Il Protocollo di Kyoto Aprile 30, 2008
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| Il Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici è un accordo internazionale che stabilisce precisi obiettivi per i tagli delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra, del riscaldamento del pianeta, da parte dei Paesi industrializzati. | ||
| E’ l’unico accordo internazionale che sancisce una limitazione delle emissioni ritenute responsabili dell’effetto serra, degli stravolgimenti climatici, del surriscaldamento globale.
Si fonda sul trattato United Nations Framework Convention on Climate Change (Unfccc), firmato a Rio de Janeiro nel 1992 durante lo storico Summit sulla Terra. Per attuare il trattato, nel 1997, durante la Conferenza di Kyoto, in Giappone, è stato studiato un “protocollo” che stabilisce tempi e procedure per realizzare gli obiettivi del trattato sul cambiamento climatico: il Protocollo di Kyoto. Punti chiave: • Per i Paesi più industrializzati (quelli inseriti nel c.d. Allegato I) l’obbligo è ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 5% rispetto ai livelli del 1990, nel periodo di adempimento che va dal 2008 al 2012. • Gli stessi Paesi devono predisporre progetti di protezione di boschi, foreste, terreni agricoli che assorbono anidride carbonica, (perciò sono detti ”carbon sinks’, cioè immagazzinatori di CO2). Inoltre possono guadagnare ‘carbon credit’ aiutando i Paesi in via di sviluppo ad evitare emissioni inquinanti, esportando tecnologie pulite. Ogni paese dell’Allegato I, inoltre, dovrà realizzare un sistema nazionale per la stima delle emissioni gassose. E dovrà essere creato un sistema globale per compensarle. • I Paesi firmatari andranno incontro a sanzioni se mancheranno di raggiungere gli obiettivi. Più flessibili le regole per i Paesi in via di sviluppo. Perché il Protocollo diventi obbligatorio a livello internazionale deve essere ratificato da almeno 55 Paesi. Questo sta avvenendo ora: il parlamento russo a novembre ‘04 ha tradotto in legge quanto deciso (il 30 settembre ‘04) dal governo di Vladimir Putin. Il protocollo entra in vigore dopo 90 giorni: febbraio 2005. Nel 2001 gli USA si sono ritirati dal tavolo dell’accordo, dicendo che avrebbe danneggiato l’economia USA e avrebbe ingiustamente favorito i Paesi in via di sviluppo (gli USA riversano in atmosfera il 33,6% delle emissioni di gas serra mondiali). L’Australia sta confermanod il rifiuto ad aderire, la Cina se ne disinteressa. Ecco i gas serra le cui emissioni dovranno essere limitate: – Anidiride carbonica (Biossido di carbonio – CO2) – Metano (CH4) – Ossido di azoto (N2O) – Idrofluorocarburi (HFC) – Perfluorocarburi (PFC) – Esafluoro di zolfo (SF6) Mos. Il mondo scientifico parla di tutti questi gas in termini di “CO2 equivalenti” con riferimento alle loro capacità climalteranti, e questo criterio è adottato anche dal progetto Impatto Zero di LifeGate. |
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1977 messaggio alieno su t.v. nazionale Aprile 29, 2008
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Sistema di numerazione posizionale Aprile 29, 2008
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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Un sistema di numerazione si dice posizionale se i simboli (cifre) usati per scrivere i numeri assumono valori diversi a seconda della posizione che occupano nella notazione.
Ad esempio nel sistema di numerazione arabo (così chiamato per ragioni storiche, anche se la sua origine in realtà è indiana), quello più comunemente usato oggi al mondo, la prima cifra da destra esprime il numero delle unità, la seconda quello delle decine, la terza quello delle centinaia, la quarta quello delle migliaia, e così via. Per esempio il numero 555 si legge: 5 centinaia, 5 decine, 5 unità (cinquecentocinquantacinque). La stessa cifra 5 quando si trova nella prima posizione (sempre contando da destra) ha valore cinque, nella seconda posizione ha valore cinquanta, nella terza posizione ha valore cinquecento. In un sistema di numerazione non posizionale invece per esprimere questi tre valori si usano tre simboli diversi: ad esempio in numeri romani cinquecentocinquantacinque si scrive DLV.
I sistemi di numerazione posizionali necessitano della cifra zero per segnare i posti “vuoti”. Ad esempio il numero cinquecentocinque (5 centinaia, 0 decine, 5 unità) va scritto 505, con uno zero nella posizione delle decine: se non si mettesse lo zero, scrivendo 55, sarebbe il numero cinquantacinque invece di cinquecentocinque. Nei sistemi non posizionali invece non si usa lo zero perché l’uso di simboli diversi per unità, decine, centinaia eccetera lo rende non necessario: in numeri romani cinquecentocinque si scrive DV e non si può confondere con cinquantacinque che si scrive LV.
L’utilizzo della posizione per codificare delle informazioni permette di usare un numero minore di simboli: infatti il sistema di numerazione indiano è in grado di rappresentare numeri ampi con una notazione compatta utilizzando solamente dieci simboli a differenza del sistema romano che, per rappresentare numeri elevati, faceva uso di simboli aggiuntivi che complicavano l’apprendimento della matematica e rendevano complessi i calcoli di ingegneria.
I diversi sistemi da numerazione posizionale [modifica]
Nel caso più generale, un sistema di numerazione posizionale è definito da una successione di moltiplicatori b1, b2, b3… che corrispondono al rapporto tra il valore che una cifra assume in una data posizione e quello che assume nella posizione successiva. In formula si può scrivere (limitandosi per semplicità a un numero di quattro cifre; la generalizzazione è ovvia):
- c4c3c2c1 = c4×(b3×b2×b1) + c3×(b2×b1) + c2×b1 + c1
Quando i moltiplicatori sono tutti uguali, questa formula si riduce a:
- c4c3c2c1 = c4×b3 + c3×b2 + c2×b + c1
Il numero b si dice base del sistema di numerazione. Il sistema arabo è quello in base 10 (perciò viene detto anche sistema numerico decimale).
Quando si confrontano numeri scritti in sistemi con diverse basi, si usa indicare la base scrivendola come un pedice dopo il numero: per esempio 2435 è scritto in base 5 e vale:
- 2×52 + 4×5 + 3 = 7310 (settantatré)
Nell’antichità i babilonesi usavano esprimere la parte frazionaria dei numeri con un sistema sessagesimale, cioè in base 60. Tracce di quest’usanza sono rimaste fino ad oggi nella suddivisione delle ore e dei gradi in minuti (1/60 di ora o di grado) e secondi (1/60 di minuto).
Un sistema con moltiplicatori diversi era invece quello usato dai Maya: essi usavano bn=20 per n=1 e per n≥3, ma b2=18. Pertanto (usando le cifre decimali al posto dei simboli Maya) il numero 10 valeva venti, il numero 100 valeva trecentosessanta (venti × diciotto), 1000 valeva settemiladuecento (venti × diciotto × venti), e così via.
Nel campo dell’informatica, con l’avvento dei calcolatori digitali, si usano spesso sistemi di numerazione posizionale in basi che sono potenze di 2:
Nel sistema esadecimale, come cifre corrispondenti ai numeri da 10 a 15 si usano le lettere dell’alfabeto dalla A alla F.
