo decennio sarà da tutti “dolorosamente vissuto” perché i “tempi saranno dannati”. Nascerà una nuova realtà, la cui essenza negativa è sintetizzata nell’appello che l’uomo farà al proprio Dio. Come Davide nel suo salmo, anche l’uomo moderno si rivolge a Dio pregandolo:
Miserere mei, Deus, Abbi pietà di me, mio Dio. L’uomo avrà bisogno di purificarsi: l’uomo “fatto di solo carne” dovrà morire e lasciare posto all’uomo “fatto di spirito”. I pochi uomini che riusciranno a scorgere questa verità si vestiranno di umiltà, come le formiche, ed andranno incontro al loro destino. Gli altri continueranno a vivere come nel passato, vedendo il rosa della dolcezza dove ora c’è il viola della passione. Questa situazione riguarderà soprattutto i paesi dell’Est europeo e porterà all’emigrazione, da queste zone, di migliaia di persone, che invaderanno l’Europa Centrale portando carestie, violenze, epidemie. Tuttavia, sarà proprio ad Est che nascerà la nuova generazione dei “condottieri dello spirito”: per il Ragno Nero, “Cristo muore sul Tevere e risorge sul Volga”. In Russia è destinato a rinascere il Cristianesimo, basato sui valori primigeni di duemila anni fa, affinché, di nuovo, l’uomo possa vivere “nel segno del Signore”.
Nonostante, come detto, il futuro dell’umanità sia del tutto negativo, la data fondamentale per il Ragno Nero è il 2000, identificato come l’anno della “gloria del fuoco”. L’avvento del nuovo millennio viene così descritto: “Quando l’umanità sarà alla fine del Millennio, avrà raggiunto la sommità del colle e dall’alto vedrà la distruzione di un tempo e la strada che porta al nuovo Paradiso Terrestre. La prima generazione che passerà su quella strada sarà una generazione dolorante perché faticosa sarà la strada per riconquistare le gioie dello spirito.” Il prezzo per “le gioie dello spirito” sarà il passaggio sotto “il ponte dei cinque dolori”. Il primo decennio del nuovo millennio sarà “il tempo delle paure”, cui succederanno il “decennio della pazzia”, il “decennio dell’assestamento” e il “decennio della ripresa”.
L’alta tecnologia, che caratterizzerà questi anni, come tutto il resto, è destinata a finire in cenere. E la cenere è la coperta con cui ci copre l’Anticristo, la cui venuta, il cui respiro è già nell’aria. Il Monaco Nero definisce l’Anticristo come “il Principe Nero”; la sua sarà una “una voce nuova, che demolirà il tempio”. Questa, in breve, la descrizione che ne fornisce il monaco tedesco:

Eccolo! Scende dalla strada del sole su un cocchio trainato da quattro cavalli neri. Il suo manto ha il colore della neve. La sua voce ha l’impeto del tuono. La sua mano è ferma, il suo gesto è comando. Laggiù, tra le pietre dell’ultimo anfiteatro scorre il sangue.
Le tavole della legge saranno gettate nella polvere e calpestate dal ferro dei cavalli. Uomini!, sventurate creature striscianti, il Principe vi porta la sua legge:
godete fino all’ebbrezza e sarete felici; adorate Cesare e sarete esaltati; rubate e sarete onorati. […] Il Principe Nero terrà banchetto nell’atrio del cupolone e mille pescatori incenseranno la sua mano: una mano che stringe in pugno il potere di vita e di morte, una mano che annienta e crea, una mano che benedice e distrugge. […] Piangete madri! Gettate le vostre viscere al fuoco. Squarciate il vostro grembo. […] L’uomo non nascerà più da donna perché è arrivato Lui, l’ultimo figlio di Osiride. Così era scritto. […]
Così chiudiamo la finestra sulla vigna del padre […] ma non piangete. […]
E’ ora che gli occhi si chiudano. Perché la vite non darà più vino. E la terra non darà più grano. Cosi fino alla nuova giornata che andremo a cercare nell’infinito. […]
Sarà questo il canto delle sei legioni che varcheranno il fiume. Attenti alla palude. Qui cadrà l’ultima speranza del piccolo Cesare. Ci saranno i segni del cielo. Ci saranno le voci dei morti. Ci saranno i lamenti dei vivi.