Precessione degli equinozi ed Età dell’Acquario Aprile 29, 2008
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di Flavio Pelliconi
La precessione degli equinozi è lo spostamento verso Occidente del punto g (gamma o «vernale»), ossia del punto d’intersezione dell’eclittica coll’equatore celeste al momento dell’equinozio di primavera. Questo spostamento fu notato per la prima volta da Ipparco (120 a.C. ca.), e successivamente spiegato, nel 1687, da Isaac Newton, come dovuto principalmente all’attrazione gravitazionale della Luna e del Sole sulla prominenza equatoriale della terra, fenomeno che produce un movimento dell’asse terrestre tale da fargli descrivere, nel tempo, una forma conica. Come risultato di questo movimento, il punto g si sposta, rispetto alla sfera celeste, di un grado ogni 72 anni. La precessione, all’equinozio di primavera del 2005 (cioè il 20 marzo alle 12h 33m 30s ora di Greenwich), ammontava a 23° 55′ 48″ secondo il sistema di calcolo ufficialmente adottato dal governo indiano.
Analogamente e per lo stesso motivo, i poli celesti si muovono in cerchio sulla sfera celeste, cosicché nelle varie epoche le posizioni vicine ai poli sono occupate da stelle diverse. Il Polo Nord celeste è occupato, attualmente, come tutti sanno, dalla Stella Polare. Un giro completo del punto g e dei poli celesti richiede circa 25.920 anni, e ciò viene comunemente chiamato «anno platonico».

In astrologia si dà una pluralità di sistemi di riferimento:
1) il più popolare, su cui si basa l’astrologia occidentale, è lo Zodiaco tropicale (o stagionale), che fa cominciare il segno dell’Ariete dal punto g, ossia all’equinozio di primavera (21 marzo ca.);
2) lo Zodiaco siderale, che tiene conto della precessione degli equinozi (ayanamsa) e cui si riferiscono non solo gli astrologi indiani, ma anche alcuni occidentali che si sono “convertiti”; secondo questo sistema il Sole attualmente non entra in Aries il 21 marzo, ma il 13-14 aprile.
3) lo Zodiaco astronomico, nel quale i segni, a differenza dei due precedenti sistemi che contemplano suddivisioni uguali di 30° ciascuno, hanno ampiezze differenti, perché corrispondono alle costellazioni effettive. In questo sistema le costellazioni sono 13, perché viene considerato anche l’Ofiùco o Serpentario.
Secondo l’astronomo Lahiri, la coincidenza perfetta dello Zodiaco siderale con quello tropicale avvenne nel 285 d. C. I calcoli di altri astronomi davano date leggermente diverse, ma il governo indiano, per dare alla precessione (ayanamsa) un valore standard, stabilì come punto iniziale dello Zodiaco il punto dell’eclittica opposto alla stella Spica (Alpha Virginis), che era il punto g all’equinozio di primavera dell’anno 285 d.C. Nello stesso tempo fu standardizzato anche il passo della precessione in 50,26 secondi l’anno.
Se ora consideriamo l’equinozio del 20.3.2005 che è avvenuto alle 12h 33m 30s GMT, esso si collocava agli 0° Ariete secondo il sistema tropicale, ai 6° 04′ 12″ Pisces secondo il sistema siderale (nirayana) adottato ufficialmente dal governo indiano e a circa 9° di distanza dall’inizio della costellazione dell’Acquario secondo lo Zodiaco astronomico.
L’anno platonico, della durata di circa 25.920, anni si suddivide in 12 Ere, di circa 2.160 anni ciascuna, l’inizio di ognuna delle quali è dato dalla coincidenza del punto g con lo 0° di ciascun segno siderale. Perciò l’Era dell’Acquario che qualcuno vorrebbe già cominciata, in realtà e ben là da venire. Infatti, il 21 marzo 2003, al punto g mancavano, secondo il sistema siderale (descritto al punto 2), 6° 13′ per arrivare allo 0° di Aquarius. Se ci si vuole riferire, invece, allo Zodiaco astronomico (descritto al punto 3), Aquarius è ancora più distante, cioè circa 9°. Convertendo questa misura in anni, operazione resa possibile dal fatto che conosciamo il passo della precessione, che è di 50,26 secondi l’anno, possiamo calcolare con buona approssimazione quando il punto g coinciderà con lo 0° di Aquarius, dando così inizio all’omonima Era: nel 2444. Se poi volessimo riferirci allo Zodiaco astronomico (descritto al punto 3) anziché a quello siderale, la vagheggiata Era dell’Acquario s’allontana ancora di più: arriviamo al 2645 circa. Possiamo metterci comodi!

La tabella seguente mostra la successione approssimativa, ma attendibile, delle varie Ere. Il sistema di riferimento è lo Zodiaco siderale ufficialmente adottato dal governo indiano (ayanamsa di Lahiri):
anno 6195 a.C. : inizio Età di Gemini
anno 4035 a.C. : inizio Età di Taurus
anno 1874 a.C. : inizio Età di Aries
anno 285 d.C. : Inizio Età di Pisces
anno 2444 d.C. : inizio Età di Aquarius
(Dal sito Astrologia Italiana)
Nick Pope: Gli extraterrestri possono attaccare la Terra in qualsiasi momento. Aprile 28, 2008
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Scritto da Annunaki2012
L’utente Fabher ci propone una notizia di qualche tempo fa che non è ancora stata sviscerata sul nostro portale, buona lettura:

L’allarme è stato lanciato ai quattro venti non da un qualsiasi ufologo dilettante, bensì dall’ex direttore della sezione A2 del dipartimento della sicurezza aerea del ministero della Difesa britannico Nick Pope.
Secondo Pope esiste una moltitudine di evidenti testimonianze a proposito dell’imminente invasione del nostro pianeta da parte degli extraterrestri che però vengono appositamente ignorate. “Il fatto che tali dati vengano appositamente ignorati potrà avere conseguenze catastrofiche per l’umanità”, sostiene Nick Pope, il quale si lamenta altresì del fatto che l’attività del dipartimento da lui in passato guidato è attualmente ridotta al minimo, ragione per la quale la Gran Bretagna si trova al momento completamente indifesa nei confronti degli extraterrestri.
Sono assolutamente sicuro del fatto che se voi stessi invierete agli alti funzionari del ministero una lettera nella quale raccontate di essere entrati in contatto personale con gli alieni, riceverete in risposta la formale risposta standard che vi prega di non preoccuparvi a proposito”, ha dichiarato Nick Pope.
E va detto che tali affermazioni, rilasciate non da un pazzo fanatico di “science fiction”, ma da un professionista così esperto ed altamente qualificato, hanno indotto molti a rifletterci sopra. Quando Pope assunse l’incarico di direttore del dipartimento era assai scettico a proposito degli UFO e degli extraterresti, ma una volta studiati i materiali raccolti a proposito dai vari collaboratori del ministero, cambiò radicalmente il proprio punto di vista.
Pope sostiene che, nonostante di fatto attualmente non esistano testimonianze o prove concrete a proposito delle cattive intenzioni da parte degli extraterrestri, questa sia un’ipotesi che non vada assolutamente esclusa, per cui ritiene che sia indispensabile essere pronti ad ogni eventualità.
Link notizia studio aperto http://www.youtube.com/watch?v=OMi7af5F6sk
Link della news / http://straker-61.blogspot.com/2006/11/nick-pope-ritiene-possibile-un-attacco.html
Clima: Assenza di macchie solari, la Terra verso un’era glaciale Aprile 28, 2008
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Scritto da Annunaki2012
come riportato dal nostro ottimo Morgan sul forum ecco un estratto di una notizia ansa pubblicata qualche giorno fa:
(ANSA) – SYDNEY, 23 APR – L’attivita’ delle macchie solari non ha ripreso da quando ha raggiunto un anno fa il minimo in 11 anni, suscitando il timore che la Terra, lungi dal riscaldarsi come tutti temono, si stia dirigendo verso un’altra era glaciale. Lo afferma il geofisico e ingegnere astronautico Phil Chapman, primo australiano a diventare un astronauta della Nasa, il quale ha studiato le rilevazioni dell’Osservatorio solare ed eliosferico degli Stati uniti, secondo cui attualmente le macchie solari sono quasi del tutto assenti. Contrariamente ai timori sul riscaldamento globale, la temperatura terrestre e’ rimasta stabile o e’ leggermente diminuita nell’ultimo decennio, nonostante il continuo aumento di concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, e ora la temperatura globale sta rapidamente diminuendo, spiega Chapman.

Tutte e quattro le agenzie che registrano la temperatura della Terra, tre in Usa e una in Gran Bretagna, riferiscono che questa e’ diminuita di 0,7 gradi Celsius nel 2007, il cambiamento piu’ rapido finora registrato con strumenti, che ci fa tornare alla temperatura del 1930. ”Se la temperatura non torna presto a risalire, dobbiamo concludere che il riscaldamento globale e’ finito”, aggiunge. Le macchie solari sono zone ristrette della superficie solare che appaiono nere all’osservazione ottica per via della minore emissione di luce rispetto all’area circostante, piu’ calda, della fotosfera, e sono originate da intensi campi magnetici che raffreddano il plasma. Alcuni scienziati ritengono che un forte campo magnetico solare, quando vi e’ una forte attivita’ di macchie solari, protegge la Terra dai raggi cosmici, riducendo la formazione di nuvole. Quando pero’ il campo magnetico e’ debole, durante la bassa attivita’ di macchie solari, i raggi possono penetrare nella bassa atmosfera e la copertura di nuvole cresce, raffreddando la superficie terrestre. E’ tempo di mettere da parte il dogma del riscaldamento globale, almeno per cominciare una programmazione di contingenza su cosa fare se ci stiamo avviando verso un’altra piccola era glaciale, simile a quella che e’ durata dal 1100 al 1850. sostiene Chapman. Non vi e’ dubbio che una prossima piccola era glaciale sarebbe molto peggiore della precedente, e piu’ pericolosa del riscaldamento, poiche’ la popolazione mondiale e’ molto piu’ numerosa e dipende da poche aree agricole temperate. Lo scienziato propone misure preventive, o ritardanti, come percorrere con bulldozer in Siberia e in Canada le distese di neve, per renderla sporca e meno riflettente. ”La mia valutazione e’ che vi sia una probabilita’ di almeno il 50% che nei prossimi decenni si assista ad un significativo raffreddamento, piuttosto che ad un riscaldamento”. (ANSA). XMC
fonte :
Maremoto in Asia – Rallentamento della rotazione terrestre. Aprile 26, 2008
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Maremoto in Asia
Rallentamento della rotazione terrestre.
Non ci sono parole per descrivere e commentare le immagini – che così gentilmente la televisione continua a veicolarci – dell’immane disastro accaduto il 26 dicembre scorso in Asia. Le ultime agenzie di stampa parlano di almeno 60mila morti, ma le previsioni più realistiche sono molto più infauste! Il terremoto con epicentro nell’Oceano Indiano ha avuto un’intensità che ha raggiunto gli 8,9 gradi della scala Richter[1], e le coste più devastate dal Tsunami che si è originato (una onda alta 30 metri) sono state quelle dell’Indonesia (27.000 morti), Sri Lanka (18.700), India (10.500), Thailandia (7.500), Maldive (55), Malesia (65) e perfino dell’Africa: Kenya (2 morti), Somalia (40)[2].
Il giorno di Santo Stefano non è nuovo a queste catastrofi: il 26 dicembre dello scorso anno a Bam nell’Iran occidentale un terremoto di magnitudo 6,5 ha provocato oltre 41mila morti, e andando indietro nel tempo, lo stesso medesimo giorno del 1939 in Turchia un terremoto ha distrutto la vita a 33mila persone! Più che un giorno di festa sembra un giorno nefasto!
Numerologia a parte le cose che hanno colpito l’attenzione nell’ultimo disastro sono state almeno un paio: la prima riguarda la caduta di meteoriti proprio nelle vicinanze dell’epicentro del terremoto qualche giorno prima. Non so quanti hanno sentito questa notizia, ma il 19 dicembre 2004, quindi una settimana esatta prima della catastrofe, nella capitale dell’Indonesia, Giakarta, e in altre due città limitrofe, sono stati visti precipitare alcuni meteoriti. Le notizie come al solito, sono poche e frammentarie, ma la denuncia è stata data alla radio da Muji Raharto, un esperto dell’osservatorio astronomico Boscha di Bandung a ovest dell’isola di Giava[3], che ha anche specificato, come il meteorite fosse ben visibile in pieno giorno.
La seconda riguarda le dichiarazioni dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, secondo le quali “il catastrofico sisma è stato talmente violento da modificare in modo considerevole l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre”[4]. I risultati preliminari parlano di uno spostamento di 2 millesimi di secondo d’arco, che equivarrebbe, a uno spostamento lineare di ben 5-6 centimetri! Potrebbe sembrare questo uno spostamento di poco conto, e invece è qualcosa di molto preoccupante perché se verrà confermato potrebbe comportare ripercussioni a livello climatico globale (ricordiamo che il nostro clima dipende proprio dall’inclinazione dell’asse!).
Per il vicedirettore dell’Istituto di Fisica Terrestre a Mosca, il Prof. Aleksandr Ponomariov non centrano nulla corpi celesti esterni, perché la causa sarebbe da imputarsi alla rotazione terrestre. Proprio così. Secondo l’esperto russo il rallentamento della rotazione della Terra avrebbe originato non solo il maremoto ma anche i “più recenti cataclismi tettonici”. Questa è un’ulteriore conferma alle teorie di Greg Braden, il quale da diversi anni parla del rallentamento costante della rotazione del nostro pianeta.
Il geologo poi si spinge oltre, ipotizzando addirittura il rallentamento della velocità di rotazione della Terra fino al punto di fermarsi, per poi ripartire invertendo il senso di marcia. Cioè se prima girava da ovest verso est, da quel giorno in poi girerà da est verso ovest.
Nell’attesa o meno di questo fenomeno astronomico (con tre giorni di buio o di luce?), la cosa che salta agli occhi è come in questi ultimi mesi la Terra è stata oggetto di fenomeni concreti come terremoti e maremoti, attività vulcanica, uragani e scioglimento dei ghiacciai!
Qualcuno potrà obiettare che sono cose naturali sempre accadute in passato. Certo. Anche le epoche glaciali (noi viviamo in una periodo interglaciale) si sono sempre verificate, ma se ai cambiamenti della Natura ci mettiamo pure lo zampino nostro (emissioni a iosa di gas serra, inquinamento ambientale, ecc.), le cose invece di semplificarsi si complicano eccome.