“Si avranno segni in cielo”, altri fenomeni “turberanno i pacifici”; si andrà incontro ad una grande carestia, poiché “la messe sarà cenere”. Allora i “Cavalieri d’acciaio solcheranno le nubi e grideranno al tempo la parola del Principe funesto. E il seme [della sua parola] germoglierà. E il seme spronerà l’uomo a combattere l’uomo. […] «Prendetevi la messe», comanda il Principe Nero. E la messe sarà cenere. «Prendetevi la luce» e la luce sarà tenebre. «Prendetevi la casa del padre… » Le pecore siedono a tavola dove c’è il vino, il formaggio e il pane, mentre il pastore pascola nel prato.”
Dinanzi all’avanzata della parola dell’Anticristo, molte chiese si uniranno ed organizzeranno l’ultima crociata: protestanti, anglicani, ortodossi, cattolici, perfino cristiani ed islamici troveranno la loro unità nella comune lotta contro il nemico. L’Anticristo, però, vincerà ancora e passerà “sui mantelli degli ultimi mercanti dell’anima”. Così sarà fino a quando i tempi non avranno generato “il nuovo Giuda” che tradirà l’Anticristo, affinché “il coltello di Caino sarà pulito in una bandiera che avrà il colore del latte e del sole” (la bandiera Vaticana).
I tempi saranno duri, soprattutto per coloro che non sanno capire il linguaggio dello spirito. Dice il Monaco Nero: “periranno sopratutto coloro che hanno indossato la veste tessuta d’oro e di potere”, cioè coloro che non sanno vivere senza potere e senza ricchezza.
Verrà distrutto “tutto ciò che ha portato l’uomo a distruggere”. Tutto sarà cenere e sulla cenere “ritornerà a cantare la cicala”. Terminerà, finalmente, la storia dell’”uomo carne” e inizierà la storia dell’”uomo spirito”. L’umanità volterà pagina e, dopo una parentesi di purificazione, che durerà mezzo secolo, vivrà una nuova, ultima parabola, durante la quale l’uomo vivrà in armonia con la natura. Questo durerà fino al 2500: egli ripiomberà, infatti, negli errori di sempre, nell’egoismo, nel materialismo e nella violenza. Dice il Monaco Nero: “l’umanità è stata segnata da tre diluvi: il primo è stato di acqua, il secondo sarà di fuoco e il terzo sarà di stelle”. Al terzo diluvio, che dovrebbe coincidere con il periodo che va dal 2500 al 3000, il cielo si spegnerà per sempre. E la parabola dell’uomo sarà finita.

Anche in questo caso, come per tanti altri profeti, l’uomo sarà rovina di sé stesso. L’unica speranza è che il Monaco Nero, almeno questa volta, si sia sbagliato.