Blocco della rotazione terrestre per 72 Ore. Aprile 24, 2008
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Una variazione della rotazione terrestre provoca una variazione della velocità dell’oggetto e, di conseguenza, una variazione della sua quantità di moto nel tempo, che si manifesta come una forza agente sull’oggetto stesso. Tanto più brusco è l’arresto e/o la ripresa della rotazione terrestre, tanto maggiori saranno le forze agenti sugli oggetti. Tutto ciò si tradurrebbe in deformazioni, rotture, che in pratica si manifestano come crolli, ribaltamenti, e nel caso di mezzi continui quali i fluidi e la terra solida, propagazione di onde meccaniche (onde sismiche, onde negli oceani, nei mari, nei laghi, nei fiumi e in atmosfera).
Tornando alla considerazione riguardante l’assenza di rotazione terrestre e tralasciando i fenomeni transitori che abbiamo appena descritto, la forza di gravità vera e propria, dipendendo esclusivamente dalla distribuzione della massa del nostro pianeta rispetto al punto in cui la si misura, resterebbe invariata, se assumiamo che non siano intervenuti sconvolgimenti dell’interno terrestre. Ad ogni modo, quello che noi avvertiremmo sarebbe un cambiamento della direzione della verticale e del peso degli oggetti. La verticale è quella linea che viene indicata dal filo a piombo, che quotidianamente si utilizzata per risolvere i problemi di statica sulla superficie terrestre (per esempio la costruzione di edifici).
Sia la verticale che il peso sono la risultante della somma della forza di gravità e della forza centrifuga prodotta dalla rotazione terrestre. Venendo a mancare la forza centrifuga, gli oggetti sarebbero più pesanti e la verticale cambierebbe direzione. Questi effetti sarebbero fisicamente misurabili, ma sulla loro percezione e le conseguenze che causerebbero si dovrebbe discutere caso per caso in quanto la componente centrifuga della risultante è almeno tre ordini di grandezza inferiore a quella della gravità.
Per i corpi in movimento, oltre alla mancanza della componente centrifuga della forza peso, verrebbe a mancare anche il contributo verticale dell’accelerazione di Coriolis, la quale si manifesta sugli oggetti in moto sul nostro pianeta e aventi una componente della velocità orientata lungo i paralleli.
Tale fenomeno è stato studiato in dettaglio dal fisico ungherese Lorand Roland Eötvös (1848-1919) e rende i gravi in moto più pesanti se essi si spostano da est verso ovest, mentre essi sono più leggeri in direzione opposta. La variazione di peso causata è proporzionale alla velocità dell’oggetto ed è massima nei pressi dell’equatore, mentre svanisce ai poli. Anche nel caso di velocità elevate (parecchie centinaia di metri al secondo, per gli aerei ad esempio) essa è almeno quattro ordini di grandezza più piccola della gravità.
Proseguendo le considerazioni sugli oggetti in movimento, la mancanza della rotazione terrestre produrrebbe significativi cambiamenti dei moti atmosferici e oceanici. Infatti, su vasta scala, i movimenti dell’aria e dell’acqua nei grandi bacini sono governati dal confronto tra due forze principali: il gradiente di pressione (cioè la differenza di pressione esistente tra zone diverse del fluido, per unità di spazio) e la forza di Coriolis che si manifesta sui corpi in movimento a causa della rotazione terrestre. L’equilibrio tra queste due forze conferisce la tipica traiettoria spirale dei venti attorno alle basse e alte pressioni, inoltre la sua presenza, unitamente all’attuale disposizione dei principali rilievi orografici mondiali, contribuisce all’alternarsi di fronti caldi e freddi alle medie latitudini. L’assenza di rotazione del nostro pianeta sconvolgerebbe tale equilibrio e, per le ipotetiche 24 ore oggetto della domanda, i venti soffierebbero direttamente dai centri delle alte pressioni a quelli delle basse e la circolazione atmosferica globale, non solo quella delle medie latitudini, cambierebbe radicalmente.
Considerazioni analoghe sono applicabili agli oceani, ma con ulteriori complicazioni. Fenomeni atmosferici e oceanici in cui la forza di Coriolis è attualmente trascurabile, rispetto al resto delle forze in gioco (per esempio i temporali o alcuni tipi di vortici marini), non subirebbero modifiche dirette, ma probabilmente risentirebbero delle mutate condizioni al contorno, causate dai cambiamenti a scala più grande.
Le questioni atmosferiche e oceaniche appena trattate portano naturalmente ad affrontare il problema della temperatura dell’aria, delle acque e del suolo in assenza di rotazione terrestre. La sospensione della rotazione terrestre per un giorno solo implica che alcune parti del nostro pianeta riceverebbero una quantità di radiazione solare superiore a quella normalmente acquisita con l’alternarsi del giorno della notte. Mentre altre zone resterebbero al buio per molte più ore. Quindi localmente le temperature del suolo, dell’aria e della superficie delle acque continuerebbero a crescere (o a diminuire per le zone in oscurità) seguendo verosimilmente i trend tipici del momento in cui è avvenuto l’arresto della rotazione.
Ovviamente questo scenario è verosimile se altri fattori non vengono a sovrapporsi, per esempio la variazione della copertura nuvolosa nell’ambito delle ventiquattr’ore. Complessivamente le temperature dell’aria e soprattutto del terreno delle regioni del globo più esposte all’eccesso di insolazione vedrebbero un aumento decisamente anomalo, mentre per le zone al buio si avrebbe una significativa diminuzione. A questa descrizione semplificata vanno aggiunti gli effetti dovuti a una rottura del ciclo giornaliero delle piogge nelle zone equatoriali.
A livello globale è molto probabile che questa breve sospensione della rotazione non avrebbe ripercussioni immediate, ma l’intero sistema terra-acqua-aria subirebbe una significativa forzatura al di fuori dalla configurazione di equilibrio attualmente in essere. Cosa potrebbe accadere successivamente, nel medio e lungo periodo, con la rotazione terrestre di nuovo presente? La risposta non esiste in quanto il nostro pianeta è un sistema complesso. Potrebbe darsi che si ritorni alle condizioni di equilibrio precedenti in tempi brevi.
Esistono già degli esempi passati di improvvisi cambiamenti di insolazione della superficie terrestre a seguito di eventi catastrofici, per esempio esplosioni vulcaniche di portata planetaria.
Ad ogni modo, la sospensione anche se temporanea della rotazione terrestre è cosa ben diversa e, oltre che a cambiare le condizioni di insolazione del nostro pianeta, produce anche conseguenze dinamiche importanti e immediate sui fluidi responsabili dell’equilibrio termico, e non solo, dell’intero pianeta.
La domanda posta si inserisce in un contesto molto più generale, il quale riguarda l’equilibrio e la dinamica dei sistemi complessi. Spero che queste poche righe possano essere d’aiuto nel comprendere perché, allo stato attuale delle nostre conoscenze, non si possa dare una risposta completa e dettagliata al problema che ha posto.
Notizia Tratta da Ulisse nella rete della scienza.