LE PROFEZIE DEL MONACO BASILIO Aprile 10, 2008

Posted by 2012sos in Profezie.
Tags:
add a comment

Il monaco Basilio fu un profeta russo vissuto all’epoca di Pietro I° il Grande. Nato a Mosca nel 1660, Basilio rinunciò a famiglia e carriera per rinchiudersi nel convento ortodosso di Kalnin. Era solito offrire pane e consolazione ai poveri e recarsi a pregare nella cattedrale del Beato Basilio, appena fuori il Cremlino. Durante queste “estasi divine” iniziò ad avere delle visioni del futuro, che scrisse in prosa. Molte si sono già avverate:
“Quando il Mille si aggiungerà al Mille, gli uomini voleranno e le immagini di quello che succede a Mosca si potranno vedere allo stesso tempo a Kiev e a Costantinopoli”.
Il sant’uomo predisse anche l’incendio che nel 1737 distrusse parte di San Pietroburgo, la caduta degli zar (“con il sangue dei ricchi si laveranno le scale dei poveri”) e l’avvento del comunismo in Russia (“vi verrà promessa la terra dei lavoratori, ma vi verrà data la terra degli schiavi…”).
Basilio morì nel 1722, ma ancora oggi vengono studiate le sue profezie, dette di San Pietroburgo. Eccone alcuni stralci:
“Quando il secondo millennio del cristianesimo sarà prossimo alla fine, ogni casa vorrà accendere la sua candela, ma il buio dominerà. Sangue e lacrime bagneranno la terra dei popoli slavi”.
Come poteva sapere Basilio che negli anni ‘90 sarebbe avvenuta una guerra fratricida tra Serbi e Croati? “Breve sarà il tempo dello zar che zar non è”. Si tratta forse di un riferimento ad Elzin, che i cronisti di tutto il mondo hanno ribattezzato “Zar”? Speriamo che altre profezie del monaco rimangano disattese, come quella che parla della conquista di Mosca e di gran parte dell’Occidente ad opera mussulmana (“Scomparirà la stella e la falce della Luna si poserà sul Cremlino”), o l’altra che recita “sarà ancora guerra, tutto avverrà quando il mondo intero festeggerà la pace”. Di notevole interesse, comunque, le previsioni inerenti la fine dei tempi e il mondo a venire. Quando la misura sarà colma – afferma il monaco – giungerà un personaggio chiamato enigmaticamente l’uomo di Colosse.
“Sarà un uomo inviato da Dio per unire i frammenti del mondo e aprire le porte d’un tempo nuovo… Egli sarà l’avanguardia del Governo Universale”.
Chi è l’uomo di Colosse? Il Governo Universale in questione è forse il “New World Order”?
Incredibilmente precise le profezie sull’inquinamento e il degrado ambientale:
“Alla fine del millennio un prato verde non lordato dall’uomo e una pianta non avvelenata saranno una rarità… l’uomo sarà attorniato da cibo e da acque, ma morirà di fame e sete, perché l’erba che vedrà crescere e il frutto che vedrà maturare saranno veleno, come pure l’aria che respira…”.
Basilio inoltre rimprovera il genere umano, accusandolo di aver bruciato il “sangue della Terra”, ovvio riferimento al petrolio.
“All’uomo era stata affidata la Terra affinché la custodisse come un tesoro del creato: invece, quando le macchine voleranno come uccelli e l’uomo ucciderà l’uomo con i raggi del Sole, essa sarà uno straccio sporco e lacero”.
A parte i precisi riferimenti ad aerei e laser, colpiscono le accuse di Basilio, dure ma motivate.
“Il Sole cambierà strada e la Luna si perderà fra i monti, le stelle pioveranno sulla Terra… Montagne invisibili passeranno nel cielo, e quando una di queste si vedrà, mancherà il tempo della preghiera. Sentirete allora il pianto di mille madri, perché mille uomini saranno schiacciati dalla montagna”.
Non v’è dubbio che il santo uomo si riferisca alla caduta di un enorme meteorite, mentre il cambio di “percorso” del Sole e della Luna sarebbe da addebitarsi ad una alterazione del piano orbitale terrestre, in seguito confermata:
“Arriverà un giorno nel quale troverete il mar Nero sugli Urali e il mar Caspio sulle alture del Volga, perché tutto verrà mutato… All’uomo verrà consegnata una Terra arata pronta per la semina, in cui sarebbe follia cercare Mosca, San Pietroburgo o Kiev… Dove un tempo regnava il ghiaccio ora brucerà il Sole, e gli agrumi più gustosi verranno raccolti sulla terra della Santa Madre Russia, mentre sulle coste settentrionali dell’Africa regnerà il ghiaccio”.
Basilio quindi scrive che quando tutto sarà passato, “i popoli della Terra saranno veramente fratelli, i superstiti scenderanno dai monti e si abbracceranno, perché il nuovo alito di vita non verrà dai mari, ma dai monti”.
Molti addotti hanno riferito che gli alieni consigliavano loro di andare a vivere in campagna o in montagna: è solo un caso? È interessante sottolineare che, a differenza dell’Apocalisse di Giovanni, qui i disastri non sono mandati dall’Eterno per punire l’uomo, ma per “ridisegnare la Terra distrutta dall’uomo.”
Un Dio ecologista e decisamente meno vendicativo di quello biblico, che infine sulla fronte dell’uomo scriverà la parola umiltà, perché “deve ricordarsi che non è una creatura superiore, ma creatura tra le creature della Terra. A lui verrà dato il compito di lavorare la Terra, e il cibo gli sarà dato dalle erbe e dai frutti. La carne non potrà mangiare la carne…”.
Il vegetarianismo entrerà dunque nel novero dei comandamenti? Tornano alla mente le analisi dei laboratori militari di Wright-Patterson, in cui le EBE venivano catalogate come vegetariane.
Infine, Basilio annuncia: “Piccolo uomo del duemila, non sforzarti di capire che cosa sarà il tempo nuovo: il tuo sforzo è inutile, perché la tua mente è chiusa ai disegni dell’Eterno. Sappi solo che l’uomo del Tempo dei Giusti non nascerà piangendo, verrà deposto nella culla della felicità, camminerà sul sentiero della pace, parlerà con lo spirito e non avrà bara”.