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La Parola al Geologo
Secondo il geologo Gregg Braden, tanto tempo fa i Maya ritenevano che il culmine della trasformazione poteva essere raggiunto nel 2012, quando la risonanza magnetica potrebbe toccare i 13 cicli al secondo e il suo campo magnetico potrebbe addirittura assestarsi attorno allo zero. Secondo Gregg Braden, il Punto Zero sarà associato alla quasi totale diminuzione del campo magnetico. Con questi parametri così bassi la Terra cesserà di ruotare. Nonostante ciò, la gravità del pianeta non sparirà in quanto essa è governata da altre leggi, non dalla sua rotazione. Non sarà la prima volta che accadrà una simile trasformazione visto che una cosa simile pare si sia palesata per ben 14 volte negli ultimi 4,5 milioni di anni. L’ultima volta che il fenomeno è esordito risale tra gli 11mila e 13mila anni fa, un’era che molti esperti associano con la fine di Atlantide e l’inizio della ricostruzione dopo il grande cataclisma avvenuto dopo il 10500 a.C. Esiste un Grande Ciclo di 26mila anni che governa questo processo di trasformazione e tredicimila anni fa ci trovavamo nel mezzo di esso. Ora, questo Grande Ciclo è in dirittura d’arrivo e questo comporterà enormi mutamenti. Gregg Braden non scarta certo la possibilità che il nostro pianeta possa smettere di roteare. Inoltre, da analisi del ghiaccio in Groenlandia e nelle aree polari emerge che probabilmente l’asse terrestre si sia spostato di recente, circa 3.500-3.600 anni fa. Tutte le volte che l’intensità del campo magnetico del nostro pianeta è diminuita, fenomeno che oggi possiamo sperimentare in prima persona, è corrisposto uno spostamento dei poli, ovvero l’inversione del nord e sud magnetico. Gregg Braden sostiene che per alcuni giorni la Terra smetterà di ruotare e poi inizierà a farlo in senso opposto. Se il pianeta smetterà temporaneamente di ruotare avrà una metà illuminata e l’altra metà al buio, E questo fenomeno è descritto migliaia di anni fa dagli antichi. Questo processo lo si può osservare in una barra di ferro quando il flusso di elettricità che la attraversa viene invertito, si ha l’inversione dei poli. Quando la Terra inizierà a ruotare in senso opposto muterà direzione il suo flusso elettrico, e quindi si invertiranno i poli.
Il dottor Brian Desborough sostiene che i media tendono a sminuire, e alla peggio, ignorare molti eventi geofisici. Anch’egli conferma la veloce diminuzione del campo magnetico terrestre che prossimamente raggiungerà lo zero. Anche il servizio geologico degli Stati Uniti conferma queste tesi. L’ente di stato sostiene che ogni 500mila anni il campo magnetico terrestre raggiunge lo zero per poi riformarsi lentamente. Questa transazione causerà epocali trasformazioni geologiche, cataclismi terrestri, eruzioni esplosive dei vulcani, ecc., a causa del temporaneo blocco della rotazione del pianeta. Colleghi di Brian Desborough affermano che il campo magnetico della Terra abbia già toccato lo zero e che si sia elevata la conversione dell’idrogeno in elio. Questo processo di intensificazione delle frequenze non interessa solamente il nostro pianeta ma anche il sistema solare e l’intera galassia.
Gli antichi sapevano molto bene di queste svolte energetiche che causavano epocali cambiamenti strutturali e geofisici della Terra. I calendari dei Maya (che risalgono a circa 18mila anni fa), degli egizi (che risalgono a circa 39mila anni fa), dei tibetani, dei cinesi e di altre civiltà portano nel periodo che corrisponde a quello nostro; quello che sta per terminare. In particolare, i Maya parlavano di un tempo di transizione, ovvero del periodo di “Assenza di tempo”, in cui il vecchio tempo veniva sostituito dal nuovo tempo. Secondo i Maya, il tutto iniziava nel luglio del 1982 e avrebbe condotto al cambiamento nel 12 dicembre 2012. Infatti, neanche a farlo apposta, attorno agli anni ottanta si inizia a sentire sempre con maggiore intensità di mutamenti del clima, del surriscaldamento della Terra e via dicendo.
Articolo Tratto da: www.ecplanet.com
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Chi e’ il Geologo Gregg Braden
Gregg Braden è un ricercatore, conferenziere e guida dei gruppi in vari luoghi sacri. La sua professione di geologo e la collaborazione con industrie aerospaziali gli ha dato accesso a una poderosa massa di informazioni tecniche che sono convogliate in due sue video conferenze:
“Risvegliarsi al Punto Zero” e “Camminare tra i mondi”
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NOTIZIE ATTUALI (di Gregg Braden)
Gregg Braden sta attualmente diffondendo notizie negli Stati Uniti e presso i vari media riguardo la prova scientifica del transito della Terra attraverso lo Strato Fotone e il rallentamento della rotazione terrestre.
Contemporaneamente si assiste ad un aumento della frequenza risonante della Terra (Risonanza Schumann). Quando la Terra arresterà la sua rotazione e la frequenza di risonanza raggiungerà i 13 cicli saremo nel campo magnetico punto zero. La Terra arresterà la sua rotazione e, nel giro di due o tre giorni, comincerà a girare nella direzione opposta. Questo fenomeno produrrà un’inversione del campo magnetico intorno alla Terra.
CONDIZIONE GEOFISICA N. 1: AUMENTO DELLA FREQUENZA DI BASE DELLA TERRA
La frequenza di base di fondo o battito cardiaco della Terra (detto risonanza Shumann o SR) sta aumentando drammaticamente. Sebbene ci siano delle variazioni tra regioni geografiche, per decenni la misura complessiva era di 7,8 cicli al secondo. Un tempo si credeva che essa fosse costante; la comunicazione militare globale si sviluppò su tale frequenza.
Da recenti rapporti si rileva un tasso di oltre 11 cicli. La scienza non ne conosce il motivo né sa che farci.
Gregg Braden ha trovato i dati raccolti da ricercatori norvegesi e russi; non è molto diffuso negli Stati Uniti (l’unico riferimento alla SR trovato nella sezione di riferimento della biblioteca di Seattle è connessa alla meteorologia. La scienza riconosce la SR come un indice sensibile delle variazioni di temperatura e delle condizioni metereologiche mondiali. Braden ritiene che la fluttuante SR possa essere un fattore che influisce sui violenti temporali, sulle inondazioni e sulle condizioni metereologiche degli ultimi anni).
CONDIZIONE GEOFISICA N. 2: DIMINUZIONE DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE
Mentre il tasso del battito della Terra sta aumentando, la forza del suo campo magnetico sta diminuendo. A detta del professor Bannerjee dell’Università del Nuovo Messico, il campo ha perso fino alla metà della sua intensità negli ultimi 4000 anni; inoltre, a causa di un precursore di inversioni polari magnetiche in questa forza del campo, il professor Bannerjee ritiene che un’altra inversione debba accadere. Braden ne è convinto poiché questi cambiamenti ciclici sono associati alle inversioni e nella memoria geologica della terra relativa alle inversioni magnetiche si rilevano precedenti cambiamenti. Inoltre, nella vasta scala temporale presa in esame, ce ne sono stati diversi.
COS’È UNA RISONANZA SCHUMANN ?
Credeteci o no, la Terra si comporta come un enorme circuito elettrico.
L’atmosfera è in realtà un debole conduttore e se non ci fossero fonti di carica, la sua carica elettrica si disperderebbe in circa 10 minuti. C’è una cavità situata tra la superficie terrestre e il limite interno della ionosfera a 55 chilometri di altezza.
In qualsiasi momento, la carica totale che si trova in questa cavità è di 500.000 Coulomb.