www.edicolaweb.net

Le profezie della Monaca di Dresda Aprile 10, 2008

Posted by 2012sos in Profezie.
Tags:
add a comment

Di questa religiosa si sa per certo che visse tra il 1680 e il 1706,

in un convento sulle rive dell’Elba e che era semianalfabeta, alcune

testimonianze velano di ulteriore mistero la figura di questa veggente,

che quando entrava in una dimensione di mistico deliquio parlava

correttamente la lingua di Nostro Signore, il greco e il Latino.

Si tratto probabilmente di un personaggio carismatico, che seppe

“vedere nella dimensione senza tempo, dove non ci sono i segreti di

luogo, di lingua e di persona”.

Uno dei messaggi più significativi di questa veggente riguarda

le tre piaghe della purificazione, da riferirsi alla “fine dell’età

del figlio”, ovvero al Duemila.

“In quel tempo si renderà necessaria una pulizia generale, perchè

l’uomo avrà fatto scempio di ogni cosa. E la pulizia richiederà

sofferenza e dolori per tutta l’umanità, perchè tre piaghe verranno

a mondare la fine di questo tempo [...]. Ci sarà una pestilenza

mortale (1), che cadrà come una pioggia e colpirà sopratutto i

corrotti nella carne, i viziosi, i figli si Sodoma e Gomorra.

E poi ci sarà il fuoco²; ma nessuno vedrà le fiamme e nessuno

vedrà il fumo. E tutto sarà trasformato in cenere e quella cenere

conterrà la morte [...].

E poi ci sarà la grande siccità e la grande fame e sulla terra

si apriranno ferite profonde e non crescerà più il grano; ma

cresceranno solamente erbe avvelenate [...].

E tutto questo avverrà in un tempo in un tempo in cui l’uomo

avrà sperperato il grano e avrà sperperato l’acqua.”

(1) AIDS

(²) Guerra Atomica

La veggente predice poi gli ultimi pontefici che precedono la nuova

età delle catacombe; per ogni pontefice c’è un simbolo.

Giovanni XXIII è simboleggiato dal “Cavallo rosso, segno del precursore”

Paolo VI dal “Cavallo Nero, segno di Beniamino”

Giovanni Paolo I dal “Cavallo Bianco, segno di pietà”

Giovanni Paolo II “dall’angelo Mastro di Giosafat, con il segno dei dodici”

Il successore con “Angelo della pietà con il segno del martirio”

vi e un parallelo con le profezie di Malachia e altre, infatti secondo

le profezie vi saranno ancora due pontefici prima della fine !

Altre profezie della Monaca di Dresda sono ancora più significative; tra

queste va ricordata la “visione” sulla conversione della Russia.

La veggente vede difatti “bruciare e risorgere la Croce di Cristo sulla

grande piazza della santa Russia”. Altri messaggi ci dicono che il

successore di Pietro andrà a benedire il cuore della grande Russia”.

La Monaca di Dresda insiste su questa profezia, dicendo che “sulla terra

della santa Russia, il Salvatore verrà crocifisso e risorgerà sfolgorante

di gloria [...] e la sua luce sarà la resurrezione di tutto il mondo”.

Da notare che la conversione della Russia al cattolicesimo viene

predetta in moltissime altre profezie.

Prima di arrivare “alla resurrezione del mondo”, però sarà

necessario superare le “giornate dell’arcangelo Michele”, che

purificheranno “i venti”. Saranno queste le giornate del dolore

perchè il passaggio da un vecchio regime a una nuova “forma di vita”

non sarà indolore.

Quando le giornate dell’Arcangelo Michele saranno trascorse da tutta

la Russia s’innalzerà al cielo un suono festoso di campane.

In un altra profezia la veggente dice testualmente:

“arriverà un giorno in cui l’acqua avrà l’odore della carne morta e

in cui tutta la terra diventerà un enorme letamaio”

“verso la fine tutto sarà un veleno perchè sarà l’uomo che avrà

decretato di uccidere l’uomo .

Il ventre marcio della terra farà più morti della guerra.

Ma ben pochi combatteranno per la pace e poi tutto sarà marcio.

E poi tutto sarà morte. All’alba dell’età dello spirito, il ventre

enorme della terra verrà riempito di zolfo e poi verrà purificato.”

La Monaca di Dresda specifica il periodo in cui si insiederà sulla terra

l’epoca della “grande confusione e dell’incomunicabilità”.

La veggente, infatti, circoscrive fra due date quest’evento:

“Tra il 1850 e il 2000 verrà edificata sulla terra un’enorme quantità

di Torri di Babele. Tutti parleranno ma nessuno riuscirà ad intendere

ciò che dicono gli altri e le macchine aumenteranno la confusione,

perchè giungerà tempo in cui la voce dell’uomo non conterà più, ma

sarà la macchina a parlare. E nessuno capirà quella parola”

In modo preciso si profetizza anche l’insediamento della corte di

Lucifero sulla terra. La veggente dice difatti che ciò avverrà tra

il 1940 e il 2010, quando “dominerà sulla terra la gerarchia satanica,

guidata da un demone che parlerà la lingua di Attila, ma che indosserà

le vesti di Cesare”.

Si prevede quindi un inganno, giacché Attila si vestirà da come

Cesare. E sarà con l’inganno che il mondo intero sarà “guidato”

negli ultimi tempi

www.paologiannetti.com

NWO: Open Your Eyes! Aprile 10, 2008

Posted by 2012sos in Autorità, Teorie.
Tags: ,
add a comment

MISTERI DEL MONDO – Linee di Nazca Aprile 10, 2008

Posted by 2012sos in Alieni, Scienza, Teorie.
Tags: , ,
add a comment

Un colibrì lungo 50 m, un ragno di 45 m, un condor di 120 metri … Assurdo?!? No, se parliamo delle linee di Nazca.

Nel Perù meridionale, nell’altopiano di Nazca, si cela uno degli enigmi più affascinanti dell’archeologia.

Realizzati asportando dal suolo lo strato superficiale di ciottoli vulcanici neri, i geroglifici peruviani possono essere definiti la più grande opera grafica del pianeta.

Nel 1927 un pilota dell’aviazione peruviana sorvolando la regione meridionale scoprì che per chilometri si stendevano linee che formavano dei disegni visibili solo dall’alto. Il primo studio sistematico fu compiuto nel 1939 dall’archeologo statunitense Paul Kosok. Secondo tale ricostruzione le figure possono essere distinte in tre gruppi principali: figure dritte, a spirale e geometriche (rappresentanti persone e animali).

Ciò che rende straordinari questi disegni è che questi sono visibili solo … dal cielo! In quale modo gli abitanti di Nazca riuscirono circa 600 anni fa a tracciare queste linee? E quale scopo legittimò questa grande impresa?