C’è un flusso di corrente verticale tra la Terra e la ionosfera di 1 – 3 x 10^-12 Ampere per chilometro quadrato. La resistenza dell’atmosfera è di 200 Ohm. Il potenziale di voltaggio è di 200.000 Volt. In qualsiasi momento, ci sono circa 1000 temporali nel mondo. Ciascuno di essi produce da 0.5 a 1 Ampere e collettivamente rendono conto del flusso della corrente misurata nella cavità elettromagnetica terrestre.
Le risonanze Schumann sono onde elettromagnetiche quasi permanenti che esistono in questa cavità. Come le onde di una sorgente, non sono presenti in ogni momento, ma devono essere “eccitate” per poter essere osservate. Non sono provocate da qualcosa di interno alla Terra, dalla sua crosta o dal suo centro. Sembra che siano connesse all’attività elettrica dell’atmosfera, specialmente durante periodi di intensa attività di fulmini.
Hanno luogo a diverse frequenze tra i 6 e i 50 cicli al secondo; in particolare 7,8, 14, 20, 26, 33, 39 e 45 Hertz, con una variazione giornaliera di circa +/- 0,5 Hertz. Fino a quando le proprietà della cavità elettromagnetica terrestre rimangono abbastanza costanti, queste frequenze restano invariate. Presumibilmente c’è qualche cambiamento dovuto al ciclo solare della macchia solare dato che la ionosfera terrestre cambia con un ciclo di 11 anni dell’attività solare. Le risonanze Schumann si vedono più facilmente tra i 2000 e i 2200 UT.
Dato che l’atmosfera terrestre conduce una carica, una corrente e un voltaggio, non è sorprendente trovare tali onde elettromagnetiche. Le proprietà risonanti di questa cavità terrestre furono preannunciate per la prima volta dal fisico tedesco W.O. Schumann tra il 1952 e il 1957 e rilevate per la prima volta da Schumann e Konig nel 1954. La prima rappresentazione spettrale di questo fenomeno fu preparata da Balser e Wagner nel 1960. La maggior parte della ricerca degli ultimi 20 anni è stata condotta dal Dipartimento della Marina che studia la comunicazione a Frequenza Estremamente Bassa con i sottomarini.
Per ulteriori informazioni, vedi: Handbook of Atmospheric Electrodynamics, Vol. I”, di Hans Volland, 1995 pubblicato dalla CRC Press. Il capitolo 11 è interamente dedicato alle risonanze Schumann ed è scritto da Davis Campbell del Geophysical Institute, University of Alaska, Fairbanks AK, 99775.
C’è anche una storia di questa ricerca e una bibliografia estensiva.
Cos’è la frequenza Schuman ?
La Frequenza Schuman (FS), prende il nome dal suo scopritore, colui che per primo la scoprì e la misurò. Come tutto nell’universo, anche il nostro pianeta, Madre Terra, è composta da Energia, anzi come tutto, Madre Terra è Energia, che vibra secondo una frequenza particolare. Tali frequenze, sono a noi note con il nome di Hertz, che non sono altro che il numero di cicli vibratori che una qualsiasi cosa sviluppa ogni secondo.
Facciamo ora una piccola degressione, sul nostro corpo umano, e sulle sue componenti. Forse, non tutti voi sapete che il nostro corpo è molto simile come costituzione a quello del nostro pianeta.
Madre Terra è composta per il 75% da acqua, così il nostro corpo, all’interno di Madre Terra ci sono una grande quantità di metalli in proporzioni varie, così anche il nostro corpo potrei andare avanti ad elencare un sacco di componenti che abbiamo in comune, ma mi ci vorrebbe troppo per elencarli tutti.
La stessa cosa vale da un punto di vista energetico, Madre Terra ha il suo sistema di Chakra, di meridiani energetici, Corpi Sottili che compongono l’Aura ecc. Esattamente come noi. Le antiche civiltà e culture, ci insegnano che l’uomo se vuole vivere bene a tutti i livelli è bene che viva in simbiosi con il nostro pianeta.
Cosa che purtroppo in questi ultimi 2000 anni abbiamo sempre più smesso di fare. La cosa importante da tenere presenteè che no e Madre Terra stiamo vivendo insieme un processo di evoluzione, e per far sì che ciò avvenga è opportuno che si prceda insieme di pari passo. Anzi la cosa più importante da tenere presente è che noi e Madre Terra SIAMO UNO.
Torniamo ora alla nostra FS, che è l’energia emessa da Madre Terra. Come vi ho detto in precedenza il suo scopritore fu un certo Schuman. Fu lui che per primo ne misurò la l’entità.
Ciò avvenne nel 1898, a quell’epoca l’energia emessa da MT era di 7,8 Hertz o cicli secondo. Gli scienziati hanno sempre pensato che questo fosse un valore fisso. In quanto fino alla fine degli anni ‘70 la FS era rimasta invariata.
A quel punto successe qualcosa, che mandò in subbuglio tutta la comunità scientifica.
La frequenza di MT iniziava a modificarsi, e per l’esattezza a salire. Intorno al 1985/86 tale frequenza era passata da 7,8 a 8,6, un fenomeno che si pensava impossibile. Il dato aggiornato ad oggi (anno 2002) è di 11,9 cicli al secondo.
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RISULTATI POSSIBILI
1. Si avrà l’impressione che il tempo scorra più velocemente man mano che ci si avvicina al Punto Zero. Un giorno di 24 ore apparirà come un giorno della durata di circa 16 ore o meno. E’ bene ricordare che la risonanza Schumann (o battito cardiaco di Madre Terra) è stata di 7,8 cicli per migliaia di anni, ma è in continuo aumento dal 1980. Attualmente è a circa 12 cicli. Si arresterà ai 13 cicli.
2. Il Punto Zero o il Passaggio delle Ere è stato predetto da antiche popolazioni per migliaia di anni. Ci sono stati molti passaggi incluso quello che avviene ogni 13.000 anni ad ogni metà dell’anno 26.000, Processione dell’Equinozio.
3. Il Punto Zero o un’inversione dei poli magnetici probabilmente accadrà presto, nel giro di pochi anni. Potrebbe sincronizzarsi con il bioritmo terrestre di quattro cicli che ha luogo ogni 20 anni il 12 Agosto. La prossima ricorrenza è il 12 Agosto 2003. L’esperimento Philadelphia e il Progetto Montauk (segreto viaggio militare nel tempo) chiusero il 12 Agosto/bioritmo ventennale.
4. Si dice che dopo il Punto Zero il sole sorgerà ad ovest e tramonterà ad est, approssimativamente. Avvenimenti passati di questo cambiamento sono stati ritrovati in antiche rilevazioni.
5. E’ interessante sapere che il Nuovo Ordine Mondiale si avrà entro il 2003.
6. Ciò può accadere oppure no, dato che dipende da molti fattori. State centrati e seguite il vostro intuito.
7. Il Balzo del Punto Zero probabilmente ci introdurrà nella quarta dimensione. In essa, ogni cosa si pensi o si desideri si manifesta all’istante. Sia che si tratti di amore che di paura. La nostra INTENZIONE sarà della massima importanza.
8. La maggior parte della tecnologia che conosciamo smetterà di operare.
Eventuali eccezioni potrebbero essere le tecnologie basate sul cosiddetto Punto Zero o energia libera.
9. Il nostro corpo fisico cambia man mano che ci avviciniamo al Punto Zero. Il nostro DNA verrà “promosso” a 12 filamenti. Si creerà un nuovo corpo leggero. Diventeremo più intuitivi.
10. Il calendario Maya predisse tutti i cambiamenti che stanno accadendo adesso. Dicono che stiamo superando l’età tecnologica e tornando ai cicli naturali della natura e dell’universo. Entro il 2012 saremo entrati nella 5^ dimensione (dopo il passaggio alla 4^ dimensione al Punto Zero).
11. Tutte queste informazioni non devono risultare allarmanti. Siate preparati ai cambiamenti che porteranno alla nuova era di luce. Stiamo andando aldilà del denaro e del tempo dove i concetti basati sulla paura si dissolveranno del tutto.
ByEdoardo Captano
Tratto dal sito:www.phoenixascended.org
2012: L’APOCALISSE Aprile 23, 2008
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Nonostante lo scetticismo, devo dire che l’analisi di questo giornalista non mi ha lasciato del tutto indifferente.
G. Romagnoli
All’inizio fu un produttore cinematografico inglese. Mi confidò mentre passeggiavamo sul lungomare di Beirut: “Sai, ho comprato un pezzo di terra in Bolivia”. E che ci fai in Bolivia “mi trasferirò li fra qualche anno, prima dell’impatto” di quale impatto? “nel 2012 la Terra sarà colpita da un asteroide che la distruggerà quasi completamente, si salverà solo una piccolissima parte…” a quel punto avevo già capito: la Bolivia “esatto, sarà un caso ma in quella zona hanno comprato anche Murdoch e Berlusconi.”.
Poi ci fu un’amica, assolutamente razionale, che tuttavia si era appena sposata.Eravamo in auto quando le chiesi “e ora? Figli?” scosse la testa “lui non ne vuole, dice che non è il caso dato che il mondo finirà nel 2012” Bolivia inclusa?non capì la domanda.
La data comunque andava precisandosi. Adesso so anche l’ora: le 11 e 11. E molto di più:ho letto centinaia di pagine su internet e le 296 del libro di Lawrence Joseph Apocalisse 2012. Visto su youtube il video 2012, the end. E mi è venuto qualche dubbio.
Tutto comincia con le profezie Maya, già sento le obiezioni: con le profezie ci si fa il brodo di Nostradamus, e se i maya erano capaci di prevedere il futuro perché non hanno schivato la loro estinzione? Un destino è un destino, ad un certo punto ti ci devi arrendere. Le civiltà sono come le persone: se ne vanno sempre le migliori. Prima del check out, e dopo secoli di osservazioni gli astronomi maya conclusero che al solstizio d’inverno del 2012 (nel loro calendario detto del “computo lungo” il 13.0.0.0.0) la storia umana avrebbe svoltato. Verso qualche abisso. Poi non è mai stato chiaro se qualcuno si sarebbe salvato (in Bolivia presumo) o no. Nella profezia si mescolano catastrofe e rivelazione. Il momento si annuncia come pericoloso e al tempo stesso propizio. In sostanza è come annunciare a qualcuno che sta per avere un male raramente curabile:se ti salvi diventi migliore, sennò diventi un ricordo.
Il 21 dicembre 2012 ho appreso è una data astronomicamente eccezionale:si eclisserà il centro della Via Lattea, scomparirà il grembo da cui nascono le stelle. L’espressione ha un che di poeticamente ferale, ma non sembra rappresentare una minaccia. Se non per i Maya per le culture aborigene, per le mistiche orientali, per l’ I ching e per la bibbia. Persino la Bibbia? Codice genesi di Michael Drosnin, il libro che decifra “matematicamente” un futuro criptato nella scrittura sacra , dice che nel 2012 “una cometa annienterà la terra”. Drosnin è un profeta? Non, un giornalista. Quindi scrive sciocchezze? Può darsi. E sarà anche vero che in un testo scannerizzato si può trovare tutto e il suo contrario, però con i suoi calcoli stabilì che il premier israeliano Rabin sarebbe stato ucciso a Tel Aviv nel 1995. Lo mise in guardia, invano.
E qui arriviamo al punto. Perché da laico credo che i vaticini dei maya possano avverarsi facilmente nei film Apocalypto, ma non nella realtà. Che ogni cultura, e soprattutto religione, debba immaginarsi un gran finale, prima o poi, con o senza diluvi e pagelle.
Ma la scienza, la nostra rassicurante scienza che ci vuole figli dell’evoluzione e non di una palla di fango e di una costola, la scienza che dice? Che il mondo finirà nel 2012, giorno più, giorno meno.
Riporto alcune considerazioni fin qui sparse e raccolte nel libro di Joseph: il sole sta impazzendo (in termini tecnici e non scherzo “fa la maionese”) la sua attività non era così tumultuosa sa 11mila anni e il prossimo picco sarà , ovviamente, nel 2012.
Tempeste solari significa tempeste terrestri. Alle ultime corrisposero quaggiù agli uragani katrina, Rita e Wilma.
Le prossime saranno molto più potenti, il campo magnetico terrestre, principale difesa contro le dannose radiazioni solari, si sta indebolendo ha squarci grandi come l’Italia intera. Si annunzia un’inversione dei poli magnetici, che ridurrebbe la protezione a zero. Il supervulcano dello Yellowstone sta preparando la prossima eruzione. La sua intensità è prevista superiore a quella accaduta 74mila anni fa al lago Toba in Indonesia. Effetti:morì il 90% della popolazione mondiale (non ho controllato sei il 10% era in Bolivia).
Poi ci sono i fisici di Berkeley per cui l’asteroide che distrusse i dinosauri è addirittura in ritardo per un secondo giro.
Geofisici russi che prevedono un fatale impatto con una nube di energia.
Astronomi che avvertono: nel 2012 le stelle saranno nella stessa posizione in cui erano nell’anno in cui si inabissò Atlandide(9792°.c.).
E i sensitivi del gruppo Alert123, fin qui inesorabili nel prevedere i terremoti, indicano lo stesso numero su cui puntare: 2012. I giochi saranno fatti, niente va più.
Per una volta qualche fede e molta scienza vanno d’accordo.
Poi inevitabilmente cercano di curare l’angoscia che hanno creato dicendo che ogni fine è un inizio e in realtà proprio a quello si riferivano le profezie:a un grande cambiamento, che avverrà comunque sulle ceneri di un vulcano.
Ogni vita, anche quella sulla Terra muore ogni giorno. Una generazione dovrà pur assistere alla sua fine, che sia la nostra o la prossima non fa poi molta differenza. Ma se davvero Berlusconi ha comprato un pezzo di terra in Bolivia, comincerei a preparare la valigia.
La Scadenza è il 2012 Aprile 23, 2008
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Il calendario Maya e il Crop Circle apparso il 2 Agosto 2004 a Silbury Hill sembrano c oincidere nella descrizione dell’avvento del Quinto Sole. Termine di un’epoca e inizio di un nuovo ciclo per la Terra
Di Massimo Fratini
Il 2004 si è chiuso con una grande tragedia. Ma non possiamo escludere le altre, che vedono gli attuali orrori della guerra in Iraq e di altri conflitti annunciati.
Come da tempo sostiene il nostro amico Eufemio Del Buono, i tempi dei Kali Yuga stanno per arrivare.