Una illustre studiosa del fenomeno, Maria Reich, afferma (rispondendo in parte alla prima domanda) che gli indiani di Nazca partivano da “schizzi” dei disegni che poi allargavano, magari con l’aiuto di un opportuno reticolato di corde.

Dagli studi approfonditi degli archeologi risulta che i disegni tracciati sono circondati da un labirinto di forme geometriche di una precisione millimetrica: sono visibili delle linee perfettamente rette lunghe più di 8 km e una di queste misura addirittura 65 km! Stiamo dunque parlando di una sorta di pista d’atterraggio per “antichi frequentatori” del cielo?

Le Linee di Nazca restano così uno dei misteri più affascinanti dell’archeologia mondiale.

www.cerchinelgrano.info

Putin progetta nuove armi nucleari Aprile 10, 2008

Posted by 2012sos in Autorità, Eventi.
Tags: ,
add a comment

<B>Putin progetta nuove armi nucleari<br>

Il presidente russo Vladimir Putin

MOSCA – La Russia sta lavorando a nuovi tipi di arma nucleare. Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, che ha invitato gli Stati Uniti a fissare una data per il ritiro dall’Iraq. Il Capo del Cremlino, nel corso dell’ormai consueto e annuale botta-e-risposta con i cittadini russi, organizzato dai principali canali televisivi e radiofonici del Paese, ha annunciato che la Russia ha “piani grandiosi ma realizzabili” come parte di un programma “imponente” per ampliare le difese.

“Piani grandiosi negli armamenti”. “I nostri piani vanno fino 2015, e prevedono lo sviluppo e l’ammodernamento di tutti i tipi di armamenti: mezzi di terra e missilistici, aviazione e flotta, inclusi i sommergibili atomici”, ha detto Putin rispondendo alla domanda di un militare del poligono spaziale di Plisietsk. “Entro questo lasso di tempo, dovremmo realizzare un nuovo caccia di quinta generazione, e già ora il nuovo Sukhoi 34 (Su34) ha cominciato a essere consegnato alle forze armate”, ha aggiunto. “Puntiamo sulla produzione di nuovi complessi missilistici ad alta precisione, su armi del tutto nuove, sulla modernizzazione dei mezzi di ricognizione, di telecomunicazioni ed elettronici. Per la flotta, quest’anno dovrebbero venire completati la portaerei Iuri Dolgoruki e due sommergibili atomici strategici, il Vladimir Momomakh e l’Aleksandr Nevski”, ha annunciato. Nel 2008, inizierà la costruzione di un altro sommergibile, ha aggiunto.

“Difenderemo i nostri interessi”. Putin ha assicurato che la Russia “non è l’Iraq”, “difenderà i suoi interessi dentro e fuori i confini” e non consentirà di accedere al controllo delle sue risorse. “Grazie a Dio, la Russia non è l’Iraq, e ha forza sufficiente e mezzi per difendersi”, ha detto il capo del Cremlino, rispondendo alle domande della popolazione.

“Una data per il ritiro dall’Iraq”. Nel corso del colloquio con i concittadini Putin ha invitato gli Stati Uniti a fissare una data per il ritiro dall’Iraq “Le nostre divergenze con gli Stati Uniti sull’Iraq consistono nel fatto che noi riteniamo indispensabile stabilire una data precisa per il ritiro delle truppe, istituire una specie di deadline per lasciare i dirigenti iracheni in grado di rafforzarsi e stabilizzare la situazione. Gli americani non vogliono stabilire date. Ma lasciare lì per sempre un regime di occupazione da parte di truppe straniere è inammissibile per noi”, ha detto il presidente.

Complotto voleva impedire viaggio in Iran. Putin ha parlato anche dell’allarme attentato sventato nei giorni scorsi dai servizi segreti era un tentativo per “far naufragare” la sua storica visita in Iran. “Non era altro che il tentativo di mandare in fumo la missione”, ha detto il capo del Cremlino, il quale ha sottolineato che “i colloqui diretti tra gli Stati sono sempre una strada più fruttuosi che le minacce di sanzioni o addirittura l’uso della forza”.

(18 ottobre 2007)

www.repubblica.it