Sono quei tempi che già stiamo vivendo, tempi di grandi cambiamenti, tempi in cui tutto sarà distrutto e ricostruito. Secondo il calendario Maya, l’attuale Età dell’Oro (la quinta, governata dal dio Quetzalcoatl) terminerà nel 2012. Cosa ci dobbiamo aspettare? Secondo i ricercatori Maurice Cotterell e Adrian Gilbert, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuta ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici, come quello occorso il 26 dicembre 2004 e descritti dallo storico Velikvosky nel libro “Earth in Upheaval”:
“… Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti… La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone. Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne, che continuerebbero a salire sovrapponendosi alle pendici di altre montagne e causando faglie e spaccature immani. I laghi sarebbero inclinati e svuotati, i fiumi cambierebbero il loro corso, grandi estensioni di terreno verrebbero sommerse dal mare con tutti i loro abitanti. Le foreste sarebbero divorate dalle fiamme e gli uragani e i venti impetuosi le strapperebbero dal terreno… Il mare, abbandonato dalle acque, si tramuterebbe in un deserto. E se lo spostamento dell’asse fosse accompagnato da un cambiamento nella velocità di rotazione, le acque degli oceani equatoriali si ritirerebbero verso i poli e alte maree e uragani spazzerebbero la Terra da un polo all’altro… Lo spostamento dell’asse cambierebbe il clima in ogni luogo… Nel caso di un rapido spostamento dell’asse terrestre, molte specie di animali sulla Terra e nel mare sarebbero distrutte e la civiltà, se ancora esistesse, sarebbe ridotta in rovine”.
Lo scenario ipotizzato da Velikovsky, oltre a ricalcare le leggende Maya, espone scientificamente (in modo similare), la tragedia del terremoto-maremoto del sud-est asiatico.
Cotterell, in base ai suoi studi sull’attività delle macchie solari e sul calendario Maya, ha concluso che la profezia relativa alla fine della quinta Era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista per il 2012. Chissà, forse fu proprio uno spostamento dell’asse terrestre che circa 10.500 anni fa fece sprofondare Atlantide e Lemuria e provocò il Diluvio Universale.
Per un paio di mesi ho concentrato le mie ricerche su alcuni Crop Circles, in particolare su quello che è apparso il 2 Agosto 2004 nella Silbury Hill (Wiltshire – Inghilterra) che descriveva in modo esplicito un calendario Maya-Azteco molto simile allo Tzolkin.
Il pittogramma in effetti oltre a rappresentare una statua del Dio azteco, Xochipilli, Il Principe di Fiori, rappresenta il Calendario denominato “La Pietra del Sole”, una lastra circolare azteca del 16° secolo rappresentante Xochipilli, che fu dissotterrata sul lato del vulcano Popocatapetl vicino a Tlamanalco, Messico.
Essa in effetti mostra il Calendario del tempo della Vita e della Morte: “… Nel momento in cui il mondo fu creato, fu distrutto e fu ricreato in un nuovo tempo; unità così più piccole di tempo si ripeterono. …” . Se la vita fosse stata instabile così, nell’ultima analisi, era la morte. La rinascita. Per gli Aztechi come per i Maya, la morte rappresenta un passaggio dalla vita terrena ad un’altra esistenza su un aereo diverso in un universo multi dimensionale. Per alcuni, può essere inteso come anche la possibilità di un ritorno alla Terra, sebbene in una forma diversa.
Cerchiamo di inquadrare il significato del pittogramma.
Esso sembra essere solo un grande orologio di un calendario, con il (o un ) tempo mostrato in quattro unità diverse (analogo a giorni, ore, minuti e secondi) lungo il perimetro, più un “meccanismo dell’orologio” nel centro.
Esso ci dice che noi stiamo precisamente 8.67 anni dalla fine del “quarto Sole”, ovvero nel 2012.9, (dove 2004.6 (agosto) + 8.67 = 2012.9).
Il primo anello di centro rappresenta il Terremoto o un cataclisma dell’Epoca del Sole. Le quattro epoche rappresentate nelle porzioni quadrate di questo simbolo corrispondono anche alle quattro epoche precedenti chiamate Epoche dei Soli.
Secondo Anello – Il secondo anello dal centro verso l’esterno è composto di 20 giorni contenuti in un mese, anche questi possono comporre un anno o gli anni. Ogni anno comincia in uno di quattro di questi 20 giorni. La data esatta del Calendario sarà nel 2012.
La fine del quarto Sole è vicina
Qualche cosa di importante starebbe per accadere il prossimo anno (alla fine del 2005), poi qualche cosa di nuovo a dicembre 2012 (?).
Il pittogramma di Silbury, a mio avviso, è un messaggio indirizzato a tutta l’umanità. Chiunque può vedere che codifica qualche genere di importante comunicazione, attinente alle antiche profezie dei Maya e degli Aztechi. I Maya ci parlano chiaramente dei cicli solari. Secondo loro, quando il campo magnetico solare cambia direzione, tende a sbilanciare la Terra dal suo asse. La Terra inclinata, diviene così soggetta a terremoti, inondazioni ed eruzioni vulcaniche. Il campo magnetico solare si inverte cinque volte per un ciclo cosmico e questa potrebbe essere la causa per cui i Maya e gli Aztechi credevano che la Terra fosse stata distrutta quattro volte in passato e che all’inizio del XXI° secolo, la quinta era del Sole, accadrà di nuovo nello stesso modo.
Secondo Maurice Cotterell il campo magnetico dello strato neutro solare si inclina e il campo magnetico terrestre tenta di riallineare il proprio asse. A quel punto i poli magnetici terrestri spostano la loro posizione geomagnetica e sulla Terra avviene una distruzione cataclismica sotto forma di attività tettonica, eruzioni vulcaniche, inondazioni, maremoti, uragani, come viene raccontato nella lastra sarcofago di Palenque. Per questo motivo era importante pere i Maya tenere sotto controllo il periodo di 68.302 giorni: dopo i 20 di questi ci sarebbe stata la distruzione. Infatti nel pittogramma di Silbury Hill troviamo gli stessi significati. Qualcuno ci sta avvertendo che la fine di un’epoca sta “terminando” e che un nuovo ciclo di vita sta per iniziare.
Abbiamo del lavoro spirituale da fare
Secondo Carlos Barrios, quello attuale è un momento di cruciale importanza per l’umanità e per il pianeta. Ognuno di noi è importante. Se vi siete incarnati in quest’epoca, avete del lavoro spirituale da fare per dare equilibrio al pianeta. Barrio dice che gli anziani hanno aperto le porte in modo che altre razze possono giungere nel mondo Maya ed assorbirne la tradizione. I Maya da lungo tempo apprezzano e rispettano il fatto che esistono molti altri colori, razze e sistemi spirituali. Sanno che il destino del mondo dei Maya è legato al destino del mondo intero. La più grande saggezza risiede nella semplicità. Amore, rispetto, tolleranza, condivisione, gratitudine, indulgenza. Non è complesso né elaborato. La vera conoscenza è a disposizione di tutti, è codificata nel DNA. Tutto ciò di cui avete bisogno è dentro di voi. I grandi maestri lo hanno affermato sin dagli albori. Trovate il vostro cuore e troverete la vostra strada. Auguri

Il Calendario Maya

Il pittogramma di Silbury Hill (Wiltshire – Inghilterra), 2 Agosto 2004

Ricostruzione grafica del Pittogramma